Attualità

Lo smemorato erede di Bossi

“Serve pulizia di massa via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve…”

Quante volte queste parole sono state pronunciate dalle bestie nazifasciste e poi, in anni più recenti, in Sud Africa, in Nigeria, in Turchia in Palestina e in altre realtà dove sono in corso conflitti e guerre civili?

Troppe, ma ancora non è contenta di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento, cantavano i Nomadi i versi di Guccini. E ancora oggi, nel 2017, un esponente della politica italiana ed europea lancia il suo grido per raccattare qualche voto in più da quanti peggio di lui provano particolari orgasmi al solo ascoltare queste parole.

Rabbrividisco e mi chiedo cosa ha fatto di tanto male questa generazione per meritarsi simili rappresentanti di una classe politica, da noi messa al mondo, che delira seminando odio e non preoccupandosi minimamente di aver portato la disoccupazione giovanile oltre il 40%.

Ma cosa volete che interessi a Salvini e alla sua Lega della disoccupazione giovanile se in circa vent’anni di governo al grido di “Roma ladrona” hanno partecipato alla grande abbuffata, sperperando i soldi del finanziamento ai partiti – ovvero dei contribuenti – in investimenti all’estero e capricci della famiglia Bossi? Per il solo giornale La Padania, la Lega ha incassato in 17 anni circa 60 milioni di euro.

Dopo aver dettato l’agenda politica del ventennio di governo Berlusconi con ridicole proposte di spostamenti di ministeri da Roma al Nord Italia e con ministri delle riforme targati Lega dal 2001 al 2008 – che siamo ancora a chiederci cosa abbiano mai riformato – Matteo Salvini ha raccolto l’eredità di Umberto Bossi tra soldi scomparsi, chiusura del giornale e licenziamenti dei dipendenti.

L’erede, troppo impegnato nelle sue alleanze con esponenti dell’estrema destra europea, pare abbia programmato una visita a Napoli nei prossimi giorni dimenticando i suoi beceri discorsi e quelli dei suoi compagni di partito contro i napoletani e il Sud permeati di un odio viscerale e di un’ignoranza abissale sulla storia di questi territori.

Intanto, sono sorti comitati di accoglienza per rinfrescargli la memoria anche su questa città che non si arrese nemmeno a quanti come lui attuarono quel pensiero – “Serve pulizia di massa via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve…” – e che trovarono un popolo il 27, il 28, il 29 e il 30 Settembre del 1943 a difendere la libertà e il rifiuto al nazifascismo.

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