• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Il Decadentismo e gli eredi “maledetti” di Baudelaire

Francesca Testa di Francesca Testa
27 Marzo 2017
in Lapis
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Nell’ambito del Decadentismo, vi è una specifica linea di sviluppo che va sotto il nome di Simbolismo. Tale tendenza accompagna le trasformazioni della letteratura tardo ottocentesca dal momento in cui vengono meno i fondamenti della poetica naturalistica, e si passa da un’idea di realtà fenomenica e superficiale a un concetto del reale più complesso, ambiguo e difficilmente decifrabile.

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, il Simbolismo diventa un orientamento letterario sempre più consapevole e deciso, fino a costituire il fondamento stesso di questo linguaggio. Il punto di partenza si rinviene per convenzione ne I Fiori del male di Charles Baudelaire. In particolar modo, il sonetto Corrispondenze si può considerare come il manifesto di una nuova poetica:

Può interessartianche...

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

Raptors in the garden: Canti di grazia di Achille Campanile e Vasca

La Natura è un tempio dove viventi colonne / lasciano talvolta uscire confuse parole; / l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli / che l’osservano con sguardi familiari. // Come lunghi echi che di lontano si confondono / in una tenebrosa e profonda unità, / vasta come la notte e come la chiarità, / i profumi, i colori e i suoni si rispondono.

Uno stato d’animo diffuso, un senso di disfacimento, l’idea di un crollo, di un imminente cataclisma epocale, un voluttuoso compiacimento autodistruttivo. Idee appartenenti a circoli d’avanguardia, contrapposte alla mentalità borghese e benpensante,  che ostentano atteggiamenti bohémien e idee deliberatamente provocatorie, ispirate proprio al modello “maledetto” di Baudelaire.

Si irradia un irrazionalismo misticheggiante che riprende fino all’esasperazione posizioni presenti nella cultura romantica. Il “decadente” ritiene che ragione e scienza non possano dare la vera conoscenza del reale, perché la realtà non è altro che qualcosa di misterioso ed enigmatico. Attingere all’ignoto, quindi, è possibile soltanto rinunciando alla razionalità.

Tutti gli aspetti dell’Essere sono legati tra loro da arcane analogie che sfuggono alla ratio e possono essere colte solo in un abbandono di empatia irrazionale. Ogni forma visibile è un simbolo di qualcosa di più profondo che sta al di là di essa e si collega con infinite altre dimensioni.

Il termine “decadente”, usato per la prima volta in Francia nel 1880, è un’espressione originariamente associata al gruppo di poeti considerati gli “eredi” di Charles Baudelaire, i quali sentono l’ebbrezza della rovina e la coscienza del tramonto: Stephane Mallarmé, Paul Verlaine e Arthur Rimbaud.

Una definizione che diviene l’emblema dell’epoca, un vero e proprio vanto, tanto da far intitolare Le Décadent la rivista dove essi pubblicano i loro scritti. “Je suis l’empire à la fin de la décadence” (“Sono l’impero alla fine della decadenza”) ama dire Verlaine.

Egli stesso definirà questi scrittori anticonformisti, ribelli e amanti di ciò che la cultura ufficiale considera corruzione. In questo senso, “maledetti”.

Un esempio straordinario di trascrizione della realtà in chiave simbolica è costituito dal Battello ebbro di Rimbaud, dove il battello diventa l’elemento integrante di una natura trasfigurata e animata.

Con Mallarmé, invece, si arriva al procedimento compiuto e perfettamente definito: dal Meriggio di un fauno, dove le figurazioni mitologiche diventano simboli del desiderio e del sogno, fino ai risultati supremi di Un colpo di dadi non abolirà mai il caso. Il Simbolismo ontologico-esistenziale del testo segna una svolta decisiva nella poesia novecentesca e il valore metaforico si trasferisce decisamente dalla natura alla parola stessa, che estrinseca la contraddizione fra la sua contingente precarietà e l’aspirazione a una forma di conoscenza assoluta, scontrandosi con i limiti invalicabili dell’inesprimibile e del silenzio. Mallarmé trasforma la poetica baudelairiana delle “corrispondenze” in un linguaggio di puri rapporti verbali, nell’astrazione di una nuda magia evocativa.

Conseguenza diretta del Decadentismo è il rifiuto del poeta di farsi banditore di idealità morali e civili: l’arte rifugge la rappresentazione della realtà storica e sociale e si chiude in una squisita celebrazione di se stessa, depurandosi di tutti gli intenti pratici e utilitaristici. Diventa, quindi, un’arte pura, una poesia pura. Alle immagini nitide e distinte si sostituisce l’impreciso, il vago, l’indefinito, che, solo, è capace di evocare sensi ulteriori e misteriosi.

È necessario poi che tu non scelga / le tue parole senza qualche svista: / nulla più caro della canzone grigia / dove l’incerto si unisce al preciso. – Paul Verlaine, Arte poetica

Prec.

“Un nuovo orizzonte”, l’ultimo albo di Rebecca Young e Matt Ottley

Succ.

Kundera, l’arte greca, Lo Stato Sociale: pesantezza e leggerezza a confronto

Francesca Testa

Francesca Testa

Articoli Correlati

Camera Chiara

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

26 Marzo 2026

Le parole tra noi leggere, lo ha scritto Lalla Romano, lo ha sussurrato Eugenio Montale nel suo Due nel crepuscolo e lo ripete il Salone del Libro di Torino per la sua XXXVII edizione. Ma oggi cosa resta di...

mimmo-jodice-fotografo-tempo
Camera Chiara

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

22 Marzo 2026

La fotografia di Mimmo Jodice ha spesso come protagonista il tempo, un tempo sospeso che va oltre il momento. Il fotografo partenopeo, che si è spento lo scorso 28 ottobre all’età di 91 anni, ha iniziato a sperimentare quest’arte...

Raptors in the garden Achille Campanile e Vasca
Lapis

Raptors in the garden: Canti di grazia di Achille Campanile e Vasca

22 Marzo 2026

Siamo in un periodo in cui la musica tiene conto delle logiche aziendali come se fosse una qualsiasi industria e non in quanto forma d’arte. Il talento pare essere misurato solo e sempre in numeri, in dimensioni, in proporzioni....

Sebastião-Salgado-fotografia
Camera Chiara

Sebastião Salgado: la fotografia come atto di resistenza

22 Marzo 2026

Sebastião Salgado, nato ad Aimorés, Brasile, l’8 febbraio del 1944, è stato un fotoreporter che ha fatto della documentazione sociale una forma di poesia visiva e della bellezza un atto politico. Figlio unico di un allevatore di bovini, studiò...

Succ.

Kundera, l’arte greca, Lo Stato Sociale: pesantezza e leggerezza a confronto

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    639 shares
    Share 256 Tweet 160
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    486 shares
    Share 194 Tweet 122
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1618 shares
    Share 647 Tweet 405
  • Friedrich, il sublime dell’infinito

    529 shares
    Share 212 Tweet 132
  • Le ville di Napoli: il Vomero e le dimore “gentilizie” (parte 2)

    360 shares
    Share 144 Tweet 90
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie