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Qualcuno spieghi a CasaPound, a Forza Nuova e alla dirimpettaia

Angelo Potenza di Angelo Potenza
9 Novembre 2021
in Il Fatto
Tempo di lettura: 4 minuti
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Capita di andare a letto, quando si è fatta notte, convinti di vivere in un Paese ormai pienamente maturo sul piano del rispetto dei principi democratici. Capita di addormentarsi sicuri di muoversi, all’indomani, in una società che si è saputa dotare degli anticorpi idonei per scongiurare derive violente. Capita poi, però, di svegliarsi al mattino seguente, di accedere al mondo dell’informazione e di faticare a capire se si è nel 2017, oppure se, per qualche congiuntura astrale, durante il sonno si è stati catapultati, con il proprio smartphone, negli anni Venti o Trenta.

Le notizie di cronaca ci restituiscono, infatti, la portata di uno scenario politico e sociale sempre più arroccato su posizioni di estrema destra, anzi, senza mezze misure, palesemente fasciste. CasaPound, Forza Nuova, ma anche la stessa Lega Nord – citiamo pure Fratelli d’Italia, così giusto per non far dimenticare alla Meloni che il nero non le sta bene – quotidianamente non mancano di far parlare di loro per esternazioni sempre più esagerate, le ultime anche dentro e fuori al Palazzo di Montecitorio per la legge sullo Ius Soli. E a volte, purtroppo, non ci si limita solo a violenze verbali. In provincia di Mantova, alle recenti amministrative, si è addirittura presentata una lista dichiaratamente mussoliniana con tanto di fascio littorio nel logo. Le nostre città, poi, sono tappezzate ovunque – anche dove non si potrebbe, alla faccia della legalità e dell’ordine – da striscioni e slogan contro gli immigrati, i Rom, contro le famiglie arcobaleno: praticamente contro qualsiasi essere umano che non sia un maschio bianco eterosessuale, nella fase non ancora pienamente sapiens.

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Inorriditi da tutta questa situazione amara, capita di cercare una qualche forma di supporto da chi ci circonda nella vita di tutti giorni, magari dalla propria simpatica dirimpettaia zitella – che conosciamo sin da quando eravamo bambini – un po’ attempata, ma sempre gentile e sorridente. Accade, però, di scoprire che quella paffuta signora, amante dei gattini, che elargisce dolci e caramelle, sulla propria pagina Facebook condivida in continuazione bufale di strani blog, azzardando analisi geopolitiche sballate, e tra le foto di Fuffy e Fido, con il Caps Lock e tanti punti esclamativi, invochi lo sterminio di massa, auspicando il ritorno di Lui. La signora, a quanto pare, dimentica che Lui, come l’amico tedesco, a differenza sua, i forni non li usava solo per le ciambelle.

Catapultati in questo vortice delirante di razzismo, xenofobia, omofobia – o qualunque altro prefisso si possa anteporre alla parola fobia, dato che la gente ultimamente ha paranoie deliranti che vanno dai vaccini alle scie di condensazione degli aerei – ci si rende conto, allora, che l’unica cosa che si deve perpetuare ogni giorno è avere a portata di mano la nostra Costituzione, in modo da leggerla a se stessi, agli altri, a tutti. Ad alta voce, ovunque. La nostra Costituzione, che è davvero la più bella del mondo, e che non ha bisogno di essere stravolta – come vorrebbero taluni che pure sono andati di televisione in televisione a blaterare sulla sua bellezza – ma semplicemente di essere applicata.

Qualcuno spieghi a CasaPound, Forza Nuova, o alla dirimpettaia, che la base di tutto il nostro ordinamento, del nostro vivere insieme in forme civili, è nata proprio per superare la parentesi nera della dittatura fascista. Qualcuno spieghi a quei signori, sedicenti tutori del sistema, che, qualora volessero essere realmente per l’ordine e per la difesa dell’italianità – da chissà quale minaccia, poi – non dovrebbero calpestare il dettato costituzionale, il quale all’art.3 afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Qualcuno dica loro che non dovrebbero sputare sui principi di solidarietà, rispetto, libertà, garanzia ed equità sanciti dalla nostra Carta, e illustri ai novelli camerati, convinti che le armi e la forza possano essere la soluzione di tutto, che l’Italia all’art.11 ripudia la guerra, e quindi sarebbe quanto mai opportuno sottrarsi al gioco del chi ce l’ha militarmente più lungo. In aggiunta, qualcuno ricordi che nel nostro ordinamento ci sono due leggi, delle quali proprio loro, integerrimi sostenitori della legalità, dovrebbero pretendere l’applicazione ferrea.

La prima è la legge 20 giugno 1952, n.645, di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana, detta Legge Scelba, che, tra le altre cose, concerne proprio il reato di apologia del fascismo. La seconda è la legge 25 giugno 1993, n.205, detta Legge Mancino, la quale, invece, sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. La norma, peraltro, sanziona anche l’uso di simboli che richiamano suddetti movimenti politici.

Qualcuno, allora, faccia capire tutto questo a quegli uomini e a quelle donne sempre più numerosi sui social e per le strade. Tentiamo, insieme, di non lasciar morire la memoria di un passato tragico. Proviamoci sempre, anche se, come risposta, da quei gruppi riceveremo solo toni bruti e sbeffeggianti, minacce, o poco più che versi scimmieschi. Non desistiamo mai, neppure se la dirimpettaia farà fatica a seguirci ed esibirà il suo solito sorriso, che non avevamo mai notato fosse tirato su da pulsioni emotive che, pur nella loro banalità, sono capaci di celare tanta malvagità e timore del diverso. 

L’infezione è spenta ma il virus serpeggia, disse Primo Levi, e il timore è che la malattia sia oggi già conclamata. Curiamoci, allora, con quella medicina che nel 1948 i nostri Padri, riuniti in Assemblea, hanno lasciato a noi e alle generazioni future. Tranquilli, la Costituzione non provoca l’autismo.

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