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“Quintetto d’estate”: l’io che diventa noi

Francesca Testa di Francesca Testa
6 Maggio 2022
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
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Quintetto d’estate, edito Ianieri, è il nuovo romanzo di Giuseppe Raudino e racconta, sotto forma di un viaggio in camper, la crescita personale data non soltanto dal maturare nuove esperienze, ma anche e soprattutto dalle relazioni con gli altri.

Il tema del viaggio vuole spesso essere un tramite verso il cambiamento o, meglio, un’evoluzione di se stessi. Condividere tempo e spazio con le altre persone, tutto il giorno tutti i giorni, spinge il singolo individuo verso un continuo concetto di gruppo, di noi. Nel caso di Fabrizio, Calliroe, Ileana, Martina e Stefano, i giovani protagonisti appena diplomati al conservatorio di Santa Lucia di Siracusa, la loro crescita sarà anche “professionale” perché durante il viaggio per Riga avranno modo di vivere la solitudine data dallo studio personale, dettata dalla necessità di prendere piena confidenza e consapevolezza con il pezzo da suonare, dandogli quindi un’interpretazione propria. Allo stesso tempo, dovranno poi compiere un passaggio forse più difficile, meno scontato: quello di convergere in gruppo e far sì che nessuna mania di protagonismo possa in qualche modo scalfire l’armonia data dall’unione.

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Figura centrale di Quintetto d’estate è il maestro, non soltanto colui che seleziona i cinque ragazzi per un’importante esibizione all’Opera Nazionale di Riga, in Lettonia, ma colui che sarà in grado di “dirigere” anche la loro crescita mantenendo i giusti equilibri. Il tempo sarà scandito da questo docente che, in accordo con i ragazzi, deciderà il momento in cui è necessario studiare e provare il pezzo e quando invece ci si può fermare a fare un bagno e rilassarsi. I giovani allievi vengono condotti con enfasi sulla via che gli antichi greci insegnano: saper apprezzare la bellezza e lasciarsi stupire da essa. Gli insegnamenti fanno sì che gli allievi guardino al maestro come a un solenne depositario di conoscenza e bellezza che permetterà loro di raggiungere la perfetta armonia. Ma il maestro sarà anche in grado di stupirli, di entrare in piena sintonia con loro, mischiandosi ai ragazzi, raccontando parte della sua vita e condividendo pensieri e desideri profondi.

Quintetto d’estate si dimostra una lettura scorrevole e piacevole nella quale l’autore è stato in grado di descrivere in maniera approfondita le mai banali emozioni umane: l’amore, l’amicizia, la devozione, il rispetto, ma anche la gelosia, la tristezza, il distacco. Il romanzo riesce ad abbracciare la cultura classica e allo stesso tempo la modernità in senso stretto, dai greci alle foto su Instagram. Tra queste pagine è possibile leggere della crescita anche nella sensualità della musica che cambia e si evolve insieme a ognuno dei protagonisti, ma anche la scoperta e riscoperta della propria sessualità, un’approfondita comprensione della paternità e genitorialità, nonché il dolce e amaro sapore dell’educazione e dell’insegnamento.

Giuseppe Raudino, nato in Sicilia nel 1977 – oggi vive e insegna nei Paesi Bassi – dopo il suo primo romanzo Mistero nel Mediterraneo e Stelle di un cielo diviso, racchiude tra le pagine di Quintetto d’estate il suo grande amore per la Sicilia, ma soprattutto le radici che legano i protagonisti alla propria terra. Una terra che si ama con tutto il cuore, dove si vorrebbe sempre tornare, ma che allo stesso tempo è necessario lasciare per crescere e comprendere; per guardare al di là dei propri confini, scoprire luoghi e culture nuove, affinché queste possano maturare in noi e diventare parte della nostra vita.

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