• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

I fratelli Alinari: l’azienda fotografica di più antica fondazione

Francesca Testa di Francesca Testa
21 Febbraio 2024
in Camera Chiara
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

I fratelli Alinari, Romualdo, Leopoldo e Giuseppe, nacquero rispettivamente nel 1830, nel 1832 e nel 1836. Diego Martelli nel suo scritto In memoria dei tre galantuomini che tali furono i fratelli Alinari, racconta che Leopoldo, fondatore dello studio fotografico fiorentino, venne assunto poco più che bambino dal ricco calcografo Giuseppe Bardi.

Verso il 1850 cominciò a diffondersi in Toscana la fotografia e il Bardi eccitò il suo giovane Alinari allo studio di quell’arte, organizzando un laboratorio nei pressi del suo negozio in via Cornina e subito dopo una terrazza di posa. Fu poi proprio grazie al suo aiuto economico che Leopoldo Alinari riuscì ad aprire nel 1852 un atelier, il suo primo laboratorio, posto al pian terreno di una casetta di via Cornina, proprio a pochi passi dallo stabilimento dell’altro, dove nel frattempo si iniziarono a vendere le sue fotografie. L’anno successivo i fratelli Giuseppe e Romualdo entrarono in società con il primogenito.

Può interessartianche...

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

Sebastião Salgado: la fotografia come atto di resistenza

Le prime fotografie dell’atelier vennero contrassegnate Fratelli Alinari, presso Bardi, ma nel 1854, la Casa si emancipò e venne fondata ufficialmente in nome degli Alinari che si dissociarono man mano dai Bardi. Con il passare del tempo e con il relativo aumento delle ordinazioni, la ditta decise di trasferirsi, nel 1863, in via Nazionale dove ancora oggi si trova la Casa Alinari con gli uffici e l’archivio.

A Firenze i fratelli ripresero tematiche emergenti del panorama della produzione fotografica italiana, ossia il campo della veduta e della riproduzione dell’opera d’arte, campo in cui la Casa Alinari costituì un caso tipico e quasi esemplare per la lunga ininterrotta attività (1850 – 1920) e per l’impegno profuso esclusivamente a vantaggio della diffusione dell’arte a fini culturali. Durante il periodo in cui Firenze aveva assunto il ruolo di capitale del Regno d’Italia (1865 – 1871), il lavoro fu tale da richiedere l’impegno di decine di aiutanti.

Nel 1865, però, morì, a soli 33 anni, Leopoldo Alinari, lasciando così l’azienda ai fratelli Romualdo e Giuseppe. Nel frattempo stava addestrandosi in ogni pratica dell’atelier il giovane Vittorio, figlio di Leopoldo. In questa fase la documentazione fotografica fu rivolta soprattutto verso la riproduzione di opere d’arte e monumenti, mentre paesaggi e vedute rimasero in secondo piano. Solo dopo la morte di Romualdo e Giuseppe, venne incrementata la documentazione delle vedute panoramiche e della vita delle città, come risulta dai successivi cataloghi del 1896 e del 1907. Fra la fine e l’inizio del secolo gli Alinari ebbero negozi a Firenze, Roma, Napoli, Venezia e corrispondenti a Parigi, Bruxelles, Dresda e Marsiglia. A Napoli ebbero anche altri punti di vendita a Piazza Santa Caterina a Chiaia 1 e a via Calabritto 26, dove sono presenti tuttora.

L’inventario delle opere napoletane, redatto dallo stesso studio Alinari, non riguardava però tutte le varie numerose attività che si svolgevano in città, ma soltanto mestieri ambulanti e che colpivano la fantasia del turista incline a interpretarli come arredi scenici della città stessa, una sorta di variante dello stereotipo pittoresco.

Nel catalogo Alinari del 1873 apparve anche una terza parte dedicata alle riproduzioni da incisioni e da copie e una parte dedicata ai costumi popolari. Venne poi annunciata la pubblicazione di un catalogo di ritratti e di soggetti di zoologia, e infine comparvero, nel 1876, riprese di botanica. Dal 1890, quando vennero a mancare gli zii Romualdo e Giuseppe, fu Vittorio Alinari a occuparsi della gestione dello stabilimento fino al 1918.

Con Vittorio l’attività editoriale si intensificò con la pubblicazione di numerose guide turistiche e volumi d’arte, promuovendo concorsi tra gli artisti, come quello per l’illustrazione della Divina Commedia e ancora con l’organizzazione di campagne di rilevamento fotografico a vasto raggio in ogni angolo d’Italia. Egli, inoltre, non mancò di occuparsi anche dei problemi collegati al diritto d’autore relativo alla fotografia, soprattutto per via dei sempre maggiori vincoli imposti dal governo, in relazione alla riproduzione delle opere nei musei.

Dopo la morte del figlio Carlo nel 1910, nonostante la presenza attiva, professionale e umana dei cugini, Alinari ridusse progressivamente la sua attività. Nel 1921, cedette l’azienda in crisi a una società composta da alcuni intellettuali fiorentini che continuò l’iniziativa della produzione fotografica lasciando l’antico nome della ditta con un’aggiunta specifica della nuova tendenza nell’editoria: Fratelli Alinari Soc. An. IDEA (Istituto Di Edizioni Artistiche).

Prec.

Una miscela esplosiva

Succ.

I Moti di Stonewall: alle origini del Pride

Francesca Testa

Francesca Testa

Articoli Correlati

Camera Chiara

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

26 Marzo 2026

Le parole tra noi leggere, lo ha scritto Lalla Romano, lo ha sussurrato Eugenio Montale nel suo Due nel crepuscolo e lo ripete il Salone del Libro di Torino per la sua XXXVII edizione. Ma oggi cosa resta di...

mimmo-jodice-fotografo-tempo
Camera Chiara

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

22 Marzo 2026

La fotografia di Mimmo Jodice ha spesso come protagonista il tempo, un tempo sospeso che va oltre il momento. Il fotografo partenopeo, che si è spento lo scorso 28 ottobre all’età di 91 anni, ha iniziato a sperimentare quest’arte...

Sebastião-Salgado-fotografia
Camera Chiara

Sebastião Salgado: la fotografia come atto di resistenza

22 Marzo 2026

Sebastião Salgado, nato ad Aimorés, Brasile, l’8 febbraio del 1944, è stato un fotoreporter che ha fatto della documentazione sociale una forma di poesia visiva e della bellezza un atto politico. Figlio unico di un allevatore di bovini, studiò...

lee-miller-fotografia-surrealismo-fascino-orrore
Camera Chiara

Lee Miller: il fascino, il surrealismo e l’orrore della fotografia

15 Aprile 2025

Lee Miller, nata a Poughkeepsie, New York, il 23 aprile 1907, è stata una fotografa, artista surrealista e modella americana. Il suo avvicinarsi al mondo della fotografia avvenne grazie al padre Theodore, un fotografo amatoriale che scattava con una...

Succ.

I Moti di Stonewall: alle origini del Pride

Comments 1

  1. Pingback: Fratelli Alinari - Società Fotografica Napoletana - Maestro di fotografia

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    637 shares
    Share 255 Tweet 159
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    486 shares
    Share 194 Tweet 122
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1618 shares
    Share 647 Tweet 405
  • Le ville di Napoli: il Vomero e le dimore “gentilizie” (parte 2)

    360 shares
    Share 144 Tweet 90
  • Friedrich, il sublime dell’infinito

    529 shares
    Share 212 Tweet 132
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie