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METIS, 15 anni di impresa femminile a Napoli e oltre

Floriana Coppola di Floriana Coppola
1 Dicembre 2023
in Billy
Tempo di lettura: 5 minuti
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Il volume dal titolo Un’impresa femminile. I primi 15 anni di METIS Scuola di filosofia pratica e di counseling filosofico, a cura di Cloe Taddei Ferretti ed Elena Scuotto edito da Liguori, raccoglie interventi e lezioni frutto dell’inarrestabile lavoro di studio e di rete nato dalla feconda visione di Giovanna Borrello, già docente di filosofia e di bioetica presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, allieva del professor Aldo Masullo.

Un’impresa epica la costruzione di una scuola di alta formazione filosofica aperta al territorio e capace di dialogare con tante eccellenze intellettuali e artistiche. Borrello dichiara, nella complessa e approfondita introduzione, la sua fascinazione per la parola METIS, che vuol dire “ragione intuitiva o intuizione ragionante”, concetto che potrebbe sanare il conflitto espresso durante i dibattiti sul femminismo della differenza tra intuizione e ragione.

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Per Jung, Metis è un archetipo che indica il superamento della scissione tra la parte più consapevole dell’essere umano e la sua parte più profonda. Il significato quindi si lega all’arte di vivere, a partire dalla conoscenza del sé. La cura della propria persona è infatti la base del counseling filosofico dell’Associazione METIS. Il pensiero della differenza, le pratiche filosofiche femministe, il pensiero orientale attraverso lo yoga e la meditazione fanno parte dei corsi realizzati in questi anni.

L’aspetto culturale della filosofia fenomenologica-esistenziale e il femminismo della differenza sono i due elementi centrali che hanno guidato Giovanna Borrello in questa fertile esperienza comunitaria di formazione. Afferma infatti che il fare mondo per una donna che non ha una genealogia precostituita non può essere sganciato dall’affermazione della propria libertà. Dopo anni di silenzio e di cancellazione politica e culturale, è necessario che le donne siano capaci di recuperare la loro voce, di imparare a dare spazio alla propria interiorità, di vivere la libertà di muoversi da un sapere all’altro, di creare insieme un reticolo di cognizioni che matura il cambiamento dei comportamenti, a partire dalle proprie emozioni. Hanno bisogno di esplorare le varie forme di espressione dei sentimenti, di sperimentare modi e prospettive che allargano lo sguardo sul reale e sulle sue contraddizioni.

Altro aspetto ben sottolineato è il superamento del pensiero occidentale così antropocentrico e sbilanciato su un intellettualismo mutilante. Il counseling filosofico diventa dunque una chiave di lettura interdisciplinare e interconnessa all’esperienza vissuta. METIS è anche denominata Palestra della mente, per il concetto di allenamento culturale e psicocorporeo che propone nella sua pratica laboratoriale. Psicoanalisi e filosofia hanno nei nomi di Umberto Galimberti e Aldo Masullo punti di riferimento culturali principali per la storia ricchissima dell’associazione ma il centro dell’operazione si radica nella relazione tra donne, prima di tutto il rapporto fondativo con Chiara Zamboni.

Giovanna Borrello ha voluto sempre sottolineare l’importanza di costruire relazioni di significato, non basate sull’autorità gerarchica del ruolo ma sulla sull’autorevolezza e il rispetto delle differenze di ogni elemento che concorre al successo del progetto condiviso, comunicato e discusso. Questa metodologia di apprendimento e di conduzione del gruppo di lavoro non è marginale ma diventa un gesto politico necessario, che coniuga la sapienza delle donne e supera il sapere patriarcale inteso come modello piramidale rigido e aggressivo. Assertività in dialogo, capacità di gestire il conflitto, modulazione del dissenso e strategie di riconciliazione. C’è quindi un’alfabetizzazione emotiva e affettiva che offre diversi risultati in ogni percorso cognitivo.

Filosofia, psicologia sistemico-relazionale, psicanalisi e filosofia femminista della differenza diventano fondamentali nelle pratiche, nei training e nei corsi della METIS. I temi trattati raccolti nel poderoso volume, un manuale filosofico di studio e di consultazione scientifica, spaziano dagli aspetti dell’educazione razionale-emotiva al pluralismo metodologico della psicopatologia, dalla scrittura autobiografica agli approfondimenti del pensiero di Christa Wolf e di Edgar Morin, dalla logoanalisi coscienziale alla philosophy with children, dalla fenomenologia esistenziale di Simone de Beauvoir alla tecnologie informatiche e biologiche. Ma anche tanto altro sapere, affrontato in capitoli esaurienti e arricchiti da una colta bibliografia.

Il fil rouge che unisce il lavoro è la concezione di una formazione adulta permanente, che parte dalla capacità della persona di mettersi continuamente in gioco e in discussione per allargare le proprie mappe cognitive e sperimentare altre opzioni comportamentali tese al benessere sia individuale che collettivo. Non un sapere fondato sulla sterile erudizione e sulla competizione accademica ma una sapienza dell’essere e del fare che circola fluidamente in ogni incontro.

Di fronte alla sofferenza e al disagio che tormenta l’individuo moderno, la filosofia si propone non solo come un percorso cognitivo ma come una scelta di vita e di confronto relazionale agito e incarnato nei corpi vissuti nella loro contemporaneità. Sensazioni e percezioni, corpo, mente e spirito sono il luogo di una profonda interrelazione e proprio dalla scotomizzazione di una sola delle parti nasce la radice del dolore esistenziale, di un disagio psichico profondo che si sviluppa poi a livello somatico. Anche per questo METIS ha concepito momenti laboratoriali di yoga e di meditazione con la maestra Barbara Gianesini, esperienze di teatro con Tina Femiano, perché il corpo è profondamente connesso con la mente e bisogna agire su entrambi i livelli di conoscenza, integrando il piano intellettivo con quello psicocorporeo.

L’esperienza di Zambrano e di Weil fanno da lanterne necessarie a questo cammino corale voluto fermamente da un cerchio di donne di grande potenza aggregativa. L’obiettivo di ogni training è l’aumento di consapevolezza interiore per tracciare dei punti di avvistamento che possano liberare la persona dai lacci più stretti di un contesto socioculturale ristretto e schematico. Metis è un’impresa femminile aperta al maschile. È un luogo di politica femminile, di analisi dei vissuti, che attraversa il simbolico maschile. Relazioni tra donne capaci di affrontare il conflitto e il linguaggio del potere spesso mutuato e poi rielaborato in un’ottica di superamento delle gerarchie di potere, a cui il Logos patriarcale ha educato ogni genere.

L’invenzione simbolica del “luogo accanto”, realizzato con i corsi fuori sede a Roma e a Catania, ha permesso di ampliare la rete di relazioni e di collaborazioni, non bruciando tante energie in scontri di potere ma realizzando una sana e regolata sinergia con le altre scuole Metis che si sono create sul territorio nazionale con l’aiuto di Teresa Lucente, Lucia Caruso e Amalia Romano. Anche lo scambio con altre realtà associative è stata occasione fertile di crescita collettiva, come gli incontri del Cafè Philò organizzato da Rita Felerico.

La politica delle donne va riconosciuta e praticata non come una attività marginale, dice Riccardo Fanciullacci nel suo saggio La politica del desiderio e altri scritti, ma come una politica che fa spazio alla pratica del partire da sé, e può essere adottata anche dagli uomini. La relazione della differenza vuol dire proprio far spazio al confronto con le donne e con gli uomini, andando a declinare in modo diverso e divergente quello spazio storicamente tracciato in maniera non inclusiva.

Il maschile ha bisogno di ricostruire il suo simbolico di interazione. L’esperienza complessa dell’Associazione METIS raccolta nel volume vuole proprio indicare un ulteriore passo per chi proseguirà questo grande lavoro di formazione filosofica. Moltissimi sono gli interventi racchiusi in questo scrigno cartaceo di grande valore di studio e di formazione.  Lezioni magistrali e tanti interventi illustri contenuti nel saggio sono assolutamente da riprendere, aprono a ulteriori dibattiti, a vivifiche discussioni per continuare a dare vita alla pratica delle relazioni, pratica rivolta al futuro senza nessuna celebrazione sterile del passato.

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Comments 1

  1. Daniela Esposito says:
    2 anni fa

    Non conoscevo Metis, il suo significato, ne’ il gruppo di lavoro. Sono molto grata a questo articolo che ne ha percorso la fecondità di pensiero e azione ancora così urgentemente necessarie. Cloe Taddei sono onorata di conoscerla, una gigante della riflessione sulla questione di genere.

    Rispondi

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