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“Stelle di un cielo diviso”: ritrovare se stessi

Francesca Testa di Francesca Testa
16 Luglio 2021
in Billy
Tempo di lettura: 4 minuti
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Stelle di un cielo diviso, romanzo pubblicato da Alessandro Polidoro Editore per la collana di narrativa contemporanea italiana Perkins, racconta la storia di Catherine Urquhart, giovane donna inglese che, dopo tantissimi anni, da Londra fa ritorno a Cipro, isola su cui ha trascorso gran parte della vita, dall’infanzia fino all’università. L’autore, Giuseppe Raudino, classe 1977, è cresciuto a Siracusa, dove è entrato a far parte del mondo del giornalismo. Si è laureato a Siena con una tesi in Semiotica su Umberto Eco e dal 2009 insegna all’Università di Scienze Applicate a Groningen, Paesi Bassi.

Cathy è ufficialmente in visita in terra cipriota come ricercatrice per la stesura di un articolo accademico. L’ufficio delle Nazioni Unite per il quale lavora, infatti, ha ottenuto per lei un accredito da una rivista britannica dove adesso compare come collaboratrice. Questo status le permette di chiedere interviste a esponenti politici senza suscitare troppa diffidenza. Inoltre, grazie ai suoi trascorsi e alla sua conoscenza della lingua turca, l’ONU l’ha incaricata di tornare a Cipro anche per fare delle ricerche sulle condizioni sociali, ma in particolar modo politiche, in vista del piano Annan. Il piano, voluto dall’ex Segretario della Nazioni Unite Kofi Annan, prevede l’unificazione dell’isola che dagli anni Cinquanta circa, fino alla metà degli anni Settanta, è stata divisa in due: la zona nord, occupata in maniera illegittima dalla Turchia, la cui popolazione ha una discendenza appunto turca, e la zona sud che comprende la Repubblica di Cipro facente parte a tutti gli effetti dell’Unione Europea.

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Stelle di un cielo diviso, quindi, racconta di una donna in carriera che con incredibile impegno e dedizione porta avanti una professione nella quale mette tutta se stessa, trascurando però quelli che sono i suoi sentimenti e i suoi bisogni. Cipro è per lei una fonte continua di ricordi che la spingono a rivivere il passato, la famiglia, gli amici, la sua prima relazione con Angel e poi gli infiniti ricordi con Yasim, un amore unico e speciale dopo il quale la giovane non ha mai più amato con la stessa intensità. Nessun altro uomo è stato in grado di farla sentire il centro del proprio mondo.

Così come la dura realtà di Cipro, anche quella relazione, però, sembrava non avere futuro: i due protagonisti, infatti, dopo l’università non si sono mai più visti, prendendo strade completamente diverse. Yasim, ex studente di medicina, ha cercato in tutti i modi di partecipare alla vita politica dell’isola, un tentativo spesso vano, per essere accettato dagli altri. Cathy invece, tornata  a Londra, ha portato avanti il suo lavoro, spinta anche da un amore incondizionato verso quella terra bagnata dal mare e conservando con grande affetto i ricordi, gli affetti e gli amori degli anni di gioventù.

La voce narrante è quella della stessa Cathy, mentre la scrittura fluida e piacevole di Giuseppe Raudino alterna il presente e il passato attraverso memorie che nascono nel momento in cui la protagonista entra in contatto con gli odori, le immagini, le tonalità di blu – colore che la donna porta sempre con sé al polso, grazie al bracciale regalatole da Yasim – che ritrova a Cipro. Questi flashback permettono al lettore di ricostruire e comprendere al meglio la vita di lei e di chi le sta attorno, ma allo stesso tempo fa emergere le questioni lasciate in sospeso.

In Stelle di un cielo diviso, la separazione politica dell’isola in qualche modo diventa metafora della separazione che persiste tra Cathy e Yasim, come se si trattasse di due mondi diversi che il tempo ha spinto sempre più verso una divisione alla quale l’autore sembra dare importanza pari alle vicende che condizionano Cipro. Più trascorre i suoi giorni nella terra della sua infanzia, più la donna si avvicina a una crescita, non soltanto personale, ma soprattutto spirituale, che la spinge verso un’analisi profonda di sé, verso l’abisso dell’animo umano e verso ambiti che spaziano dalla fede fino alla superstizione. Sembra un continuo evolversi, dove due facce della stessa medaglia, entrambe indispensabili e allo stesso tempo sacrificabili, si alternano costantemente, fino ad arrivare a risposte importanti che permettono di andare avanti e raggiungere una conoscenza di se stessi mai avuta prima.

Non sempre le stelle sono destinate a ritrovarsi, anche se il loro incontro è dettato dal fato, diventando quindi indispensabile per poter comprendere al meglio qual è la strada che si vuole percorrere.

Il primo pensiero – lo ammetto, assai banale – è stato quello che fossero poesie scritte per me. Mi sentivo lusingata e presa dall’euforia, perché se i gesti rivelano l’attenzione che qualcuno può avere nei tuoi confronti, essere la destinataria di versi è l’equivalente di un gesto d’attenzione che si prolunga all’infinito e che si rinnova a ogni lettura. Provavo a leggere, ma non potevo concentrarmi. L’unica cosa che riuscivo a fare era scorrere dei frammenti qua e là, pezzi di componimenti, parole, rime che si accavallavano confusamente davanti ai miei occhi accrescendo la confusione mentale – o forse dovrei dire sentimentale – che avevo dentro. Leggevo e non capivo; leggevo e trovavo quello che desideravo trovare.

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