• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

La Napoli greco-romana: piazza San Gaetano

Francesca Testa di Francesca Testa
4 Ottobre 2018
in Lapis
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Lo spazio occupato dalla Neapolis della prima metà del V secolo è denominato zona alta, ovvero quella dell’acropoli demarcata grosso modo a ovest e a nord dalle mura, a sud da via Sapienza-via Pisanelli-via Anticaglia, e a est da via Duomo, che presenta una grande irregolarità di tracciato. Se il nucleo più antico è quindi questo, la parte più bassa che si pone ai suoi piedi, e che presenta una stessa irregolarità di tessuto urbanistico, non può non essere coeva alla prima fase della città.

piazza-san-gaetano-1L’area del foro della Neapolis romana è la parte che maggiormente si accosta al ciglio dell’acropoli e che si sviluppa senza nessuna conformità di impianto urbanistico, come in tutte le città greche precedenti alla metà del V secolo. Per questo motivo non è possibile identificare quali siano i confini dell’agorà della prima parte del secolo. Si può affermare, tuttavia, che nella Piazza di San Gaetano fossero riuniti gli edifici nei quali si amministrava la giustizia e che essa fosse luogo di riunione degli affaristi e dei commercianti. Al centro, ancora oggi, vi è il monumento dedicato al santo di cui prende il nome, eretto come ringraziamento dopo la peste del 1656. A sinistra, invece, vi è il vico Cinquesanti, nominato così perché vi abitavano cinque religiosi dell’Ordine teatino, fra cui il fondatore Gaetano da Thiene, che ne vollero la statua. Attualmente, in questa strada si possono ancora vedere i resti del Teatro Romano. Ai tempi, la piazza ebbe il nome di Augustale, denominazione che indicava anche la via che la congiungeva all’odierna S. Biagio dei Librai. Nel periodo medioevale, invece, per i fasti della Basilica di San Lorenzo, fu, per l’appunto, chiamata anche di San Lorenzo, non fosse altro che per l’istituzione dell’antico tribunale omonimo che si riuniva nei locali del convento francescano attiguo alla chiesa, il cui portale è contornato dagli stemmi policromi dei vari seggi della città. In questa zona, corrispondente al foro di età romana e all’agorà di età greca, vanno ricercati dei monumenti pubblici di Neapolis. Uno di questi, che sicuramente faceva parte del foro, era la basilica, la quale occupava l’area su cui attualmente è eretta la chiesa di S. Lorenzo Maggiore e che, un tempo, era una grande struttura che fungeva da mercato coperto, oltre che servire per l’amministrazione della giustizia.

Può interessartianche...

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

Raptors in the garden: Canti di grazia di Achille Campanile e Vasca

piazza-san-gaetano-2Un altro monumento collocato nel foro era la Curia per la quale si può ammettere una certa contiguità con la basilica. Più a sud di questa si trovava il tempio di Cerere che, secondo le testimonianze di scrittori di varie epoche, sorgeva laddove oggi è situata la chiesa di S. Gregorio Armeno. Nella parte più settentrionale, dove attualmente troviamo la chiesa di S. Paolo Maggiore, invece, sorgeva il tempio dei Dioscuri e infine la piccola chiesa di S. Pietro appena di fronte. Sin dall’antichità questa piazza fu il centro di numerosi episodi politici, poiché qui si riunivano le 12 Fratrie del popolo e si ricevevano gli ambasciatori stranieri per trattare la pace o la guerra e, ancora, il popolo si riuniva accorrendo alle armi quando le campane chiamavano a raccolta per respingere gli attacchi dei saraceni prima, dei longobardi poi. Nello stesso luogo, inoltre, si accoglievano gli imperatori romani che facevano visita alla città.

Guardando una pianta di Napoli, ci si rende conto che il centro storico ha conservato a distanza di tanti secoli il tracciato della polis greca e mentre altrove, come ad esempio Pompei, la città antica è rimasta sepolta per secoli per tornare alla luce come mera curiosità archeologica, qui è stata incorporata più o meno naturalmente nel contesto urbano.

Prec.

Milano, Roma, Napoli: in Italia c’è chi dice no

Succ.

Ricomincio dai Libri: al MANN per scavalcare (e abbattere) muri

Francesca Testa

Francesca Testa

Articoli Correlati

Camera Chiara

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

26 Marzo 2026

Le parole tra noi leggere, lo ha scritto Lalla Romano, lo ha sussurrato Eugenio Montale nel suo Due nel crepuscolo e lo ripete il Salone del Libro di Torino per la sua XXXVII edizione. Ma oggi cosa resta di...

mimmo-jodice-fotografo-tempo
Camera Chiara

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

22 Marzo 2026

La fotografia di Mimmo Jodice ha spesso come protagonista il tempo, un tempo sospeso che va oltre il momento. Il fotografo partenopeo, che si è spento lo scorso 28 ottobre all’età di 91 anni, ha iniziato a sperimentare quest’arte...

Raptors in the garden Achille Campanile e Vasca
Lapis

Raptors in the garden: Canti di grazia di Achille Campanile e Vasca

22 Marzo 2026

Siamo in un periodo in cui la musica tiene conto delle logiche aziendali come se fosse una qualsiasi industria e non in quanto forma d’arte. Il talento pare essere misurato solo e sempre in numeri, in dimensioni, in proporzioni....

Sebastião-Salgado-fotografia
Camera Chiara

Sebastião Salgado: la fotografia come atto di resistenza

22 Marzo 2026

Sebastião Salgado, nato ad Aimorés, Brasile, l’8 febbraio del 1944, è stato un fotoreporter che ha fatto della documentazione sociale una forma di poesia visiva e della bellezza un atto politico. Figlio unico di un allevatore di bovini, studiò...

Succ.
Ricomincio dai Libri: al MANN per scavalcare (e abbattere) muri

Ricomincio dai Libri: al MANN per scavalcare (e abbattere) muri

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    855 shares
    Share 342 Tweet 214
  • “Digger” di Alejandro Iñárritu: il mostro sono io, ma gli ipocriti siete voi

    306 shares
    Share 122 Tweet 77
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1169 shares
    Share 468 Tweet 292
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    989 shares
    Share 396 Tweet 247
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    518 shares
    Share 207 Tweet 130
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie