• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“Lo Zahir” e la ricerca del sé

Giusy Gaudino di Giusy Gaudino
30 Giugno 2021
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Secondo lo scrittore Jorge Luis Borges, l’idea dello Zahir viene dalla tradizione islamica, e si ritiene sia nata intorno al XVIII secolo. Zahir, in arabo, vuol dire visibile, presente, incapace di passare inosservato. Qualcosa o qualcuno che, una volta che si è stabilito il contatto, finisce per occupare a poco a poco il nostro pensiero, fino al punto che non riusciamo più a concentrarci su nient’altro. E ciò può essere considerato santità o follia.

Con questa breve introduzione si apre il romanzo Lo Zahir dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, conosciuto e tradotto con grande successo in tutto il mondo, al centro di tanti elogi quante sono le critiche al suo modo di fare scrittura. Il romanzo sopramenzionato, del resto, ne è l’emblema.

Può interessartianche...

“La carità carnale” di Monica Acito: il miracolo del corpo e la ferocia del paese

Il Titanic come metafora della modernità: la raccolta di poesie di Fondane

Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

Lo Zahir è un oggetto o una persona che, se dapprima può apparire insignificante, si insinua nella mente e la invade occupandone ogni angolo. Diviene un’ossessione di cui ci si può liberare soltanto andandole incontro, cercandola e facendola propria per sempre.

A scoprire questa verità è il marito di Esther, una corrispondente di guerra che, un giorno, apparentemente senza motivo alcuno, sparisce. Da quel momento, lui, scrittore di cui non ci è dato conoscere il nome che acquista una fama crescente, seppure si rifaccia in fretta una vita e nonostante abbia spesso trascurato gli impegni verso quella che avrebbe dovuto essere la sua compagna per sempre, non riesce a dimenticarla.

Ripresi le sessioni di firma dei miei libri, tornai ad accettare gli inviti per conferenze, interventi, cene di beneficenza, programmi televisivi, progetti con artisti all’esordio. Facevo di tutto, tranne quello che avrei dovuto realmente fare: scrivere un libro.

Ma non mi importava. In fondo all’anima, pensavo che la mia carriera di scrittore fosse finita, giacché colei che me l’aveva fatta iniziare non era più con me.

È il suo chiodo fisso, un’ossessione che lo spinge a viaggiare da un continente all’altro per ritrovarla e che mette il lettore di fronte a una visione dell’amore decisamente poco usuale. La loro relazione, infatti, è sempre stata tutt’altro che fondata sulla fedeltà, un susseguirsi di avventure e nuove storie che, però, ha reso i due consorti consapevoli dell’indissolubilità del loro legame. Leggendo il libro, viene continuamente da chiedersi se questo possa davvero essere considerato amore o quale sentimento faccia sì che il pensiero dell’uno assedi la mente dell’altro, pur essendo in grado di condurre la propria vita indipendentemente dalla data persona e con la capacità di aprirsi a possibili, nuovi incontri.

Perdere Esther significa, per lo scrittore, acquisire una maggiore consapevolezza di sé, mentre cercarla vuol dire tentare di ritrovare il senso della sua esistenza in un lungo viaggio fisico e spirituale per mettere in pace la propria anima. In un itinerario intercontinentale, dall’Europa all’Asia, il protagonista viene a conoscenza di nuove realtà che sconvolgono i principi e le credenze su cui aveva basato un’intera vita e lo stesso lettore avverte spesso un senso di disorientamento di fronte a punti di vista così lontani.

Il sovvertimento di ogni sovrastruttura da parte di Coelho può certe volte risultare eccessivo e trasmettere un senso di non familiarità con cui chi legge fa fatica a fare i conti, al punto che, a tratti, l’autore sembra peccare di arroganza presentandosi come possedente di una verità superiore. Tuttavia, l’impianto intero del romanzo è proprio il continuo tentativo di rompere gli schemi mentali cui siamo abituati, per spingerci a rivalutare concetti come l’amore, la conoscenza e il coraggio, al di là di come ci è stato insegnato a percepirli. Spingersi sempre più distante, allontanarsi dalla propria storia personale, da ciò che ci hanno costretto a essere.

Prec.

Cose fatte – Cose da fare. Il programma elettorale di Matteo Renzi

Succ.

Le “vite temporanee” di Vincenzo Villarosa

Giusy Gaudino

Giusy Gaudino

Articoli Correlati

la carità carnale
Billy

“La carità carnale” di Monica Acito: il miracolo del corpo e la ferocia del paese

30 Aprile 2026

Non capita a tutti di pubblicare il proprio libro d’esordio ed essere riconosciuti, immediatamente, tra gli autori di punta del panorama letterario del proprio Paese. È accaduto a Monica Acito, autrice del fortunato Uvaspina, da marzo scorso in libreria...

titanic
Billy

Il Titanic come metafora della modernità: la raccolta di poesie di Fondane

29 Aprile 2026

Quando si prova a cercare su internet “poesie Titanic” viene fuori un ventaglio di risultati infinito, a testimonianza dell’impatto che la tragedia della nave più famosa al mondo ebbe sull’immaginario delle persone, allora e ancora oggi. Quando il Titanic...

nicole trevisan malefica
Billy

Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

31 Marzo 2026

Nicole Trevisan, classe ’89. A qualcuno piace dire sia un ingegnere con la passione per la scrittura. Noi di Spaghetti Writers, e io, ci teniamo a correggere il tiro: un’autrice che nel tempo libero fa l’ingegnere. Nel 2022 si...

beatles
Billy

Marco Ottaiano, Strawberry Fields: i Beatles letti come poesia romantica

22 Marzo 2026

Cosa concede a un professore di lingua e letteratura spagnola la possibilità di scrivere un libro sui Beatles? Un argomento sul quale si è detto e scritto di tutto, su cui si pubblicano ancora ogni anno decine, centinaia di...

Succ.
Le “vite temporanee” di Vincenzo Villarosa

Le “vite temporanee” di Vincenzo Villarosa

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    619 shares
    Share 248 Tweet 155
  • “La carità carnale” di Monica Acito: il miracolo del corpo e la ferocia del paese

    309 shares
    Share 124 Tweet 77
  • Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

    309 shares
    Share 124 Tweet 77
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    482 shares
    Share 193 Tweet 121
  • Friedrich, il sublime dell’infinito

    527 shares
    Share 211 Tweet 132
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie