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Giorgio Poi: la mancanza che non affoga

Ludovica Ricceri di Ludovica Ricceri
9 Novembre 2021
in Appuntamenti
Tempo di lettura: 3 minuti
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E con il cuore a rovescio
E gli occhi fermi fuori dalla finestra
Ho dichiarato guerra a tutta la tua leggerezza
E solo per un attimo
Ti è scappato dalle labbra un sorriso
Un po’ di esitazione su una faccia che ha già deciso

Testi che ricordano delle poesie, voce particolarissima, musica allegra che accompagna significati non sempre felici: Giorgio Poi è riuscito a combinare tutti questi elementi, creando un progetto estremamente valido.

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Il suo album d’esordio, prodotto da Bomba Dischi nel 2017, si intitola Fa niente e racchiude nove tracce piene di nostalgia, amore, tristezza e, soprattutto, di immagini che arrivano – in modo non troppo immediato, ma fa niente – ai suoi ascoltatori.

Il giovane cantautore, all’età di vent’anni, per motivi accademici lascia  l’Italia, trasferendosi nella piovosa Londra. La mancanza di alcuni posti, però, e di alcune presenze si avverte subito nei suoi testi, i quali raccontano, un po’ cripticamente, quelle sensazioni che, una volta trasmesse, non possono che infondere un’amara tristezza. Una tristezza che risulta essere quasi piacevole. Ascoltare l’album, come un concentrato del bel cantautorato di una volta, quello di alto livello, rappresenta, difatti, una vera e propria scoperta per chiunque voglia avvicinarsi a della buona musica nascente.

Ma poi cos’è successo l’altra sera
A volte è così facile sbagliare
Stavolta non mi va che mi cammini sopra il cuore
Ma poi ti lascio fare

Acqua minerale è il terzo singolo estratto dall’album, dopo Niente di strano e Tubature, e sembra raccontare una debolezza tipica dell’essere umano: quella del  perdono. Si può perdonare chi ci cammina sopra il cuore?

Nel porto della tua città
Si sente l’odore della ruggine al sole
A starsene seduti qua
Si può respirare già

Le foto non me le fai mai, invece, esprime tutta la nostalgia di chi avverte la mancanza della propria città, della propria casa e del mare. Probabilmente, tali sensazioni provengono dall’esperienza diretta dell’artista che, una volta stabilitosi nel Regno Unito, ha voluto raccontare a modo suo il proprio vissuto emotivo.

L’assenza di persone, posti e situazioni sembra essere un tema che percorre e impregna tutto l’album. È uno dei tanti meravigliosi esempi di come alcuni sentimenti spiacevoli possano essere trasformati in qualcosa di estremamente bello. E Giorgio Poi ci è riuscito, dando vita ad un’opera che non lascia affatto indifferenti.

È una mancanza che non affoga.

Dal primo singolo estratto del disco, Niente di strano, è tratta la prima citazione, la quale narra proprio la storia di un abbandono fortemente sofferto e che mostra, come spesso accade, i segni di un dolore che, probabilmente, non ha niente di strano.

Hai detto prendo un’altra direzione

E ho visto la tua schiena che se ne andava

A dirottare le metropolitane

Sabato 1 aprile il Lanificio 25 di Napoli ospiterà la manifestazione, organizzata con Ufficio K Eventi, durante la quale avremo la fortuna di ascoltare live Giorgio Poi, seguito dai Canova, band milanese che ha esordito con Maciste Dischi lo scorso ottobre.

Per tutte le informazioni:

https://www.facebook.com/events/150384378784533/

Per ascoltare l’album:

https://open.spotify.com/album/45o0JtSekR90PAsU1X6cuS

 

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