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“La Ferita” di Palazzo Strozzi, la denuncia della cultura

Francesca Testa di Francesca Testa
23 Marzo 2021
in Lapis
Tempo di lettura: 3 minuti
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La Ferita è un’installazione dell’artista JR, fotografo e street artist francese che dal 19 marzo ha cambiato la facciata di Palazzo Strozzi. Sono stati necessari due mesi e undici operai per realizzare questa installazione in trompe l’oeil, alta ventotto metri e larga ventidue, composta da circa ottanta pannelli stampati su alluminio. Si tratta di un collage fotografico in bianco e nero, tipico dello stile di JR, che è costruito come una anamorfosi, un gioco illusionistico in cui, osservando da un preciso punto di vista, si schiudono davanti agli occhi, proprio come all’interno di una ferita, diversi ambienti di Palazzo Strozzi: il colonnato del cortile, un’immaginaria sala espositiva e una biblioteca.

L’iniziativa è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Andy Bianchedi in memoria di Killary Merkus Recordati. Sostenitori Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo, con il patrocinio dell’Institut français Firenze.

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La Ferita di JR è inserita in Palazzo Strozzi Future Art, nuovo programma della fondazione, con l’obiettivo di creare una piattaforma per l’arte del presente che vuole promuovere la creatività, coinvolgere il pubblico e sostenere le nuove generazioni portando avanti valori che vogliono rilanciare il sistemare culturale attraverso tantissime iniziative grazie alla partecipazione di artisti contemporanei sia italiani che internazionali.

L’opera di JR, chiamato a reinterpretare la facciata di un simbolo del Rinascimento a Firenze, vuole proporre una riflessione sull’accessibilità, non solo a Palazzo Strozzi, ma a tutti i luoghi della cultura nell’epoca del COVID-19. Attraverso di essa è possibile mostrare una ferita, simbolica ma comunque dolorosa, che accomuna musei, biblioteche, cinema e teatri.

JR – che utilizza il collage fotografico come tecnica caratteristica del suo stile, esploso nella dimensione dell’arte pubblica nelle città di tutto il mondo – ha dichiarato: «Ho la più grande galleria d’arte immaginabile: i muri del mondo intero». Come raccontato sul sito di Palazzo Strozzi, la sua ricerca unisce originalità e appropriazione, sempre distinguendosi per una forte connotazione pubblica e di partecipazione che lo ha portato a creare opere di grande impatto visivo e coinvolgimento in luoghi e contesti sempre diversi, dalle favelas di Rio de Janeiro alla grande piazza della Piramide del Louvre, da Ellis Island a New York alla prigione di massima sicurezza di Tehachapi in California. JR è anche un attivista impegnato in diversi progetti umanitari di formazione e sostegno per giovani che si trovano in luoghi difficili, come il Kenya e il Brasile.

Guardando La Ferita è possibile andare oltre il bugnato di Palazzo Strozzi e notare diversi ambienti tra tre opere che, ovviamente, non sono presenti nel palazzo, ma simboleggiano la città di Firenze, quali la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e Il ratto della Sabine di Giambologna. La Ferita vuole trasmettere un messaggio semplice e diretto, mostrare qualcosa che oggi non possiamo più vedere e arrivare alla triste consapevolezza che i luoghi di cultura sono diventati deserti di difficile accessibilità. Attraverso questa ferita l’artista vuole denunciare ciò che è stato negato in tutti questi mesi: la bellezza, l’arte e la cultura in generale.

Palazzo Strozzi, attraverso l’opera di JR, diventa quindi il simbolo di una sofferenza diffusa in tutta Italia per dare voce a ciò che per tanto tempo è stato, e lo è tuttora, inaccessibile per via della pandemia. Vuole uscire, urlare, farsi vedere, mostrarsi, perché è questo lo scopo dei luoghi di cultura: accogliere, essere luoghi di conoscenza, di condivisione e certe volte solo l’arte è in grado di aiutare se stessa e di denunciare le ingiustizie subite.

Immagine di Fondazione Palazzo Strozzi

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