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Cultura

UFO: se gli alieni fossimo noi?

In epoca recente, fra leggende metropolitane e approfonditi studi scientifici, nei cieli italiani e stranieri, gli avvistamenti o presunti tali degli UFO (Unidentified Flying Object), conosciuti anche come dischi volanti con a bordo creature aliene, hanno vissuto una stagione costellata degli interrogativi più disparati  e di inattesa notorietà.

L’industria cinematografica ha cavalcato il momento propizio e il mercato a essa collegato ha risentito positivamente di tali circostanze. Sfido chiunque, che nel 1982 abbia visto il film E.T. – l’extraterrestre, per la regia di Steven Spielberg, in sale stracolme di adulti e bambini, a negare di essersi commosso assistendo al racconto, dal grande impatto emotivo, del profondo legame di amicizia stabilitosi tra un bambino di nome Elliot e il brutto alieno dalla grande testa e con lunghe braccia, casualmente capitato nella famiglia californiana.

Nel corso del tempo, numerosi altri film hanno trattato in maniera specifica il fenomeno ufologico. Fra tutti, ricordiamo Ultimatum alla terra (1953), Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), Mars Attacks (1996), La guerra dei mondi (2005), L’era glaciale (in rotta di collisione) (2016). Tra le opere letterarie di fantascienza incentrate sul tema, invece, ricordiamo: The Green Man di Harold Sherman del 1946, Seed of the Gods di Zac Hughes del 1974, La doppia faccia degli U.f.o. o L’enigma dei visitatori di Ian Watson del 1978.

Dopo la missione americana dell’Apollo 11, che nel 1969 portò il primo uomo sulla luna, e altri viaggi interstellari non coronati da successo o, addirittura, conclusisi tragicamente, in anni successivi è da sottolineare la battuta d’arresto avutasi nei programmi internazionali di esplorazione spaziale. Di recente, abbiamo assistito a una ripresa, anche nel nostro Paese, nonostante i gravi problemi legati alla salvaguardia dell’ecosistema terrestre abbiano legittimamente spostato il fulcro dell’interesse di scienziati a livello mondiale sulla difesa del pianeta. Difesa subordinata alle misure urgentissime da adottare, nell’arco di pochi decenni, per potere garantire la sopravvivenza su di esso alle future generazioni.

La Terra, così come la conosciamo e sulla quale viviamo, è una piccola parte della nostra galassia e non sarebbe da escludere a priori l’eventualità che, in futuro, un numero maggiore di viaggi esplorativi nello spazio possa rivelare l’esistenza di pianeti gemelli del nostro, dove, in presenza di acqua, forme diverse di vita si siano precedentemente sviluppate.

Divergenti sono le teorie circa la natura degli UFO. Le posizioni più estreme in ambito ufologico asseriscono che la mancanza di prove credibili dell’esistenza dell’origine extraterrestre degli alieni sia da attribuirsi a uno sforzo continuato e coordinato, da parte delle autorità governative e militari, negli ultimi settant’anni, allo scopo di nascondere dette prove. Tale teoria della cospirazione è nota come teoria del complotto UFO.

Gli studiosi più rigorosi, viceversa, affermano di accettare solo informazioni sostenute da prove o quantomeno da forti indizi, disconoscendo teorie complottistiche, ipotetiche basi sulla luna, filmati e foto molto dubbie, documenti di sospetta autenticità, nonché rivelazioni e informazioni non sufficientemente documentate. Ufologi più prudenti ammettono, inoltre, che i dati finora raccolti dallo studio degli avvistamenti sono frammentari e contraddittori, quindi insufficienti per giungere a una valida conclusione sull’origine degli UFO.

Abbiamo notizie che fin dall’antichità si sono avvistati nei cieli oggetti sconosciuti. In Grecia, infatti, il condottiero Timoleone, nel 343 a.C., vide una torcia volante durante un suo viaggio tra Corinto e la Sicilia. Nel 329 a.C., Alessandro il Grande e il suo esercito furono turbati da due oggetti di forma circolare: lo spavento fu tale che la maggior parte dei soldati abbandonò il campo, ma i più coraggiosi rimasero, provando a colpire i dischi con frecce e sassi. Presunte apparizioni di UFO si riscontrano poi nel Medioevo e nel Rinascimento. Significativa è quella del 1492, quando Cristoforo Colombo, quattro ore prima di avvistare la terra dell’isola di Guanahani, come riportato nel suo diario, vide apparire un oggetto luminoso che, venuto giù dal cielo, entrò in acqua e procedette lentamente, vicinissimo alla sua nave.

