il tesoro sommerso dei campi flegrei
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IL SUD: i Campi Flegrei a Monaco di Baviera

Una lunga amicizia e stima reciproca legano e collegano un gruppo di operatori culturali flegrei con Monaco di Baviera, nelle persone di Elmar Zorn, curatore d’arte internazionale, e Thomas Linsmayer, manager della Pasinger Fabrik, uno spazio industriale rimodulato da molti decenni per operazioni culturali e sociali. I rapporti sono stati costanti nel tempo e hanno sempre rappresentato interesse e attenzione per i Campi Flegrei da parte dei bavaresi nonché una condivisione e partecipazione della comunità italiana di Monaco.

Il sodalizio tra i flegrei e i bavaresi coinvolse gli architetti Dalisi e Panarella dando vita a operazioni la cui eco persiste come rumore di fondo e che, nelle città coinvolte, hanno lasciato il segno: Scavare il futuro, Nuovi spazi antichi, Un balcone per l’Europa, azioni di Land Art (nei Campi Flegrei e a Shangai), edizioni di pregio, a tiratura limitata e per addetti ai lavori. Numerosi gli artisti, i poeti e i dirigenti di museo venuti nei Campi Flegrei con lo spirito del Grand Tour: Dieter Ronte, Jochen Boberg, Suzanne Ristow, Hella Berent.

Nel 2002, in occasione del festival Vulcano, tenutosi sempre a Monaco, chi scrive partecipò come autore e rimase colpito dal fatto che, nella serata a lui dedicata, nell’auditorium della Pasinger Fabrik, i presenti (circa trecento persone) fossero venuti ad ascoltare un poeta che non si esprimeva in tedesco, pagando un biglietto d’ingresso di 3 euro. C’è da dire che in Germania la lingua italiana è molto studiata in quanto, per i tedeschi, l’Italia è il Paese dell’arte e non è per loro concepibile non conoscere la lingua di Leonardo o Michelangelo. Si tratta, si sa, di altri modi di concepire la cultura che, dopo un investimento, ritorna come immagine, turismo, comportamenti sociali e, insomma, civiltà.

Sappiamo per esperienza che un operatore tedesco che vuole promuoversi all’estero presenta un progetto alla propria amministrazione che, verificatolo, ne delibera l’esecuzione con costi a proprio carico. Altresì, le amministrazioni nordeuropee supportano in vari modi i propri rappresentanti culturali facendoli invitare a molti eventi extra moenia e ospitandoli, per motivi di studio, in una rete di ville adatte allo scopo.

Nel 2002 erano presenti alcuni dei rappresentanti tellurici di Napoli: Carlo Faiello, Riccardo Dalisi, Antonio Ciraci, Giovanni Coffarelli, Umberto Panarella, Enzo Aulitto, Aldo Mobilio (già sindaco di Pozzuoli), Filippo Monaco, attuale vicesindaco della comunità puteolana. I giovani allievi dell’Istituto Alberghiero Petronio riscossero un’ovazione, proponendo piatti romani e della tradizione flegrea.

Anche quest’anno saranno promossi piccoli produttori campani. IL SUD – questo il nome dell’evento – rinnova il suo affetto per Riccardo Dalisi, importantissimo designer, scultore, promotore dell’arte povera, progettista, che ha addestrato molti giovani (Sanità, Rione Traiano, Ponticelli) che oggi lavorano nel settore dell’arte applicata all’industria. IL SUD va inteso in senso ampio e riguarda due caldere: i Campi Flegrei (lago d’Averno) e Avellino (Mefite), entrambi oggetto di attenzione da parte di Virgilio.

La manifestazione avrà inizio il 19 ottobre, per una settimana di opere e performance. Tra gli invitati di quest’anno: Fabio Carlevaris, mossiere dell’operazione tramite l’associazione Pluriverso, Salvio Capuano, Nicola Masuottolo, Umberto Panarella, Luca Pugliese, Carmine Calò.

Pluriverso darà vita all’Accademia Europea del Fuoco e si propone di sviluppare e implementare la rete di relazione di cui dispone, in loco e a livello sovranazionale. Quello con i Campi Flegrei è il primo “ponte” per un modello di recupero di un turismo “dolce”, ecocompatibile e rispettoso delle risorse dei territori, declinato nei settori dell’arte (immagine-parola), della scienza e della tecnologia.

IL SUD: i Campi Flegrei a Monaco di Baviera
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