• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“La teoria del salto”, o l’arte di svelarsi alla Verità

Redazione di Redazione
15 Aprile 2025
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Salvador Dalí. La mente di ognuno di voi, in questo momento, sta visualizzando il volto in bianco e nero del pittore ritratto da un fotografo dal nome francese, Philippe Halsman. Prima di volare da Parigi a New York, di incontrare i baffi di Dalí e la schiena di Churchill, prima che il suo nome diventasse quello con cui ancora oggi viene ricordato, l’uomo che ha convinto chiunque a saltare davanti alla sua macchina fotografica ha vissuto altre due vite. Si chiamava Philipp Halsmann: la sua prima vita da figlio, studente, fratello, amico, si è conclusa il giorno in cui ha assistito alla morte del padre, sulle Alpi tirolesi, il 10 settembre 1928.

La teoria del salto (minimum fax) ricostruisce la sua vicenda personale come un tassello che si incastra nella storia europea e occidentale tra gli anni Venti e Trenta: l’Europa di Breton e Freud, della psicanalisi e dell’inconscio; la Parigi del Surrealismo di Magritte e Dalí e del salotto di Gertrude Stein; gli Stati Uniti tra Armstrong e Broadway vedono ruggire proibizionismo e Ku Klux Klan.

Può interessartianche...

Una cometa e misteri irrisolvibili: il romanzo metafisico di Filippo Polenchi

Folk horror e drammi adolescenziali: il romanzo d’esordio di Nadia Attia

Un libro per chi ha amato “Split”: “Una nuova nuova me” di Helen Oyeyemi

Con l’accusa di parricidio, l’esistenza di Philipp sarà stravolta: la cella di un carcere austriaco prenderà il posto della sua casa di Riga, le aule universitarie di Dresda saranno sostituite da quelle di tribunali e le sue frequentazioni coinvolgeranno avvocati, giurati popolari, pubblici ministeri e psicologi. «Quella gente vuole trasformare il mio dolore in un circo». Il caso Halsmann diventa un nuovo affaire Dreyfus: il processo è necessario per placare l’opinione pubblica tirolese che ha fame e voglia di dare la caccia all’assassino ebreo.

La ricostruzione analitica delle vicende processuali nel romanzo-biografia di Corrado De Rosa è plasmata dallo studio sul ruolo che la psicologia e la follia, anche presunta, giocano nell’edificazione di una verità che è tale in quanto socialmente accettabile, necessaria e condivisa. L’immagine e l’anima di Philipp vengono scandagliate con fare chirurgico e date in pasto a chiunque voglia vedere in lui il diavolo in persona: è animalesco, scorbutico, truculento; è colpevole ancor prima che il processo inizi. I tirolesi sono affascinati dal caso Halsmann e il dolore di un figlio viene messo in scena affinché un intero popolo possa far leva su tale vetrinizzazione per affermare la propria identità.

Un’identità che è pregna di un crescente antisemitismo: l’archetipo del nemico straniero e della cospirazione giudaica nelle menti dei tirolesi prende le sembianze di un ragazzo schivo e incapace di mentire tanto quanto di salvarsi. Il caso diventa anche oggetto di una guerra giornalistica e, così come accadde per Dreyfus, in molti si mobilitano a suo favore: Sigmund Freud, Thomas Mann, Albert Einstein.

Le pagine dedicate alle numerose fasi del macchinoso processo volano via in un attimo: la sensazione, tuttavia, è quella di rimanervi invischiati, di sentire addosso tutto il disincanto dell’ingiustizia mentre chi ci sta di fronte sembra nato per sorvolare sulla complessità. Sentiamo emergere, a far da contraltare al bisogno di imporre la ricerca della complessità sul caso Halsmann, l’emozione più umana e più semplice: la rabbia.

Sarà lei a prendervi per mano e accompagnarvi nella terza vita di Halsmann, quella del fotografo da centouno copertine di Life, davanti al quale tutti hanno ceduto alla richiesta, apparentemente assurda, di compiere un gesto tanto istintivo quanto arduo: il salto.

Saltare non permette di mantenere il controllo e mette a nudo. Ma perché Philippe chiede a Marilyn, a Nixon, a Oppenheimer di saltare? Cosa, delle sue vite passate, si insinua nella sua psicologia del salto? Il segreto, lo svelamento, la verità. Philipp(e) Halsman(n) ha vinto la gravità.

Contributo a cura di Serena Corsale

Prec.

Lee Miller: il fascino, il surrealismo e l’orrore della fotografia

Succ.

Dazi USA: meno giochi fisici e aumento della richiesta di giochi online?

Redazione

Redazione

Articoli Correlati

polenchi
Billy

Una cometa e misteri irrisolvibili: il romanzo metafisico di Filippo Polenchi

28 Ottobre 2026

«La realtà» dice lui, senza che nessuno debba domandargli nulla «è che abbiamo un timer sulla testa. Immaginalo come uno tsunami: una serie di onde, sempre più grandi, che arrivano una dietro l’altra. La prima è storica, la seconda...

nadia attia
Billy

Folk horror e drammi adolescenziali: il romanzo d’esordio di Nadia Attia

14 Ottobre 2026

«È per il tuo bene: tua nonna è la migliore guaritrice del Nord e potrebbe riuscire a risolvere questa cosa prima che tu compia diciott’anni, il mese prossimo». «Perché? Cosa succederà allora?» Tessa fissa la figlia - gli occhi tondi...

oyeyemi
Billy

Un libro per chi ha amato “Split”: “Una nuova nuova me” di Helen Oyeyemi

30 Settembre 2026

Care mie, non è un segreto che il giorno in cui mi avete eletta capobranco è stato il più felice della mia vita. Ce lo meritavamo tutte: chiunque tra noi poteva aggiudicarsi il lunedì e fare un figurone. Eppure,...

give me danger
Billy

Funeral & the city: il romanzo caustico di Tea Hačić-Vlahović

30 Settembre 2026

Con lui voleva comportarsi bene, il che significava reprimere la propria natura. Era rimasta virtuosa per un anno. Una sera si era fatta troppe birre insieme a un corrispondente di guerra e si era lasciata infilare un dito dentro...

Succ.
gaming tombola online

Dazi USA: meno giochi fisici e aumento della richiesta di giochi online?

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    867 shares
    Share 347 Tweet 217
  • “Digger” di Alejandro Iñárritu: il mostro sono io, ma gli ipocriti siete voi

    306 shares
    Share 122 Tweet 77
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    991 shares
    Share 396 Tweet 248
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1170 shares
    Share 468 Tweet 293
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    518 shares
    Share 207 Tweet 130
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie