• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Le “vite temporanee” di Vincenzo Villarosa

Francesca Testa di Francesca Testa
9 Febbraio 2018
in Billy
Tempo di lettura: 2 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Sono dodici le Temporary life, le vite temporanee che Vincenzo Villarosa racconta in un viaggio letterario che racchiude in sé la semplice e umana quotidianità. Un viaggio veloce, in un passato ancora così presente, che affronta tematiche estremamente attuali le quali mostrano e dimostrano quanto l’esistenza sia oggi qualcosa di fin troppo intangibile, catapultata in una realtà dove tutto viene affrontato attraverso una barriera, sia essa tecnologica o psicologica.

Dodici storie, ordinarie quanto straordinarie, di vite semplici, emarginate, sfortunate e preziose che si basano sul rapporto che costruiamo con l’altro, quando la crescita non può essere dettata soltanto dall’esperienza personale, bensì si alimenta grazie all’insegnamento che gli altri ci concedono. Non ha importanza se l’aiuto viene da un parente o da uno sconosciuto, ciò che conta davvero è riuscire a far tesoro di quelle che sono le conoscenze altrui.

Può interessartianche...

Folk horror e drammi adolescenziali: il romanzo d’esordio di Nadia Attia

Un libro per chi ha amato “Split”: “Una nuova nuova me” di Helen Oyeyemi

Funeral & the city: il romanzo caustico di Tea Hačić-Vlahović

Ognuna di queste storie racchiude un messaggio importante, ma uno in particolare ritorna sempre: muoversi, agire, cambiare qualcosa, seppur senza la certezza di raggiungere un traguardo preciso e senza la certezza di raggiungere la felicità. Il primo racconto riguarda un evento lontano, l’11 settembre 2001, l’inizio importante di un cambiamento che prende sempre più forma nel presente dell’umanità, dove l’uomo seppur dispone di grandi mezzi materiali e di apparati tecnologici di incredibile potenza, li usa con la stessa irrazionalità, la stessa violenza dei tempi storici più antichi. In un mondo che già allora, e ancora di più oggi, era fatto di relazioni sempre più impersonali e fredde, vicini gli uni agli altri eppure così lontani.

La narrazione continua e spinge a guardarsi allo specchio, consapevoli di un passato che non può sempre essere cambiato, dove il presente schiaccia verso strade ancora più oscure dalle quali non si fa ritorno. Altre volte, invece, il presente permette di vivere vite parallele, rese possibili dalla tecnologia, uno strumento che, se usato nel modo giusto, sa essere un mezzo potente non soltanto per avvicinare le persone, ma anche per comprendere meglio ciò che fa parte della loro essenza.

Temporary life invita a riflettere, consci che non sempre si prendono le decisioni giuste, ma consapevoli che sbagliare è una tappa necessaria per raggiungere isole lontane le quali avvicinano al proprio io e svelano desideri e verità, precedentemente celati nel profondo dell’animo. Oggigiorno, le persone tendono a seguire strade sicure, quelle che concedono una tranquillità apparente che permette di andare avanti, sopravvivere. Ma, come invita lo scrittore in alcuni dei suoi racconti, spesso è necessario allontanarsi dalla via principale e seguirne una sconosciuta per capire cosa significhi davvero vivere.

Una cosa è certa, la solitudine assale gli animi più fragili e, se non combattuta, consuma, completamente. Un consiglio dell’autore, che in alcune pagine è sussurrato, mentre in altre è chiaro e forte, è sicuramente l’importanza del concedersi, del dare una chance alla propria vita, del continuare a combattere sempre e comunque, e di rimettere sempre in discussione se stessi e la propria visione del mondo.

Prec.

“Lo Zahir” e la ricerca del sé

Succ.

Enrico Loccioni: l’Italia che non conosce crisi

Francesca Testa

Francesca Testa

Articoli Correlati

nadia attia
Billy

Folk horror e drammi adolescenziali: il romanzo d’esordio di Nadia Attia

14 Ottobre 2026

«È per il tuo bene: tua nonna è la migliore guaritrice del Nord e potrebbe riuscire a risolvere questa cosa prima che tu compia diciott’anni, il mese prossimo». «Perché? Cosa succederà allora?» Tessa fissa la figlia - gli occhi tondi...

oyeyemi
Billy

Un libro per chi ha amato “Split”: “Una nuova nuova me” di Helen Oyeyemi

30 Settembre 2026

Care mie, non è un segreto che il giorno in cui mi avete eletta capobranco è stato il più felice della mia vita. Ce lo meritavamo tutte: chiunque tra noi poteva aggiudicarsi il lunedì e fare un figurone. Eppure,...

give me danger
Billy

Funeral & the city: il romanzo caustico di Tea Hačić-Vlahović

30 Settembre 2026

Con lui voleva comportarsi bene, il che significava reprimere la propria natura. Era rimasta virtuosa per un anno. Una sera si era fatta troppe birre insieme a un corrispondente di guerra e si era lasciata infilare un dito dentro...

László Krasznahorkai
Billy

Il senso della vita attraverso una manciata di farfalle: “La sicurezza della nazione ungherese” di László Krasznahorkai

13 Agosto 2026

l’altro compito principale del Museo Ungherese di Scienze Naturali: far conoscere alla popolazione ungherese l’infinita ricchezza della natura, e purtuttavia non bisogna mai essere del tutto soddisfatti dell’operato svolto, affermò, poiché - come avrebbero convenuto tutti i presenti -...

Succ.
https://www.mardeisargassi.it/un-webinar-per-linclusione-a-scuola-la-lega-dice-no/

Enrico Loccioni: l’Italia che non conosce crisi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    843 shares
    Share 337 Tweet 211
  • “Digger” di Alejandro Iñárritu: il mostro sono io, ma gli ipocriti siete voi

    306 shares
    Share 122 Tweet 77
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    517 shares
    Share 207 Tweet 129
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    988 shares
    Share 395 Tweet 247
  • Funeral & the city: il romanzo caustico di Tea Hačić-Vlahović

    304 shares
    Share 122 Tweet 76
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie