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Complesso degli Incurabili: un patrimonio che crolla

Francesca Testa di Francesca Testa
16 Luglio 2021
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
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Il Complesso degli Incurabili di Napoli è un sito monumentale composto dalla Chiesa di Santa Maria del Popolo, dall’Oratorio della Compagnia dei Bianchi della Giustizia, dall’Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli con il chiostro, dal Complesso di Santa Maria della Consolazione, dalla Chiesa di Santa Maria di Gerusalemme e dal Chiostro delle Trentatré. Una serie di strutture che racchiude alcune delle più importanti testimonianze legate al Rinascimento napoletano.

Il 24 marzo scorso, una di queste, la Chiesa di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, ha subito un duro colpo. È infatti crollata la volta di sostegno del pavimento che si trova dietro l’altare maggiore. Sia la tomba di Maria D’Ayerba – che insieme a Maria Longo ha fondato l’ospedale – sia una parte del coro ligneo sono così sprofondate. Ancora una volta, dunque, si è rivelato questo il risultato di una non corretta conservazione e di criticità che, senza una cura appropriata, si sono trasformate in disastri. I problemi, però, non sono finiti qui ed è stato necessario evacuare anche l’ospedale a causa delle crepe presenti all’interno della chiesa che si sono ampliate e hanno raggiunto altre aree del complesso.

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A tal proposito, il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha dichiarato: «Ho convocato tutte le parti interessate per tutelare il Complesso monumentale degli Incurabili dopo il crollo avvenuto nella Chiesa di Santa Maria del Popolo». Preservare questo luogo, infatti, dovrebbe essere un’assoluta priorità in quanto il sito comprende uno dei più importanti laboratori del farmaco, tra cui l’omonima Farmacia che è passata alla storia per la sua straordinaria unicità. 

Da sempre suddivisa in reparti specialistici ma, allo stesso tempo, dotata di cucine, una biblioteca, una scuola di medicina qualificata e un servizio per interpreti, l’area si compone di due sezioni: il laboratorio e la stanza di rappresentanza. Al suo interno vi è un meraviglioso banco da farmacista sul quale una vetrina custodisce diverse bottiglie, contenenti i medicinali, decorate da scene bibliche. Il pavimento è altrettanto magnifico, in cotto e maiolica, dai colori delle boccette. Ancora oggi, tra le pareti dell’edificio, è conservata la panacea di ogni male: la Teriaca o Triaca, un farmaco molto diffuso tra Medioevo e Rinascimento che conteneva anche oppio, carne e pelle di vipera. 

La produzione di questo farmaco ha spesso rimandi alla tradizione magico-alchemica che però non vanno assolutamente a intaccare il valore scientifico della Farmacia considerata un esempio moderno di ricerca e formazione dello speziale. Tale medicinale, infatti, è diventato una conquista davvero rilevante per la medicina poiché grazie a esso i medici hanno avuto la possibilità di iniziare a contrastare le malattie su cui stavano indagando. Il farmaco, inoltre, è diventato importante perché ha anche segnato il passaggio dalla medicina fideistica e teurgica, che si basavano soprattutto sulla preghiera, all’ospedale moderno, inteso proprio come luogo di cura e non soltanto come mero ospizio.

Il 24 aprile Bonisoli svolgerà una riunione a Roma con il Ministro per il Sud Barbara Lezzi per dare il via a un grande progetto di investimenti nel centro storico partenopeo. Si tratta di 90 milioni di euro stanziati tempo fa e mai concretamente elargiti. Una parte di questi soldi potrebbe essere destinata anche agli Incurabili, ma una capitalizzazione, a prescindere, sarà prevista per il complesso, sebbene risposte più certe si avranno sicuramente all’indomani dell’incontro fissato subito dopo Pasqua.

Quella del Complesso degli Incurabili, tuttavia, non è una preoccupazione isolata. Come ha ricordato lo stesso Ministro dei Beni Culturali, anche il restauro al Complesso monumentale dei Girolamini crea grande ansia in quanto potrebbe non solo ostacolare i lavori di catalogazione dei libri fatta fino a ora, ma soprattutto causare la perdita di altri volumi dal valore culturale e letterario incommensurabile. Del resto, nessuno ha mai dimenticato che sette anni fa il sito è stato coinvolto nello scandalo dei libri rubati e, purtroppo, soltanto in parte ritrovati: «Ai Girolamini si prevedono interventi che effettivamente potrebbero risultare invasivi e resta la preoccupazione che la Biblioteca sia off limits per altri anni, proprio ora che sta per partire il piano di assunzioni e risorse in arrivo», ha dichiarato Bonisoli.

Una cosa è certa: anche se la Regione Campania farà la sua parte, come ha dichiarato il Presidente Vincenzo De Luca, la verità è che quando si tratta di cultura l’investimento in termini economici sembra sempre non sufficiente a supportare la tutela del patrimonio garantendone la sicurezza. Eppure, la città di Napoli è a tutti gli effetti una grande capitale italiana che non ha nulla da invidiare a città quali Roma, Firenze e Milano. Tuttavia, ancora si arranca tentando di superare dislivelli che, per quanto riguarda storia e arte, esistono soltanto nella mente di qualcuno.

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