reddito di cittadinanza
Il Fatto

Reddito di Cittadinanza e lavoro: guerra ai poveri

Fisco, la metà degli italiani non dichiara reddito. In 18 milioni versano solo il 2% di Irpef: il Paese a infedeltà fiscale. – Corriere della Sera, ottobre 2020

Nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5%, lieve calo rispetto al 7,7% nel 2020 per un numero di individui pari a circa 5,6 milioni, gli individui in povertà assoluta sono circa 5,6 milioni 9,4 del totale. – ISTAT

Sono quasi 28mila i giovani che, con una laurea in tasca, nel 2017 sono volati all’estero. A loro si aggiungono 33mila diplomati di 25 anni e più che hanno preso la stessa strada. Una scelta fatta da più di 244 mila giovani negli ultimi cinque anni. – Report ISTAT

È questo soltanto un breve promemoria di quello che è lo stato attuale del nostro Paese, della condizione sempre più precaria delle fasce più deboli, di quanti hanno perso il lavoro e difficilmente lo riotterranno o di quanti non lo hanno mai avuto e sopravvivono grazie al supporto di familiari conviventi e di pensionati che non dovrebbero mai lasciare questa Terra. Giovani senza alcuna prospettiva di assicurarsi un impiego commisurato ai propri studi, prede di improvvisati piccoli e medi imprenditori perlopiù spregiudicati e incuranti di regole e rispetto delle leggi. Eppure, tutto ciò sembra non interessare nessuno.

Tra pandemia e guerra – perché, per chi non se ne fosse accorto, il nostro Paese è in guerra contribuendo con ingenti risorse e armi ad alimentare un conflitto – cosa volete possa interessare al governo dei migliori supportare con riforme strutturali le imprese (e non con aiuti una tantum) favorendo l’occupazione dei giovani e garantendola a quanti vedono in pericolo il proprio impiego? Più importante è supportare le fabbriche di armi approvando la direttiva di Bruxelles sull’esenzione dell’IVA per le forniture militari ai Paesi dell’Unione Europea, pertanto dal prossimo luglio l’Italia venderà armi esentasse, mentre la Caritas e altre onlus – che, tra l’altro, stanno accogliendo rifugiati ucraini per dare assistenza di prima necessità – continueranno ad acquistare pane, acqua, latte e i più svariati generi alimentari pagando l’imposta.

Sembra, però, che non siano questi i problemi stando a una parte di opinione pubblica e della politica che la rappresenta degnamente. È il Reddito di Cittadinanza, forse uno dei provvedimenti dal dopoguerra a oggi più di sinistra che si potesse fare, un aiuto concreto per garantire anche se parzialmente l’esistenza a 1 milione 413241 nuclei familiari percettori di almeno una mensilità, con 3 milioni 145407 persone coinvolte per un importo medio di 564.76 euro. Tra l’altro, secondo i dati relativi ai primi due mesi di quest’anno pubblicati dall’Osservatorio su Reddito e Pensione di Cittadinanza, è stato anche revocato nel 2022 il beneficio a 11017 famiglie mentre sono decaduti dal diritto 115854 nuclei.

Ciononostante, per i commentatori dalle pance piene dei salotti televisivi – tra i quali spicca la parlamentare Daniela Santanchè, dal 2001 a carico dei contribuenti con il suo lauto stipendio – il problema dei problemi di questa nostra Italia è il Reddito di Cittadinanza e non le politiche a causa delle quali negli ultimi decenni, grazie anche ai governi di cui è stata esponente la senatrice, la povertà è aumentata insieme alla distruzione di quanto costruito grazie alle conquiste dei lavoratori.

A tal proposito, è di questi giorni l’annuncio di una raccolta firme per l’abolizione del RdC da parte del professionista delle sconfitte politiche e delle vendette, delle crisi di governo e dei ribaltoni, dello sfascia-partiti fondatore di quella Italia Viva sempre più in coma, di quel Matteo Renzi dagli strani legami con il mondo arabo che elogia – Qui le condizioni di un neo Rinascimento. Sono invidioso del vostro costo del lavoro – non profferendo una sola parola sui diritti negati al mondo femminile.

Il RdC bollato come causa della mancata reperibilità di mano d’opera da parte di piccoli e medi imprenditori che con molta probabilità non avevano difficoltà a trovare lavoratori da retribuire con lo stesso importo della provvidenza dello Stato, talvolta facendo firmare statini paga con stipendi sindacali. Controlli rigorosi certamente necessari ma non solo ai percettori di RdC, anzi maggiormente a quelle attività che sostengono di non trovare lavoratori imputando tutta la responsabilità alle provvidenze statali per cui qualche sospetto è più che legittimo.

Incomprensibile che un lavoratore di strutture alberghiere, ristoranti, bar e altre attività che affermano di offrire contratti regolari rifiuti perché percettore del Reddito di Cittadinanza. Certo, non è da escludere qualche caso di percettore e lavoratore in nero che trovi convenienza a rinunciare a un regolare contratto e che il sistema debba essere maggiormente perfezionato, ma parlare di abolizione da parte di chi al governo è stato incapace – o volutamente connivente – di perseguire medi e grandi evasori è davvero inaccettabile. Una settimana fa erano in fila 1500 giovani a Bari per 110 assunzioni con regolare contratto alla McDonald’s, che sta effettuando le selezioni. Allora sembra non sia così difficile reperire personale.

Giovani sottopagati e ricattati, facilmente sostituibili come schiavi presi al mercato. Al Sud, in particolare, il fenomeno ha aspetti molto più rilevanti, i controlli sono pochi e non sempre limpidi. Il RdC è l’alibi del momento per una parte purtroppo non esigua degli operatori economici, lo Stato risulta da tempo latitante e i sindacati ormai organismi che hanno del tutto perso il contatto con la base, con il Paese reale.

Il mondo dell’informazione dovrebbe anch’esso interrogarsi sui trattamenti mortificanti di giovani giornalisti e non solo, i senza contratto – quando remunerati – per pochi euro. Comprensibile, in tal caso, il ricorso alla richiesta del Reddito certamente più dignitoso. Penso al mio collega professionista D.S., illuso per anni e malpagato, oggi attaccato alla sua terra, al fondo acquistato con sacrifici che lavora con passione e realizzando il suo sogno di un allevamento di farfalle.

Sogna ragazzo sogna, recita un bel motivo, ma quando l’età avanza e le delusioni anche, diventa sempre più difficile se non impossibile sognare, così ricevere un aiuto che forse riesce a farti fare la spesa almeno una volta la settimana e se hai bambini soltanto una o due volte al mese, sentire i cori di pance piene e nullità prestate alla politica, capisci che la distanza da un mondo che non ti appartiene è grande quanto una voragine e la pandemia dell’egoismo pure.

Reddito di Cittadinanza e lavoro: guerra ai poveri
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