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Donne, Messico e libertà: Tina Modotti in mostra a Milano

Francesca Testa di Francesca Testa
21 Febbraio 2024
in Appuntamenti, Camera Chiara
Tempo di lettura: 3 minuti
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Tina Modotti, la fotografa rivoluzionaria, nasce a Udine il 17 agosto del 1896. Probabilmente, si avvicina alla fotografia grazie allo zio Pietro Modotti, uno dei fotografi di maggior rilievo della città. Ma sarà l’incontro con Edward Weston a cambiare completamente la sua vita. Se l’amicizia con i pittori Siqueiros, Rivera e Orozco influiscono sulla sua poetica, infatti, Weston sarà fondamentale per la sua crescita fornendole la giusta strumentazione e, in particolar modo, insegnandole la tecnica.

tina-modotti-mudecGià dai primi scatti, Tina Modotti dimostra di possedere la nitidezza del segno grafico, la composizione accurata e la decontestualizzazione degli elementi fondamentali delle immagini. Le sue fotografie appaiono quasi sempre emblematiche, come se tendessero a fissare una figura retorica impregnata di significati e allusioni politiche e sociologiche. In poco tempo, dopo le prime immagini dedicate alla natura, si interessa a forme più dinamiche, la fotografia diventa per lei uno strumento di indagine e denuncia sociale, i suoi scatti – realizzati con grande equilibrio estetico – esaltano i simboli del lavoro, del popolo, del riscatto. Al fianco di Julio Antonio Mella, giovane rivoluzionario cubano con il quale condivide un amore profondo, Tina intensifica il suo lavoro di fotografa e di militante politica.

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È per lei e per il suo lavoro che, dal 1 maggio al 7 novembre, il MUDEC di Milano ospita Donne, Messico e libertà. Il Museo delle Culture lombardo è un centro dedicato alla ricerca interdisciplinare sulle culture del mondo che, a partire dalle collezioni etnografiche e in collaborazione con le nostre comunità, vuole costruire un luogo di dialogo attorno ai temi della contemporaneità attraverso le arti visive, performative e sonore, il design e la comunicazione.

La mostra, con un centinaio di scatti che rappresentano la vita della fotografa italiana, vuole raccontare un’artista rivoluzionaria e indomabile. Un occhio fotografico che approfondisce e indaga nella realtà sociale. Curata da Biga Giacchetti, Donne, Messico e libertà celebra una donna che ha sempre ricercato la verità, una verità che traspare nei suoi scatti di volti, mani, oggetti e folklore. Attraverso il suo impegno civile, soprattutto in Messico – paese che l’ha accolta e dov’è diventata un’icona – Tina Modotti è riuscita a esprimere la sua idea di indipendenza. Le sue sono immagini anche crude, che testimoniano le proteste, le lotte dei più deboli, la guerra; un’attivista comunista considerata “indesiderabile” e, per questo, perseguitata politicamente.

La mostra su questa incredibile fotografa, che si è spenta all’età di soli 46 anni, è visitabile il lunedì dalle 14:30 alle 19:30, il martedì, il mercoledì, il venerdì e la domenica dalle 10 alle 19:30, mentre il giovedì e il sabato dalle 10 alle 22:30; prezzo intero di 14 euro e ridotto di 12.

Donne, Messico e libertà racconta una tra le più grandi interpreti femminili dell’avanguardia artistica del secolo scorso. Ancora oggi, Tina Modotti resta il simbolo di una donna emancipata e moderna che ha saputo fondere l’arte con l’impegno sociale.

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