In era moderna, la prima vera e propria visione di un UFO è considerata quella di Kenneth Arnold, avvenuta negli Stati Uniti il 24 giugno 1947. È da allora che i mass media hanno cominciato a parlare di dischi volanti. Dapprima limitati al continente americano, nel 1954 gli avvistamenti sono divenuti un fenomeno mondiale grazie a quello avvenuto in Africa e poi all’ondata che ha interessato l’intera Europa nell’autunno dello stesso anno. In seguito, le apparizioni hanno continuato a verificarsi in tutti i continenti e in diverse nazioni e nel 1965 persino in Antartide.

Il riscontro di tracce fisiche associate agli UFO, fenomeno poco comune, si è verificato molto di rado negli anni Cinquanta ed è divenuto più frequente solo dopo il 1964. I supposti casi di rapimento da parte di alieni sono definiti anche incontri ravvicinati del IV tipo, secondo una versione modificata della classificazione originariamente proposta dall’astronomo e ufologo Josef Allen Hynek. Esistono numerosi casi di persone che hanno dichiarato di essere state rapite da alieni e fatte oggetto di analisi ed esperimenti molto invasivi. Tuttavia, queste testimonianze, non essendo sostenute da prove, generalmente non sono considerate credibili. Inoltre, l’ipnosi regressiva, a cui taluni investigatori ufologici hanno sottoposto i presunti soggetti rapiti, non ha costituito una prova perché non è riuscita a stabilire se si sia trattato di fatti realmente accaduti o di falsi ricordi.

Nel periodo in cui l’ufologia iniziava a svilupparsi in modo significativo a Occidente, in Unione Sovietica e negli altri paesi comunisti dell’Europa orientale, l’attenzione del pubblico per gli UFO era largamente scoraggiata. Negli anni Cinquanta, infatti, i governi del blocco sovietico sostenevano che essi fossero un’invenzione della propaganda occidentale per distogliere la gente dai pressanti problemi economici. Gli avvistamenti non erano pubblicizzati da mezzi di comunicazione, bensì da notizie che si propagavano con il passaparola. Solo dalla seconda metà degli anni Sessanta, vi fu una maggiore tolleranza e la materia aliena iniziò a divenire popolare. Si deve a un ciclo di conferenze, tenuto in Cecoslovacchia da Josef Allen Hynek, la nascita delle prime associazioni ufologiche private.

Nella seconda metà del XX secolo sono nati alcuni movimenti religiosi, per lo più di carattere settario, che ritengono gli extraterrestri esseri superiori, intervenuti nella storia dell’umanità per guidarne l’evoluzione. Inoltre, alcuni esponenti di simili gruppi religiosi hanno ipotizzato collegamenti tra gli UFO e le religioni tradizionali, affermando che taluni passi della Bibbia e di altri libri che attengono al Sacro si possono spiegare a seguito dell’intervento di visitatori extraterrestri. La maggior parte degli scienziati e degli studiosi delle religioni, invece, respinge tali ipotesi.

Non è azzardato supporre che la divergenza di vedute fra scienza e religione su un tema tanto dibattuto come quello di UFO ed extraterrestri in qualche modo possa avere influenzato, nel tempo, l’opinione dell’uomo comune.

Agli albori dell’esistenza, l’essere umano ha temuto l’ignoto: i lampi e i tuoni, ad esempio, che ha creduto castighi inflitti da un’Entità superiore. Nel corso dei secoli e attraverso l’evoluzione della specie, in alcuni individui dotati di genio, quella paura ancestrale si è sublimata nelle arti. Il grande Giacomo Leopardi, infatti, nella poesia L’Infinito scrive di sovrumani silenzi e poi Odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l’eterno. In una quiete assoluta, il suo sguardo diviene un volo smisurato, oltre l’orizzonte visibile, che sembra non escludere, sebbene velatamente, altre possibili forme di vita.

Contributo a cura di Anna Loffredo

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