• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Negromante e futuro, fra incubi e cultura pop

Marina Finaldi di Marina Finaldi
23 Giugno 2022
in Rubriche
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

If I only could make a deal with God/and get him to swap up places…: questo verso della canzone di Kate Bush rimbalza ovunque da quando la quarta stagione di Stranger Things l’ha riportata in auge. Il brano viene riprodotto dai protagonisti come un vero e proprio incantesimo per contrastare Vecna, il sanguinario antagonista di questo nuovo capitolo della saga Netflix. 

Gli sceneggiatori della serie, strizzando l’occhio alla sottocultura nerd, hanno sempre attinto a piene mani dalla lore di Dungeons & Dragons e questo caso non fa eccezione. Il villain Vecna trae ispirazione dall’omonimo personaggio del celebre RPG, un umano assurto a divinità non-morta dopo vari esperimenti nel campo della magia nera e l’auto-mutilazione dell’occhio e della mano sinistra (in esoterismo, del resto, la mano sinistra è associata proprio alla magia nera). Vecna è noto con una serie di titoli, tra cui Arch Lich (essere che ha sconfitto la morte divenendo, con l’aiuto dell’arte magica, un non-morto) e Re Non-Morto. Vecna, nella serie e nel gioco, si avvale dei segreti estorti, della conoscenza tabù, per accumulare un potere che si esprime nel superamento dei limiti di finitezza imposti dalla dimensione spaziale e carnale.

Può interessartianche...

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

Anna: la libertà di scegliere

Se potessi fare un patto con Dio e convincerlo a scambiarci di posto…, canta Kate Bush. Ed è ironico che siano queste le parole rituali scagliate contro Vecna nella serie, perché la origin story di ogni negromante che si rispetti affonda le radici proprio nella volontà di scambiarsi di posto con Dio, carpirne l’immortalità e la conoscenza a ogni costo. Come Johann Faust, l’alchimista e stregone tedesco che vendette l’anima al diavolo in cambio dei suoi poteri magici, o Victor Frankenstein, i cui esperimenti macabri e protoscientifici puntano a rubare letteralmente la forza vitale del cielo (l’attivazione del “mostro” avviene per mezzo dell’impulso elettrico del fulmine) per disporre di vita e morte in Terra.

L’epigrafe del romanzo di Mary Shelley è dal Paradiso Perduto di Milton e recita così: Did I request thee, Maker, from my clay/To mould me Man, did I solicit thee/From darkness to promote me (Ti ho chiesto io, Creatore, dall’ argilla di modellarmi uomo, ti ho forse incitato a promuovermi dall’oscurità?). L’attenzione è sul tormento dell’essere cosciente, evocato contro la propria volontà dall’indefinito limbo della non-esistenza per condurre un’esistenza infelice in un corpo mostruoso e fallibile. La condizione disperata del mostro, però, a propria volta segnala, nel suo creatore, una caratteristica di crudeltà chirurgica, tanto più sadica quanto più legata ad asettico interesse scientifico. Frankenstein rappresenta un punto di svolta nella rappresentazione narrativa del negromante: la tenebra della mano sinistra magica sbiadisce al confronto con la fulgida fiammella della filosofia naturalista. Il cadavere non è più al centro di un cerchio magico di evocazione dal regno dei morti, ma viene smembrato, riassemblato, azionato dall’elettricità come una macchina.

Il romanzo, scritto in piena rivoluzione industriale, subisce l’influenza di un mondo che si trasforma e si espande in nome della produzione. In quanto erogatore di forza lavoro, la forza vitale dell’uomo si vede tradotta in tempo produttivo, le funzionalità e le parti del corpo sempre più paragonate a meccanismi, ingranaggi, circuiti. La morte viene negoziata, rimandata, pur restando tabù. Avviene, piano, la metamorfosi dall’umano all’androide, al cyborg, al transumano. La letteratura e l’estetica cyberpunk esplorano l’ibridazione con la macchina al punto da farne un tropo del genere. Gli innesti cibernetici, i potenziamenti, le alterazioni della macchina umana diventano possibilità di trascendere l’origine argillosa e caduca, le limitazioni imposte dalla corruttibilità della carne. Nel capolavoro di William Gibson Neuromante, l’IA che dà il titolo al romanzo è in grado di evocare dall’aldilà le memorie dei morti e avviarle come RAM autonome nel cyberspazio. L’autore conia dunque un neologismo che segnala, allo stesso tempo, la tecnologia biomeccanica del suo universo (neuro, perché ci si connette al cyberspazio direttamente dagli impulsi nervosi) e l’oscura resurrezione nella non-morte cui vanno soggette le memorie risvegliate dall’IA (necromancer).

Le visioni di futuro impazzite vanno a braccetto con l’idea di negromanzia. Un ottimo esempio di questo è Scorn, un videogioco per Xbox Serie X di prossima uscita (ottobre 2022). Ispirata alle atmosfere delle illustrazioni di H.R. Giger (che lavorò all’iconico design degli Xenomorfi di Alien), l’ambientazione di gioco è un incubo lucido di metallo e materia organica. L’idea del team di sviluppo Ebb Software era quella di creare un videogioco intorno alla sensazione di smarrimento del venire al mondo (il che ci ricollega all’epigrafe miltoniana di Frankenstein). Cartilagini sanguinolente e uteri ingrossati ricoprono di livide escrescenze le algide architetture cablate in cui avanza a tentoni un protagonista senza nome, il volto nascosto da una membrana gelatinosa. Come nell’arte di Giger, i riferimenti al fallo e alla penetrazione erotica sono disseminati ovunque, acuendo ancora di più la sensazione disturbante generata dal palpitare di un mondo non-morto. L’amplesso biomeccanico, consumato da protuberanze e cavità non-vive, non può, infatti, propriamente dirsi vita. 

L’estetica negromantica non si osserva solamente in Scorn. La cultura pop è ultimamente pervasa da negromanti: oltre al Vecna di Stranger Things, va citata la Scarlet Witch dell’ultimo cinecomic Marvel Dottor Strange e il Multiverso della Follia; oltre a Scorn, l’introduzione del negromante come classe giocabile in giochi come Diablo IV. Anche la narrativa fantasy ha rispolverato, di recente, il suo interesse per questa figura con titoli di ampio successo come la saga di Gideon la Nona di Tasmyn Muir (Mondadori) e la saga di Sabriel di Garth Nix (pubblicata di recente da Fazi). 

L’ipotesi di chi scrive è che il negromante esprima metaforicamente (meglio di altre figure di fantasia) il tempo in cui viviamo. Il riferimento esplicito all’utilizzo del cadavere come strumento carburante per raggiungere un fine si inserisce, in continuità con l’uomo-macchina, all’odierna crisi del mondo del lavoro, sempre più piagato dalle dinamiche di sfruttamento, all’incalzare di un inesorabile senso della fine. Interpretare la possibilità narrativa dello stregone oscuro vuol dire, allora, affrontare, comprendere, esorcizzare l’incubo dell’accelerazione necrotica in un mondo che crolla. 

Prec.

“Esterno notte”: Moro e le BR nel cinema di Bellocchio

Succ.

I “Quaderni del carcere” di Antonio Gramsci: la verità

Marina Finaldi

Marina Finaldi

Articoli Correlati

salute mentale inchiesta covid affaire mascherine
Rubriche

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

17 Gennaio 2024

Un altro Natale è alle porte e, volenti o nolenti, stiamo imparando a convivere con il Sars-Cov2. Ritengo sia sempre utile ribadire un concetto fondamentale: anche se è finita la fase emergenziale, i vaccini anti-Covid approvati continuano a proteggere...

philip roth russell banks
Rubriche

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

3 Febbraio 2024

Nel corpo, non meno che nel cervello, è racchiusa la storia della vita. – Edna O’ Brien Philip Roth Il romanzo L’animale morente di Philip Roth, attraverso l’oscillazione fra venerazione e ossessione del possesso di un corpo e per...

anna
Rubriche

Anna: la libertà di scegliere

18 Dicembre 2023

Anna è il nome che avevo scelto e, per il rispetto della privacy della mia famiglia, resterò “Anna”. Ho amato con tutta me stessa la vita, i miei cari e con la stessa intensità ho resistito in un corpo...

marianna vittorioso condom bar napoli tools
Rubriche

“Use the right tools”: Marianna Vittorioso e il primo free condom bar di Napoli

14 Dicembre 2023

Il 30 novembre scorso, presso il Bar Tools in Via Calata Trinità Maggiore a Napoli si è aperto un vernissage a cura di Marianna Vittorioso, architetto e artista di origine campana con base a Shangai. L’installazione, che ha preso...

Succ.
quaderni del carcere - questione sessuale - emigrazione errore - verità - equazione personale

I “Quaderni del carcere” di Antonio Gramsci: la verità

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    639 shares
    Share 256 Tweet 160
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    486 shares
    Share 194 Tweet 122
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1618 shares
    Share 647 Tweet 405
  • Friedrich, il sublime dell’infinito

    529 shares
    Share 212 Tweet 132
  • Le ville di Napoli: il Vomero e le dimore “gentilizie” (parte 2)

    360 shares
    Share 144 Tweet 90
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie