• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Lael Moro e “La voce dei vicoli”

Fiorella Franchini di Fiorella Franchini
9 Novembre 2021
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Sono le chiacchere di quartiere le reali protagoniste di La voce dei vicoli, insolita detective story di Lael Moro, pseudonimo di Elena Montuono e Lalla Rotoli, edita da Homo Scrivens.

La morte sospetta del maestro di quartiere, conosciuto e benvoluto da tutti, dà il via a un’incalzante indagine condotta parallelamente dall’affascinante Tenente Mario Ruggiero e da due donne, Giovanna e Teresa. La trama investigativa è, tuttavia, solo un pretesto per raccontare una storia di amicizia e di amore. Colpi di fulmine e passioni nascoste condite da solidarietà femminile e beghe di vicinato.

Può interessartianche...

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

“Junx”: l’inquietudine di una generazione perduta

“L’argine” di Irene Solà, un testo che lascia più di un dubbio

La prosa scorrevole e accattivante conduce il lettore nella Napoli del dopoguerra, ferita dai bombardamenti e dalle privazioni ma pronta a ricominciare, lo accompagna vico mvico, come nella famosa canzone di Claudio Mattone, lo porta dove non si vede il sole ma c’è tutto il resto. Dietro le finestre, dentro i bassi o le botteghe scorre un’umanità piccola e grande, luogo di confine in cui pubblico e privato si confondono, intreccio di vivacità e disagio esistenziale, gioia e dolore.

Vicoli che Pietro Treccagnoli ha definito labirinto obliquo che ancora oggi mette in comunicazione la città antica e quella moderna. Nel corso dei secoli sono stati teatro di tragici avvenimenti della storia di Napoli, come le numerose epidemie di peste e colera, causate dalle precarie condizioni igieniche. Da sempre cuore pulsante della città, paradigma della cultura en plein air propria dell’anima dei napoletani, con panni stesi ad asciugare al sole tra edicole di santi e bancarelle, nel bene e nel male non ci si sente mai soli; ci sono sempre occhi che osservano, guardano, aspettano. Qui sopravviveva un senso di comunità e le persone si preoccupavano sinceramente le une per le altre, si mantenevano solide relazioni sociali, necessarie per sopravvivere ed esercitare l’arte di arrangiarsi.

Vicoli, angiporti, fondachi visti come simboli di un mondo fantastico e pittoresco, descritti da scrittori e viaggiatori fin dal Medioevo, cui non si è sottratto neppure il teatro di Eduardo quando in Napoli Milionaria ci presentava gli abitanti dei bassi come i classici di una cultura tutta partenopea che, nonostante l’abbandono di Dio e degli uomini, riuscivano a sopravvivere grazie a una filosofia del tutto originale.

Una realtà storica e socio-economica la cui vera fisionomia è rimasta sconosciuta. Vi sono tanti napoletani nei vicoli di oggi ma spesso i nuovi abitanti sono extracomunitari che tendono a suddividersi per nazionalità, oramai in alcune zone si parlano solo idiomi sconosciuti e il profumo del ragù si mescola a essenze esotiche. Questa variazione antropologica, insieme al dilagare delle attività illegali della criminalità organizzata, ha mutato radicalmente anche l’economia del vicolo, accompagnata dalla scomparsa di tanti mestieri tradizionali che davano luogo a un microcosmo autonomo e autosufficiente, quello che rendeva Giovanna con il suo banchetto, Teresa e le compagne sartine, la capera, il lattaio e il commerciante, il nobile e il portinaio capaci di alimentare il sistema economico e produttivo del luogo in cui vivevano.

Nel romanzo di Lael Moro c’è la città più intima, popolare ma non folcloristica, quella dei film di De Sica che, tra ironia e realismo, racconta un’amarezza dignitosa, l’allegria di chi sa accontentarsi senza rinunciare a una speranza audace. Una resilienza quotidiana e silenziosa narrata senza enfasi dai personaggi stessi, dalle loro storie personali. L’epilogo a sorpresa conferma una leggerezza riflessiva, il finale aperto suggerisce nuovi indiscrezioni. Smentito il famoso detto chiacchiere e tabacchere e’ lignamm o’ Banco ‘e Napule nun ne ‘mpegna, Le voci dei vicoli hanno il loro valore e prendono ancora il sopravvento, le parole corrono, corrono, forniscono lo spunto per fatti inediti da ritrovare in un nuovo, avvincente racconto.

Prec.

Qualcuno spieghi a CasaPound, a Forza Nuova e alla dirimpettaia

Succ.

Napoli incontra il mondo

Fiorella Franchini

Fiorella Franchini

Articoli Correlati

tangerin tamu
Billy

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

13 Novembre 2025

Tamu Edizioni, casa editrice indipendente con sede a Napoli, è sempre stata più che una semplice realtà editoriale: progetto culturale, spazio di dialogo, libreria, punto di riferimento della comunità locale. Nel suo catalogo abbiamo sempre trovato testi impegnati, politici,...

junx
Billy

“Junx”: l’inquietudine di una generazione perduta

20 Ottobre 2025

Tra le pagine di Junx – Non basterebbe una notte, edito da Pidgin Edizioni, si annida un’inquietudine profonda che non appartiene soltanto al protagonista. L’inquietudine è collettiva, tocca una generazione nata in una terra di contraddizioni e che trova...

irene solà
Billy

“L’argine” di Irene Solà, un testo che lascia più di un dubbio

16 Ottobre 2025

Avevo già letto l’anno scorso uno dei romanzi di Irene Solà, giovane autrice spagnola classe Novanta: parlo di Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre, edito Mondadori (2024). Avevo molto amato il testo, mi era parso...

amabili resti
Billy

Amabili resti di Alice Sebold: amabilmente resti

27 Agosto 2025

Perché l’orrore sulla Terra è reale e accade tutti i giorni. È come un fiore o come il sole, è qualcosa di incontenibile. Una violenza che continua a violentare nel tempo. È la storia di Amabili resti, romanzo di...

Succ.

Napoli incontra il mondo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    900 shares
    Share 360 Tweet 225
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1545 shares
    Share 618 Tweet 386
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1121 shares
    Share 448 Tweet 280
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    952 shares
    Share 381 Tweet 238
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    638 shares
    Share 255 Tweet 160
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie