Cultura

Napoli e il suo Rinascimento

Da alcuni anni si torna a parlare di Rinascimento napoletano, dico si torna perché, già in occasione della chiusura di Piazza del Plebiscito a opera dell’Amministrazione guidata da Antonio Bassolino, quel provvedimento fu visto dall’intelligentia della città come simbolo di rinascita.

Bastò la chiusura di una piazza per generare speranza in una comunità depressa dove l’avvicendamento di sindaci anonimi gettati allo sbaraglio dai partiti era ormai consuetudine consolidata.

Quel gesto di rottura, però, non ebbe significativi atti successivi se non l’aver ripulito per un breve periodo l’immagine della città sul piano nazionale e internazionale, ricaduta poi sulle prime pagine dei maggiori organi d’informazione con foto di una realtà indecente durata ancora per molti anni successivi.

Tuttavia, da poco più di cinque anni quel rinascimento superficiale sembra si stia concretizzando in un cambiamento inteso come riappropriazione della propria identità culturale. Senza questo passaggio, tutto resterebbe come quella Piazza del Plebiscito, operazione di facciata e null’altro.

Associazioni, movimenti e comunità varie lavorano nei quartieri della città formulando proposte e concretizzando progetti, talvolta mettendoci materialmente le mani. Maggiore attenzione è dedicata ai beni comuni e all’utilizzo degli stessi, anche con discutibili sistemi, che, in realtà, risultano poi strumenti al servizio dei territori.

E, ancora, alla riscoperta di zone della città attraverso il suo passato e gli uomini e le donne che hanno contribuito a fare grande la storia della città negli anni in cui Napoli è stata il centro della cultura internazionale, luoghi degradati e offesi nel tempo oggi restituiti alla loro dignità.

Tante le iniziative apprezzate dagli abitanti dei territori interessati e ignorate da quegli intellettuali o pseudo tali di casa nostra che, a orologeria, lanciano anatemi e invettive contro tutto ciò che di innovativo movimenta la vita cittadina, ormai travolta da un turismo crescente non casuale, non più di passaggio, ma volto alla conoscenza delle bellezze artistiche e culturali di una città che, piaccia o meno, ha imboccato la via di un rinascimento e di una consapevolezza della propria identità storica.

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