• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

«Un modo di sentire la realtà»: l’arte della traduzione a cura di Marco Ottaiano

Redazione di Redazione
9 Febbraio 2024
in Billy
Tempo di lettura: 5 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Il libro di Marco Ottaiano, «Un modo di sentire la realtà» (Carocci Editore), si presenta come un suggerimento didattico atto ad acuire le strategie metodologiche per approcciare in maniera efficace al testo da tradurre. L’autore, già docente dell’Università L’Orientale di Napoli, pone al servizio del lettore una raccolta di riflessioni sulla traduzione dallo spagnolo all’italiano, maturate empiricamente a seguito di un personale laboratorio di ricerca. Il volume costituisce, così, un’offerta formativa che guida traduttori esordienti nello snidare sapientemente le insidie che l’attività del tradurre genera. L’obiettivo è riscattare tale attività e nobilitarla a “missione culturale” per sprovincializzarla dalla mera e sterile operazione applicativa sul testo a cui l’immaginario collettivo banalmente la relega.

Il tradurre presuppone il “mettere in circolazione” segmenti di vita, creando quel ponte capace di trasferire, mediante un processo di ri-creazione estetica, un’opera letteraria da un sistema linguistico all’altro. Ne consegue una valorizzazione del traduttore che da mediatore si erge a divulgatore culturale, attivamente impegnato anche nell’individuazione delle eccellenze letterarie straniere che meritano di avere accesso alla nostra realtà libraria e sono con essa “compatibili”. Per fare luce su tale aspetto, nel libro viene dedicato ampio respiro all’attività di scouting, quella ricerca attenta e capillare condotta al fine di scovare ciò che è degno di essere divulgato e conosciuto.

Può interessartianche...

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

“Junx”: l’inquietudine di una generazione perduta

“L’argine” di Irene Solà, un testo che lascia più di un dubbio

L’autore ricorre a un linguaggio tecnico e ricercato per redigere un testo informativo correlato di accurati esempi che accrescono il tono chiarificatore del volume. Ottaiano orienta il focus della propria argomentazione verso la necessità di smentire ricorrenti luoghi comuni circa la “semplicità” della comprensione della lingua spagnola per un italofono. Viene proposto, dunque, uno spunto di riflessione antitetico all’opinione comune. Per la prima volta, la prossimità tra spagnolo e italiano, entrambe lingue romanze, appare un aspetto quasi intralciante. Alla luce della somiglianza tra le due, la facilità di imbattersi in traduzioni incorrette aumenta soprattutto con la resa di “falsi amici”. Il traduttore rischia così di incappare in ambiguità linguistiche che pregiudicano la resa stilistica e contenutistica dell’opera in analisi.

È a partire da tali premesse che il professor Ottaiano mette a punto una sistematizzazione del metodo traduttivo distinguendolo in sei fasi. La prima prevede un’attenta lettura non specialistica del prototesto destinata alla fruizione dell’opera. Si tratta di una lettura del lettore che invita quest’ultimo a fare proprie le emozioni dei personaggi e a immedesimarsi intimamente con essi. Una sorta di metodo Stanislavskij che consentirebbe a colui che legge di interiorizzare sensazioni che, una volta indossati gli abiti del traduttore, dovrà provare a rendere nel testo d’arrivo e suscitare a sua volta nel lettore della sua lingua. D’altronde, come asserisce Steiner, tradurre significa “rivivere l’atto creativo che ha informato l’originale”.

La seconda fase comporta un approccio al testo più analitico e viene convenzionalmente definita lettura dello specialista in quanto presuppone la necessità di passare in rassegna aspetti più specificamente linguistici come quello relativo al lessico adoperato dall’autore. Ulteriori elementi di analisi riguardano la paragrafizzazione del testo, l’estensione dei periodi, la presenza minima o cospicua di aggettivazione, il ricorso moderato o considerevole di tecnicismi e una riflessione circa i modi e i tempi dei verbi impiegati. Si tratta di una vera e propria dissezione del testo fonte che prepara il terreno alla terza fase, quella della traduzione propriamente detta, in cui il brano sviscerato da un punto di vista linguistico viene successivamente osservato e ricreato in un’altra lingua.

La quarta fase è rappresentata invece dalla revisione in presenza del prototesto che non può prescindere dalla presa in considerazione del testo fonte che è ancora capace di rivelare al traduttore errori, sviste, interpretazioni linguistiche incorrette e altro. La revisione permette quindi di scongiurare quegli errori che altrimenti emergerebbero per stanchezza o distrazione. Segue una revisione in assenza del prototesto, una lettura interna indispensabile a eclissare la percezione di testo tradotto da un’altra lingua.

Vi è poi l’ultima fase, quella della lettura del lettore esterno, che non implica necessariamente il coinvolgimento del redattore editoriale incaricato di revisionare il lavoro di traduzione, quanto piuttosto l’interpellare un lettore di fiducia al quale affidare un feedback di riscontro antecedente alla consegna del lavoro all’editore. Soltanto una lettura del tutto esterna risulta funzionale a scorgere quei sedimenti che a un certo punto del lavoro il traduttore non è più in grado di cogliere in quanto troppo coinvolto dal processo condotto fino a quel momento. Lo scopo risiede nel setacciare con scrupolo il testo affinché la traduzione venga recepita dal destinatario naturalmente come se fosse l’opera originale.

Marco Ottaiano raccoglie queste utilissime considerazioni nel primo dei sette capitoli in cui è articolato «Un modo di sentire la realtà» allo scopo di offrire al mercato editoriale un modello di condotta per ispirare i traduttori del nuovo millennio. In virtù di tale scopo, per adempiere al suo ruolo di mentore, il professore presiede anche un corso di traduzione letteraria per l’editoria, da lui stesso fondato, presso l’Istituto Cervantes di Napoli.

Il corso, giunto alla tredicesima edizione, apre le porte a coloro i quali, avendo conseguito già la laurea triennale di primo livello, intendono “rubare” i segreti del mestiere. Ogni lezione si articola in due fasi: una prima parte di introduzione al mondo editoriale cui segue un laboratorio di produzione scritta. I partecipanti, suddivisi in coppie, sono invitati a lavorare su testi in lingua originale afferenti all’area geografica ispano-americana. Di settimana in settimana, a rotazione, un membro della coppia ricoprirà il ruolo di traduttore mentre il collega quello di revisore e viceversa. Le correzioni, collegiali, avvengono sistematicamente in aula per sollecitare dibattiti indispensabili a maturare nuovi spunti di riflessione. Inoltre, per sensibilizzare maggiormente i partecipanti a toccare con mano la realtà editoriale che orbita attorno al traduttore letterario, Ottaiano arricchisce il percorso integrando incontri con professionisti del mestiere, italiani e stranieri.

L’edizione conclusasi nel recente 2023 ne costituisce un esempio. Inaugurata dalla conferenza con il drammaturgo Alberto Conejero, ha ospitato infatti la casa editrice Mar dei Sargassi, il professore Augusto Guarino e la professoressa Paola Gorla, cui si aggiunge l’incontro con Elisabetta Risari, senior editor degli Oscar Mondadori. A chiusura, la consegna dei diplomi a cura di Guillermo Arriaga, scrittore, sceneggiatore e regista messicano, si è ritagliata un importante spazio all’interno del Campania Libri Festival nella suggestiva cornice di Palazzo Reale, a Napoli.

Come si evince, il corso di formazione costituisce un’occasione di apertura a nuovi orizzonti culturali e professionali, nonché un momento di condivisione e crescita individuale. D’altronde, è risaputo che libri e penne sono le armi più potenti di cui dispone il genere umano. E dunque, in conclusione, così formativo, esemplificativo e divulgativo, «Un modo di sentire la realtà» irrompe nelle librerie per garantire ai lettori, attraverso un viaggio culturale, uno strumento teorico e pratico per approcciare saggiamente all’arte del tradurre.

Contributo a cura di Marika Cavaliere

Prec.

L’autonomia differenziata è un baratto tra Fratelli d’Italia e Lega

Succ.

Educare ai sentimenti… un’ora alla settimana!

Redazione

Redazione

Articoli Correlati

tangerin tamu
Billy

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

13 Novembre 2025

Tamu Edizioni, casa editrice indipendente con sede a Napoli, è sempre stata più che una semplice realtà editoriale: progetto culturale, spazio di dialogo, libreria, punto di riferimento della comunità locale. Nel suo catalogo abbiamo sempre trovato testi impegnati, politici,...

junx
Billy

“Junx”: l’inquietudine di una generazione perduta

20 Ottobre 2025

Tra le pagine di Junx – Non basterebbe una notte, edito da Pidgin Edizioni, si annida un’inquietudine profonda che non appartiene soltanto al protagonista. L’inquietudine è collettiva, tocca una generazione nata in una terra di contraddizioni e che trova...

irene solà
Billy

“L’argine” di Irene Solà, un testo che lascia più di un dubbio

16 Ottobre 2025

Avevo già letto l’anno scorso uno dei romanzi di Irene Solà, giovane autrice spagnola classe Novanta: parlo di Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre, edito Mondadori (2024). Avevo molto amato il testo, mi era parso...

amabili resti
Billy

Amabili resti di Alice Sebold: amabilmente resti

27 Agosto 2025

Perché l’orrore sulla Terra è reale e accade tutti i giorni. È come un fiore o come il sole, è qualcosa di incontenibile. Una violenza che continua a violentare nel tempo. È la storia di Amabili resti, romanzo di...

Succ.
educare ai sentimenti scuola

Educare ai sentimenti… un’ora alla settimana!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • porno napoli o napoli porno di deborah d'addetta

    Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1570 shares
    Share 628 Tweet 393
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1143 shares
    Share 457 Tweet 286
  • “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    920 shares
    Share 368 Tweet 230
  • Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    482 shares
    Share 193 Tweet 121
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    317 shares
    Share 127 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie