• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Riapertura scuole: basta promesse, servono i fatti

Mariaconsiglia Flavia Fedele di Mariaconsiglia Flavia Fedele
8 Luglio 2021
in Il Fatto
Tempo di lettura: 6 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Anno nuovo, problemi vecchi. Mancano poco più di due mesi al suono della campanella del terzo anno scolastico in epoca Covid, eppure il dibattito intorno alla riapertura delle scuole non riesce a placarsi, anzi si fa sempre più acceso.

Tra chi propone di posticipare il rientro in aula a ottobre per promuovere il turismo anche nelle prime settimane di settembre e chi, come Vincenzo De Luca, minaccia di tenere i cancelli serrati se non sarà assicurata la giusta copertura vaccinale, i prossimi giorni rischiano di essere cruciali per riflettere sulla scuola che sarà, soprattutto per fare un primo, vero bilancio del lavoro del generale Francesco Paolo Figliuolo e del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, a oggi ancora offuscati dall’eredità del discutibile duo Arcuri-Azzolina.

Può interessartianche...

Manfredi, tu vuo’ fa’ l’americano

Gaza: 18mila morti che non fanno effetto

Giulia Cecchettin: l’incapacità di parlarne

Le inefficienze dei mesi precedenti, infatti, sono state solite giustificarsi con gli errori – tanti – dei fedelissimi di Giuseppe Conte: il primo chiamato ad affrontare l’imprevedibilità di una pandemia inaspettata, la seconda a risolvere i problemi atavici di un sistema scolastico che fa acqua da tutte le parti. Entrambi – lo abbiamo sottolineato spesso – rivelatisi incapaci e persino dannosi per il Paese, autori di scelte dispendiose quanto inutili, finite – almeno quelle di Arcuri – al centro di numerose inchieste ancora da approfondire.

Era appena luglio scorso quando ci interrogavamo sull’anno scolastico che sarebbe stato. L’emergenza sanitaria aveva palesato quanto le carenze del sistema d’istruzione nostrano si fossero accumulate fino a rendere gli istituti inospitali e il personale insufficiente. Erano i giorni in cui ci si chiedeva se e quando insegnanti e alunni sarebbero rientrati in piena sicurezza come sbandierato da ogni pulpito. A viale Trastevere sedeva ancora Lucia Azzolina, da Palazzo Chigi Giuseppe Conte si rivolgeva alla nazione rassicurandola sulla possibilità di un’estate all’insegna di una certa normalità. Il mantra, in vista di settembre, era uno e uno soltanto: non ci saranno criticità. E mentre presidi e associazioni di categoria già avvisavano del contrario, nessuno sembrava disposto a prestare loro attenzione. Oggi, che un anno è trascorso e la variante Delta inizia a preoccupare, le incognite si confermano le stesse. Una su tutte: la didattica a distanza sostituirà ancora le lezioni frontali? La risposta, per molti degli addetti ai lavori, si prospetta tristemente positiva.

La variante, infatti, sta crescendo rapida in tutta Europa, addirittura l’agenzia ECDC stima che nel giro di qualche settimana sarà prevalente nel continente e in Italia, lì dove il Ministero della Salute sottolinea quanto siano importanti il contact tracing – finora praticamente inesistente – e il rispetto delle regole che hanno consentito di togliere le mascherine il 28 giugno. La mutazione del virus ha una maggiore trasmissibilità e sembra eludere parzialmente la risposta immunitaria: nelle ultime settimane, i contagi relativi alla variante hanno visto un aumento del 16.8% rispetto al 4.2% del mese di maggio, i focolai si sono registrati un po’ ovunque.

Il quadro – avvertono gli esperti – si evolve rapido e conferma quanto ancora siano necessarie le misure di sicurezza, nonostante il passaggio in zona bianca  e la sensazione di una vita normale mentre si festeggia la nazionale in piazza, quando di colpo le libertà non sono limitate e il distanziamento necessario. Altrettanto fondamentale, però, è procedere con le immunizzazioni, a oggi piuttosto critiche: «La variante solleva preoccupazione perché è più contagiosa e può provocare patologie significative nei soggetti non vaccinati o in chi ha una sola dose di vaccino», ha dichiarato il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Franco Locatelli. «I vaccini stanno funzionando, ma dobbiamo essere certi che si faccia la seconda dose», ha proseguito la direttrice esecutiva dell’EMA Emer Cook.

Al 7 luglio, in Italia, sono stati effettuati circa 55 milioni di somministrazioni con più di 21 milioni di over 12 che hanno ricevuto entrambe le dosi. La percentuale di ciclo vaccinale completo, dunque, si aggira intorno al 40.3% della popolazione. Una stima che va assolutamente migliorata in vista di settembre, quando toccherà alle scuole riprendere le attività. A tal proposito, il generale Figliuolo è tornato a scrivere alle Regioni, allertandole sulla necessità di perseguire la massima copertura vaccinale dei docenti e dipendenti ATA a cui vanno riservate, laddove necessarie, corsie preferenziali, in particolare in quelle aree in cui oltre il 25% del personale scolastico risulta scoperto, come in Campania, Sicilia, Liguria, Sardegna e Umbria.

L’obiettivo, ha scritto Figliuolo, è individuare e recuperare tutti coloro che ancora non sono stati immunizzati al fine di arrivare a settembre con qualche rassicurazione in più. Il timore principale resta quello della falsa partenza, così come avvenuto nel 2020 quando i farmaci non erano ancora in circolazione: «Stiamo lavorando per escludere la dad l’anno prossimo. Ci stiamo lavorando tutti, non solo io. Lavoriamo per una scuola in presenza che dia molta attenzione alla società, c’è il bisogno dei bambini di tornare a trovarsi. Una scuola che però deve essere anche molta attenta a quel recupero di tutte le conoscenze che ovviamente in un anno così difficile sono state più carenti», ha dichiarato Patrizio Bianchi.

Eppure, chi ha una buona memoria sa che queste non sono frasi nuove. Non sono nuove adesso e non lo erano a luglio scorso, poi dopo Natale, quando le lezioni avrebbero dovuto svolgersi tra i banchi e in piena sicurezza. Non lo erano quando Azzolina si ostinava a ripetere che saremmo stati pronti a settembre e che oltre a migliorare gli spazi, il Ministero era al lavoro per far sì che le lezioni potessero essere ospitate altrove. Oggi sappiamo che quegli obiettivi non sono stati centrati. Anzi. La dad che tutti scongiuravano – e che lo stesso Ministro definiva complementare soltanto per gli over 14 – ha sostituito la presenza in aula in uno squilibrato bilanciamento tra attività sincrone e asincrone che ha significato difficoltà di apprendimento per molti.

Già a maggio 2020, Save the Children denunciava il fondersi della povertà economica alla povertà educativa, ossia l’impossibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. 1 bambino su 5 riscontrava problemi nel fare i compiti, quasi 1 su 10 non seguiva le lezioni da remoto o lo faceva meno di una volta a settimana. E non è un caso, forse, che per il prossimo anno – in particolare in Campania (17897 alunni in meno) e Sicilia (quasi 14mila studenti in meno) – si registri un netto calo delle iscrizioni e, quindi, del numero di classi che si andranno a formare.

Se si esclude, poi, ciò che la didattica a distanza ha significato anche in termini di socialità, tanto per i più piccini quanto per i più grandi, non si può ignorare quanto abbia pesato sul corpo insegnante, con la mole di lavoro che è aumentata in modo rilevante, in particolare per le donne (+67%). E, nelle poche settimane in presenza, non è andata meglio nemmeno dal punto di vista sanitario: bypassato il monitoraggio, fallito ogni qualsivoglia tentativo di screening, ignorata la richiesta di un necessario potenziamento dei trasporti, insegnanti e alunni sono stati lasciati alla mercé del caso e alla paura dell’incertezza, tra tamponi negati, quarantene a singhiozzo, regole confuse e una campagna vaccinale annunciata come prioritaria, ma ancora in divenire.

Al netto della variante Delta e di un’immunizzazione che – si spera – verrà conclusa al più presto, possiamo davvero dire che la scuola riprenderà e bene? Possiamo davvero assumerci questa responsabilità? Certo, dinanzi a una pandemia è difficile fare previsioni sicure, ma è dovere intervenire laddove possibile per garantire la tutela dei diritti di ogni singolo cittadino: dalla salute al lavoro, dalla libertà allo studio.

Quali migliorie sono state apportate in questi mesi? Gli istituti sono rimasti fatiscenti, il sistema dei trasporti vetusto, il personale al momento carente, le classi pollaio riconfermate. Possiamo avere fiducia nei prossimi due mesi? Se non vogliamo ripiombare nell’incubo, se non vogliamo che gli sforzi di docenti, ragazzi e famiglie siano stati vani, se vogliamo investire sul presente per un futuro migliore, allora dobbiamo pretendere che si intervenga oggi, non domani, non a settembre, non dopo Natale. Oggi che, forse, qualcosa si può ancora fare.

Un altro anno sta per iniziare, l’ennesimo di un sistema che non funziona. Non funzionava prima, che pandemia era solo una voce sul vocabolario, non funziona oggi, che dovremmo ricominciare. Non funzionava con Lucia Azzolina e, probabilmente – ma qui confidiamo in una smentita –, non funzionerà con Patrizio Bianchi. Non funzionerà finché la scuola sarà percepita come parcheggio anziché come comunità formativa; finché non smetteranno i tagli e i finanziamenti ai privati; finché gli insegnanti saranno visti come fannulloni anziché educatori. Finché l’Italia non capirà che senza scuola non c’è democrazia.

Prec.

“Gli alunni del tempo”: il Pallonetto di Santa Lucia racconta il mondo

Succ.

Impressionisti. Alle origini della modernità

Mariaconsiglia Flavia Fedele

Mariaconsiglia Flavia Fedele

Articoli Correlati

manfredi americano
Il Fatto

Manfredi, tu vuo’ fa’ l’americano

17 Gennaio 2024

Tu vuo’ fa’ l’americano, cantava nel 1956 Renato Carosone, satira di quella corsa all’americanizzazione che il Paese intraprendeva all’indomani della Seconda guerra mondiale. Ma si’ nato in Italy, intonava poi, e il sogno restava legato all’immagine di una cuppulella...

gaza poliomelite la prepotenza spara
Il Fatto

Gaza: 18mila morti che non fanno effetto

14 Dicembre 2023

Se uccidi uno scarafaggio, sei un eroe. Se uccidi una farfalla, sei cattivo. Friedrich Nietzsche diceva che la morale ha standard estetici. Bianchi, occidentali, privilegiati. Sono gli standard del nostro specchio, quelli che ci permettono di sopravvivere all’orrore, al...

femminicidio donna giulia cecchettin
Il Fatto

Giulia Cecchettin: l’incapacità di parlarne

10 Febbraio 2024

Per anni, e con una frequenza sempre maggiore, Mar dei Sargassi ha scritto di femminicidio e violenza di genere. Per anni, abbiamo cercato parole che potessero, in qualche modo, raccontare una società che stava cambiando e che, probabilmente per...

indi gregory
Il Fatto

Indi Gregory, Sibilla Barbieri, i bambini di Gaza: i pro-vita a fatti loro

14 Novembre 2023

Indi Gregory aveva otto mesi e una malattia incurabile. Ho iniziato questo articolo scrivendo di lei al presente, poi ho dovuto cambiare i tempi verbali perché, di tempo, quello scandito dal passare delle stagioni, il vestito che si fa...

Succ.
impressionisti mostra

Impressionisti. Alle origini della modernità

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    908 shares
    Share 363 Tweet 227
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1552 shares
    Share 621 Tweet 388
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1128 shares
    Share 451 Tweet 282
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    956 shares
    Share 382 Tweet 239
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    315 shares
    Share 126 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie