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TikTok: la guerra fredda Usa–Cina si sposta sui social?

Il caso sul possibile virus da laboratorio che avevamo descritto, nel pieno della pandemia, come una nuova edizione della guerra fredda tra USA e Cina, lascia lo spazio pubblico a un nuovo scenario: la popolare app TikTok è stata accusata da Donald Trump di essere uno strumento nelle mani dell’amministrazione di Pechino per spiare la vita quotidiana di milioni di americani. Tutto questo accade proprio mentre la Microsoft di Bill Gates sta trattando per l’acquisto del social media che è utilizzato da oltre 800 milioni di TikTokers nel mondo, soprattutto adolescenti, e che nel giro di pochi anni è diventato leader indiscusso dei video autoprodotti sulla rete telematica globale.

TikTok è un social network cinese, inizialmente avviato col nome musical.ly nel 2014. Gli utenti che usano l’app possono creare brevi videoclip musicali (dai 15 ai 60 secondi) aggiungendo filtri ed effetti particolari. La piattaforma è stata acquisita, in seguito, dall’azienda ByteDance, che ha il proprio quartier generale a Pechino. La società attualmente ha sedi a New York e a Los Angeles e ha ingaggiato come amministratore delegato Kevin Mayer, un ex manager dei vertici societari della Disney.

TikTok utilizza le sue piattaforme digitali analizzando gli interessi e le preferenze degli utenti allo scopo manifesto di personalizzare i contenuti e ottimizzare le prestazioni. La sua strategia, comunque, ha attirato da tempo sospetti nel mondo delle attività telematiche perché in molti temono che l’applicazione possa funzionare anche come una sorta di malware, vale a dire un “codice maligno” usato per disturbare o impedire lo svolgimento delle operazioni di chi ne usufruisce. Nonostante il tentativo del fondatore Zhang Yiming di “occidentalizzare” l’azienda, in Europa l’attività di TikTok viene costantemente monitorata, da alcuni mesi, dal Comitato per la protezione dei dati personali, mentre è stata addirittura sospesa in India per motivi di sicurezza.

Di conseguenza, il Presidente statunitense ha minacciato di vietare l’app negli USA, inserendolo nella black list del Dipartimento del Commercio costituita da quelle aziende ritenute pericolose per la sicurezza dei cittadini e del paese americano. D’altra parte, come era già successo per il gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei, accusato di spiare l’Occidente attraverso la realizzazione delle reti di nuova generazione 5G. Anche il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin si è pronunciato sul caso TikTok, affermando che la presenza e le attività sul territorio a stelle e strisce della società ByteDance costituiscono un problema per la sicurezza nazionale.

Le notizie più recenti, comunque, ci informano che TikTok si sposta a Londra e, con tale mossa, la Microsoft può accelerare i tempi della sua acquisizione. La società informatica ha già definito il piano per l’acquisto delle attività social di TikTok negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in Nuova Zelanda. Soprattutto, lo staff dirigenziale ha rassicurato la governance americana e gli utenti sul problema della privacy. In termini concreti, si impegnerà nell’elevazione degli standard per la sicurezza digitale che riguardano l’app: in particolare, saranno trasferiti e resteranno negli USA i dati privati ​​e sensibili dei cittadini americani. La compagnia cinese proprietaria del social, infine, pare disposta a cedere il 100% delle proprie attività negli Stati Uniti.

Se la potente creatura di Bill Gates riuscisse nel suo intento, entrerebbe in competizione con i giganti Google e Facebook, ridisegnando gli equilibri futuri nel mondo dei social media e del loro potere economico-finanziario e politico. La svolta operativa, raccontano i bene informati, è arrivata grazie alla telefonata tra Satya Nadella, CEO della gigantesca azienda hi-tech Microsoft, e il Presidente Donald Trump, che ha intimato al colosso informatico di giungere a un accordo con l’azienda cinese al massimo entro metà settembre, avanzando la richiesta di una quota significativa sulla vendita a favore del Dipartimento del Tesoro statunitense.

La pressione esercitata dai consiglieri e dai membri del partito repubblicano ha prodotto i suoi effetti perché l’eccessivo irrigidimento della posizione del presidente statunitense sulla trattativa Microsoft-TikTok potrebbe costituire un altro passo falso in prossimità delle elezioni che vedono il Tycoon indietro – visti i sondaggi effettuati nelle ultime settimane – nei confronti dell’avversario democratico Joe Biden.

Il realismo politico, sostenuto e indirizzato da quello del mondo economico-finanziario, insomma, sembra aver calmato l’ira di Trump. La guerra commerciale tra USA e Cina continuerà, ma alimentare uno scontro interno frontale con Bill Gates e, al tempo stesso, alienarsi le simpatie di tanti utenti del social TikTok, una community digitale formata soprattutto da giovani e che negli States conta quasi 100 milioni di profili, sarebbe un vero e proprio atto di autolesionismo politico da parte del Presidente americano.

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