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Benevento e il suo arco trionfale

Francesca Testa di Francesca Testa
1 Marzo 2018
in Viaggi
Tempo di lettura: 8 minuti
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Benevento è una città antica e ricca di memorie storiche, dall’incredibile patrimonio artistico che comprende il più bello tra gli archi trionfali romani: l’Arco di Traiano. Passeggiando per il centro storico, percorrendo corso Garibaldi, arteria principale della provincia campana, ci si imbatte nel Duomo, la cattedrale metropolitana di Santa Maria de Episcopio, una chiesa di antichissima fondazione, ricostruita dopo la distruzione dell’ultima guerra.

Proseguendo e imboccando via Traiano, invece, si può ammirare l’omonimo arco trionfale, volgarmente chiamato Port’Aurea, appellata così da quando, stretta fra le mura urbiche, divenne porta della città. Questo monumento è uno dei più insigni dell’arte traianea e fu eretto, come attesta l’epigrafe dell’attico, nel 114 al fine di celebrare il saggio governo dell’Optimus Princeps con un ciclo di rilievi presenti su entrambe le facciate. A questi ne sono collegati altri, quelli del fornice, relativi alle benemerenze dell’imperatore nei confronti di Benevento.

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All’inizio del principato, Traiano, dopo aver messo ordine nella regione germanica, rafforzò le frontiere renane e danubiane. Nei dieci anni che seguirono fino al 109, quindi, fu certamente decretata l’erezione del monumento. L’imperatore sviluppò l’opera di restaurazione morale e civile iniziata da Nerva, inoltre rese più efficiente l’amministrazione dello Stato, realizzò importanti opere pubbliche ed estese i confini dell’impero conquistando la Dacia. Tutti questi episodi sono celebrati in maniera unitaria e, proprio per tale motivo, l’arco può essere considerato un vero e proprio panegirico del governo decennale.

La struttura, di ordine composito con proporzioni eleganti e rilievi meravigliosi, è alta 15.45 metri e ha un fornice di 8.60 metri. L’ossatura dell’arco è in massi di calcare, il rivestimento in marmo pario. I pannelli figurati, dove Traiano non appare in veste militare, si distinguono in tre gruppi: quelli della facciata verso la campagna che celebrano la pacificazione e lo sviluppo delle province, quelli della facciata opposta che dà verso la città, i quali fanno riferimento alle benemerenze acquisite dall’imperatore nei confronti di Roma e, infine, i due ordini che ornano il fornice che ricordano i rapporti di Traiano con la stessa Benevento.

La lettura dell’arco va fatta cominciando proprio da quest’ultimo elemento, il fornice, per poi passare alla sezione che dà verso la campagna e, infine, a quella che è rivolta verso la città. In questo modo, si ha una rigorosa successione cronologica dei fatti celebrati, anche se le due facciate costituiscono due distinti capitoli. Nel prospetto interno, rivolto verso il nucleo cittadino, sono stati scolpiti temi relativi alla pace e alla provvidenza. In quello esterno, invece, sono narrate le guerre e le provvidenze dell’imperatore. Infine, al centro della volta del fornice, vi è il cassettonato estremamente ricco ed elegante, dove è ben visibile l’Incoronazione di Traiano, unico rilievo in cui il regnante appare in veste militare.

Quando si visita la città e ci si imbatte in quest’opera, simbolo delle imprese dell’impero e della città di Roma, non è possibile non immergersi in un’atmosfera suggestiva nella quale la sfida che vede da sempre l’arte contro l’eternità trova qui la sua concretizzazione. Benevento è una città tutta da visitare, una bomboniera che racchiude un patrimonio artistico, archeologico e culturale incantevole. È piacevole perdersi per le stradine del centro storico, lasciarsi andare a una passeggiata nel verde nella meravigliosa villa comunale e godersi alla sera un tramonto che mozza il fiato.

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