• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Coronavirus, il Garante Samuele Ciambriello: «No alla violenza, ma si tutelino i detenuti»

Giusy Santella di Giusy Santella
10 Marzo 2020
in Interviste
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

La tensione nelle carceri sta crescendo sempre di più. In particolare, nelle ultime ore sono scoppiate numerose proteste e rivolte in seguito alla notizia dell’interruzione totale dei colloqui con i familiari per i detenuti, in attuazione delle misure di contenimento del coronavirus disposte dal decreto governativo dell’8 marzo. In seguito ai disordini verificatisi domenica dentro e fuori le mura dell’istituto penitenziario napoletano di Poggioreale, abbiamo avuto l’occasione di intervistare Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Regione Campania, il quale ci ha offerto il suo punto di vista su quanto sta accadendo e sui provvedimenti urgenti da adottare.

Inizierei dalla situazione drammatica delle carceri in queste ore e dai provvedimenti che sono stati presi. Cosa ne pensa?

Può interessartianche...

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

Rachele Salvini: «Da quando sono diventata una vittima, non sono più la stessa. Scrivere “Pelli” è stato il modo di dare risposta a domande che continuo ancora a farmi»

“Il sesso degli alberi” di Alessio Arena, della bellezza e dell’orrore di sentirsi altro

«L’emergenza coronavirus ci ha colpiti tutti di sorpresa però è stata fatta in una maniera un po’ improvvisata, incauta, la dichiarazione che dall’oggi al domani non ci sarebbero più stati i colloqui. C’è stata molta approssimazione da parte del governo e poca preventiva informazione dal Ministro della Giustizia. I rischi erano proprio quelli che prevedevo qualche giorno fa, di arrivare a proteste anche non pacifiche: sabato è successo in forme pacate in alcune realtà campane, a Salerno è scoppiata la rivolta, mentre domenica hanno reagito circa 700 detenuti di quattro padiglioni di Poggioreale. Certo, questa è una situazione nuova e il diritto alla salute è importante, ma molti detenuti con cui ho parlato in queste ore mi hanno detto che sono in cella in otto, in dieci, in dodici e ora si sentono dire che i familiari non devono venire per ragioni igienico-sanitarie. Dunque, hanno protestato per vari aspetti, dall’igiene alla vivibilità, all’umanità degli spazi al limite della sporcizia. Tuttavia, se la protesta avviene con metodi violenti, mettendo a ferro e fuoco diversi padiglioni e in pericolo l’incolumità di altri detenuti, perde di valore. Si tratta di sicurezza. Una parte dei padiglioni ha fatto solo la battitura – che è una protesta pacifica per attirare l’attenzione –, in altri, invece, un’alta percentuale di reclusi ha manifestato in maniera violenta».

Lei come pensa che sia necessario agire in questo momento in cui i detenuti chiedono sicurezze, tutele e il rispetto dei loro diritti?

«In questa fase così convulsa bisognava mettere in campo proposte diverse, magari permettendo i colloqui con un solo familiare anziché tre. Anche gli agenti entrano tutti i giorni così come gli educatori, dunque poteva essere fatto un ragionamento diverso, magari sotto la responsabilità dei direttori in quelle carceri che sono più a misura d’uomo e in cui gli spazi lo consentono. Se le persone fuori non riescono a rispettare il divieto di non abbandonare la Lombardia, o di non frequentare ristoranti e pub, allora a maggior ragione un detenuto privo di informazioni corrette e adeguate rischia di vivere molto l’emotività del momento. Chiaramente, io non giustifico nessun tipo di violenza, ma non sarebbe opportuno mettere agli arresti domiciliari chi deve scontare due anni di pena? Non sarebbe opportuno rimandare a casa i semiliberi? Sono detenuti che di giorno stanno fuori e di sera devono rientrare in carcere. Ecco, forse sarebbe anche più opportuno aumentare gli affidamenti in prova ai servizi sociali. Si svolgerebbero dei lavori socialmente utili e si tornerebbe a casa, ognuno secondo la propria responsabilità. Se Mattarella pensasse all’indulto, poi, ancora meglio».

Rispetto a Poggioreale, immagino che Lei domenica fosse presente. Cosa è accaduto e che idea si è fatto rispetto ai provvedimenti futuri?

«Sì, sono stato lì per tutto il pomeriggio. Il nuovo decreto contiene l’apertura a provvedimenti quali l’aumento della durata delle telefonate, l’incentivo ad adottare misure alternative agli arresti e alla detenzione domiciliare. Io mi appello ai direttori delle carceri e ai magistrati di sorveglianza, che ho avuto occasione di sentire anche in queste ore. Segnali in tal senso vanno dati, compresi quelli di far svolgere eccezionalmente dei colloqui individuali. Ripeto, sono necessari realismo e buon senso, non si possono dare ordini perentori di questo genere all’improvviso. Così come sono stati potenziati medici e infermieri, bisogna potenziare e non ridurre il personale, incentivare l’area sanitaria in carcere e i trattamenti a tutela dei detenuti».

C’è chi in queste ore chiede che ai comandanti di reparto vengano dati poteri emergenziali per sedare le rivolte con la forza. Cosa crede che accadrà?

«Con la violenza non si ottiene nulla. A Napoli e Salerno si è rischiato molto, i danni sono ingenti, ma per fortuna la situazione – di per sé molto delicata, considerando la pericolosità della salita sul tetto da parte di alcuni reclusi – è stata gestita bene. Il contenimento a Poggioreale è stato equilibrato, in infermeria c’era solo qualche contuso, tra cui un detenuto del padiglione Napoli. Dunque, visto che gli istituti sono frequentati da moltissime persone, vanno potenziati i presidi sanitari, anche per gli agenti e gli educatori che vi entrano quotidianamente. È necessario che il carcere sia uno dei posti più sicuri. Mentre parliamo, in Italia, ci sono circa 4mila persone condannate ad appena un anno, così come ce ne sono altrettante che devono scontare due anni. Se si pensa a misure alternative, dov’è l’immoralità? A emergenza si risponde con emergenza. Questo momento deve far riflettere la politica».

Prec.

L’omofobia diventa reato: i progressi svizzeri e l’arretratezza italiana

Succ.

“Hair Love”, il coraggioso e toccante corto animato vincitore agli Oscar 2020

Giusy Santella

Giusy Santella

Articoli Correlati

tangerin tamu
Billy

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

13 Novembre 2025

Tamu Edizioni, casa editrice indipendente con sede a Napoli, è sempre stata più che una semplice realtà editoriale: progetto culturale, spazio di dialogo, libreria, punto di riferimento della comunità locale. Nel suo catalogo abbiamo sempre trovato testi impegnati, politici,...

pelli rachele salvini
Billy

Rachele Salvini: «Da quando sono diventata una vittima, non sono più la stessa. Scrivere “Pelli” è stato il modo di dare risposta a domande che continuo ancora a farmi»

1 Agosto 2025

Violenza, sopraffazione, silenzi. Sono questi – e non solo – i temi che scuotono il nuovo romanzo di Rachele Salvini, Pelli, pubblicato da nottetempo. La storia di Zelda, la protagonista, è la storia di tante, donne che subiscono la...

alessio arena il sesso degli alberi
Billy

“Il sesso degli alberi” di Alessio Arena, della bellezza e dell’orrore di sentirsi altro

3 Giugno 2025

Alessio Arena non è uno scrittore. Mi spiego meglio: è molto di più. Alessio è la capacità, rara, di fare della parola la più alta forma di espressione, di lirica e incontro, così personale e autentica da non rischiare...

luk
Interviste

LUK e la musica: qualcosa per cui vale la pena vivere

28 Aprile 2025

Enzo Colursi è un cantautore napoletano classe 1991. Con la band Isole Minori Settime arriva in finale al Premio De André nel 2015. Nel 2017, dopo quattro anni di intensa attività live, il gruppo si scioglie e prende vita...

Succ.
Hair-Love

“Hair Love”, il coraggioso e toccante corto animato vincitore agli Oscar 2020

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • porno napoli o napoli porno di deborah d'addetta

    Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1569 shares
    Share 628 Tweet 392
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1143 shares
    Share 457 Tweet 286
  • “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    920 shares
    Share 368 Tweet 230
  • Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    481 shares
    Share 192 Tweet 120
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    317 shares
    Share 127 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie