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PANART: macinare cultura

Al Mulino Bencivenga (Alvignano, in provincia di Caserta) sabato 30 aprile si terrà una nuova edizione di PANART (Pane, Arte e Poesiadurante la quale si incontreranno poeti, studiosi, artisti, scienziati – non solo italiani – nel segno del Pane Nostro, titolo di un bel libro di Predrag Matvejvic, autore molto orientato alle tematiche del Mediterraneo, jugoslavo con cittadinanza croata e naturalizzato italiano.

L’iniziativa è dovuta a Lorenzo Di Guglielmo, imprenditore che ha investito in un vecchio mulino con macina di pietra ed energia idraulica, selezionando attentamente la produzione e la qualità del grano. Il Mulino ha uno stand a Napoli, presso le Eccellenze Campane, e la sua produzione può essere acquistata anche online. Di Guglielmo, altresì, ha sempre avuto vocazione e interesse per l’espressività umana e ha spesso dato vita a operazioni culturali come, ad esempio, un omaggio a Totò composto da segnali stradali installati in tutto il capoluogo partenopeo. La struttura del Mulino, di particolare bellezza e cura, è aperta a visite di turisti, scolaresche, stage di addestramento sulla produzione del pane e delle farine. Corretto vedere nelle forme del pane del Mulino Bencivenga opere d’arte commestibili.

Durante questa edizione di PANART (arte del pane e, nel contempo, TuttoArte – il suffisso PAN significa in greco antico tutto), Gianfranco Nappi, direttore e fondatore della rivista Infiniti Mondi, di stampo bruniano, ripercorrerà le “rotte del pane”, vale a dire come e perché questo alimento ha contribuito alla trasmissione di cultura e saperi: carovane di viaggiatori si incontravano di giorno o di notte davanti al fuoco condividendo il pane, narrando esperienze, sperimentando tecnologie. Mimmo Grasso, poeta e saggista, in coerenza col titolo dell’evento, Pane Nostro, partendo dalla radice sanscrita PA (nutrire), che accomuna padre e pane, dialogherà sul senso del Pater in lingua aramaica e produrrà una ballata (Le mani in pasta); gli israeliani Jack e Ruben Arbib (quest’ultimo con anni di esperienza in un kibbutz), illustreranno i passi fatti per la salvaguardia della memoria; la biologa Filli Carpino metterà in relazione arte, letteratura, il sapere-sapore del pane.

Lorenzo di Guglielmo accompagnerà i visitatori in un itinerario che parte dal seme di grano e giunge al pane cotto in forno a legna, tra installazioni d’arte.

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