• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

L’Italia celebra Antonio Canova, a 200 anni dalla sua scomparsa

Alessandra Trifari di Alessandra Trifari
15 Aprile 2022
in Appuntamenti
Tempo di lettura: 5 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Il marmo che diventa carne, la grazia, l’armonia, la perfezione della forma, l’eleganza e al tempo stesso una certa sensualità nelle opere di Antonio Canova, lo scultore della bellezza senza tempo. Considerato il maggior esponente del Neoclassicismo europeo, tanto da ottenere il soprannome di nuovo Fidia, è in questo 2022 che l’Italia lo ricorda con fervore, in occasione del bicentenario dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1822.

Il concetto di Neoclassicismo (fine Settecento-inizio Ottocento) riguarda un grande processo di rifondazione teorica ed estetica del tempo. Forse per i ritrovamenti dei templi di Paestum, forse per le varie testimonianze dei viaggi in Grecia, l’arte greca antica iniziò a imporsi come modello di bellezza ideale, di perfezione formale, espressione di una nuova armonia sia estetica che etica. In scultura, nello specifico, i cambiamenti furono piuttosto lenti poiché il maestro barocco Gian Lorenzo Bernini aveva messo a dura prova le certezze dell’epoca con le sue incredibili e scenografiche forme. Queste vennero pian piano sostituite da altre più essenziali e aggraziate, dove prevaleva la bellezza filtrata dall’intelletto. E la svolta fu proprio Canova.

Può interessartianche...

Mario Schifano, un artista a tutto tondo dai primi monocromi alle tele XXL

Il Festival delle Arti di Lecce e la performance dello Shakesperean-neapolitan Theatre

“Attraverso i luoghi in attesa”: Bagnoli tra passato e presente

Nato a Possagno (Treviso) nel 1757, il giovane Antonio ebbe modo di imparare a maneggiare la cera, la creta e il marmo nelle botteghe di Venezia, studiando i calchi delle più note sculture antiche all’interno della ricca collezione dell’abate e mecenate Filippo Farsetti. E mentre cresceva in lui l’amore per l’antico, nascevano i suoi primi capolavori, come Apollo o Dedalo e Icaro. Tra Roma e Napoli, dove osservò in particolare Paestum, Pompei, Pozzuoli, Portici ed Ercolano, documentò i suoi studi in numerosissimi schizzi e disegni. Winckelmann, guru dell’epoca, aveva identificato la bellezza nell’espressione nobile semplicità e quieta grandezza.

Ebbene, Canova era già all’opera per portare in scultura gli ideali appresi, con Teseo sul Minotauro (1781-83), con il Monumento a Clemente XIX (1783-87) ma, soprattutto, con il celeberrimo gruppo marmoreo di Amore e Psiche (1787-93), oggi al Louvre di Parigi. Chi non lo conosce non è di questo pianeta perché Amore e Psiche non è solo uno dei capolavori della storia dell’arte ma è entrato anche saldamente nell’immaginario collettivo e nella cultura pop contemporanea. Un po’ come la Notte Stellata di Van Gogh, che ce la ritroviamo anche sulle scarpe e i portafogli. Uno degli aspetti cardine dell’arte canoviana è il cogliere o il momento precedente l’azione o quello successivo. Qui, Amore sta per svegliare Psiche dal suo sonno, sfiorandola. Predomina la grazia ma non quella preziosa del Barocco. La razionalità è infatti presente attraverso la linea pura, funzionale e l’utilizzo di una forma semplificata, a X.

Tra il 1795 e il 1815 scolpì invece Ercole e Lica, oggi a Roma, alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea. La scena riprende la vicenda di Ercole il quale, a causa di una tunica avvelenata, consegnatagli da un ignaro Lica, scagliò il giovane giù da una rupe in preda alla follia. Il momento è quindi precedente l’azione e si può cogliere tutta l’energia, il pathos e la tensione muscolare di Ercole.

Celebre è anche il Monumento funerario a Maria Cristina d’Austria, (1798-1805, Augustinerkirche, Vienna) e la sua Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice, scolpita tra il 1804 e il 1808 e oggi alla Galleria Borghese a Roma. La sorella di Napoleone è qui rappresentata solenne, bellissima e potente, con lo sguardo fiero e il tipico colorito ambrato dovuto alla cera che l’artista usava passare per conferire maggior vitalità alle sue sculture. Per renderle vive.

Bastò poco perché Canova diventasse lo scultore più richiesto a livello internazionale – personalità del calibro di Napoleone, Gioacchino Murat e Pio VII – esportando quindi il suo personale concetto di Neoclassicismo anche oltralpe. Tra le opere del periodo abbiamo anche il gruppo scultoreo delle Tre Grazie, (1812-16), conservato al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. La morbida sensualità delle figure di Aglaia, Eufrosine, e Talia fu tale che persino il poeta Ugo Foscolo dedico all’artista un carme, Alle Grazie.

Quando Canova fu incaricato dal governo inglese di dare un parere a proposito dei marmi fidiaci provenienti dal Partenone, egli scrisse all’amico Quatremère: Le opere di Fidia sono vera carne, cioè bella natura. Canova, a differenza di molti artisti neoclassici e in particolare del suo corrispettivo neoclassico in pittura, il francese Jacques Louis David, non utilizzò mai la bellezza per una battaglia ideologica e politica.

L’ammirazione per Canova proseguì anche durante il periodo del Romanticismo, soprattutto in Italia, mentre venne via via ignorato dal primo Novecento, a causa delle prime istanze futuriste che lo ritenevano quasi esclusivamente un mero copista. La sua riscoperta la dobbiamo alle ricerche degli studiosi Hugh Honour e Mario Praz, i quali intorno alla metà del secolo gli conferirono nuovamente la dignità da sempre meritata. Non solo come immenso scultore ma come fondatore ed esportatore di una corrente artistica innovativa nel suo genere, che poneva le basi di quello che sarebbe stato un altro movimento fondamentale: il Romanticismo.

Per omaggiare i duecento anni dalla morte del noto artista, è stato istituito già a fine 2021 il Comitato nazionale per le celebrazioni del secondo centenario, con una serie di iniziative culturali al seguito che vedranno coinvolte più città e istituzioni italiane. Fino al 18 aprile 2022 il MART di Trento e Rovereto ospiterà la mostra Canova tra innocenza e peccato, a cura di Beatrice Avanzi e Denis Isaia (da un’idea di Vittorio Sgarbi). Quattordici opere dello scultore, tra cui Amore e Psiche, Ninfa dormiente, Endimione dormiente, Le Grazie, Venere italica e Maddalena penitente verranno poste a confronto con scatti fotografici (Irving Penn, Horst P. Horst, Carla Cerati, Eikoh Hosoe, Helmut Newton e Robert Mapplethorpe) e sculture di artisti del ventunesimo secolo (Adolfo Wildt, Leone Tommasi, Francesco Messina, Elena Mutinelli, Livio Scarpella, Massimiliano Pelletti, Giuseppe Bergomi, Giuseppe Ducrot, Filippo Dobrilla, Ettore Greco e Igor Mitoraj). Tema del confronto, il corpo e la sua bellezza in tutte le varie sfaccettature.

Ai Musei Civici di Bassano del Grappa, fino al 30 maggio, la mostra Ebe Canova riporta in auge lo splendore della celeberrima statua in gesso del 1817, personificazione della giovinezza, distrutta dopo il bombardamento del 1945. I suoi frammenti, conservati nei depositi dei Musei Civici, sono stati ricomposti grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, in associazione a numerosi dipinti, disegni e testi che offrono un excursus sulla figura di Ebe, mitica figlia di Zeus ed Era, e coppiera degli dei. Oltre all’originale in gesso, della statua esistono ben quattro versioni autografe, scolpite dal 1796 al 1817 e dislocate tra Berlino, San Pietroburgo, Forlì e Regno Unito. Strano a dirsi ma la scultura ricevette all’epoca non poche critiche, probabilmente a causa di elementi (la nuvola), considerati ancora troppo barocchi o l’impiego del bronzo per la coppa e di una patina rosata per simulare l’incarnato dell’Ebe. Fu anche giudicata priva di espressione ma Canova rispose ai suoi detrattori che, se le avesse dato maggiore espressività, non sarebbe stata più Ebe bensì una Baccante. Alla mostra si potrà, inoltre, visionare l’Archivio Canoviano conservato nella Biblioteca, completamente digitalizzato e reso pubblico.

Dal 25 marzo e fino al 26 giugno, la galleria – per l’occasione intitolata a Canova – del Museo Balio di Treviso ospiterà la mostra L’Ottocento svelato. Da Canova al Romanticismo storico, a cura di Fabrizio Malachin e Elisabetta Gerhardinger. Tra le opere esposte, il gesso di Amore e Psiche stanti (1800), il bozzetto delle Tre Grazie e l’edizione integrale delle incisioni dello scultore, donate all’Ateneo da Sartori Canova, fratellastro e abate.

Insomma, una serie di appuntamenti da non perdere assolutamente se si è estimatori dell’arte e della figura di Antonio Canova ma non solo: se si è estimatori della bellezza nelle sue forme più sublimi.

Prec.

I “Quaderni del carcere” di Antonio Gramsci: la favola del castoro

Succ.

Napoli senza Cultura: è tempo di mobilitarsi

Alessandra Trifari

Alessandra Trifari

Classe 1991. Dottoressa in storia dell'arte e disegnatrice. Scrive da sempre e la sua mente viaggia tra arte, cinema, musica e parità di genere. Dei due sentieri, sceglierà sempre il meno battuto.

Articoli Correlati

mario schifano
Appuntamenti

Mario Schifano, un artista a tutto tondo dai primi monocromi alle tele XXL

10 Ottobre 2023

Fino al 29 ottobre 2023 presso Le Gallerie d’Italia, a Napoli: questo il termine ultimo per visitare la mostra dedicata a uno dei più importanti artisti italiani della scena nazionale e internazionale del ventesimo secolo, Mario Schifano. L’esposizione, Mario...

festival delle arti di lecce
Appuntamenti

Il Festival delle Arti di Lecce e la performance dello Shakesperean-neapolitan Theatre

18 Luglio 2023

È da qualche anno che la cultura napoletana emerge in un laboratorio continuo di esperienze e di esperimenti che rendono Napoli – tutto il territorio centrale e periferico – all’avanguardia di un mutamento di rotta che è culturale, antropologico...

bagnoli tra passato e presente
Appuntamenti

“Attraverso i luoghi in attesa”: Bagnoli tra passato e presente

29 Giugno 2023

Inaugurata il 28 giugno in un vernissage presso il ristorante Altoforno Bistrot all’interno del Circolo Ilva Bagnoli, la mostra Attraverso i luoghi in attesa – Bagnoli tra passato e presente è un vero e proprio spin-off di un lavoro...

rest-art
Appuntamenti

“Rest-Art”: il mare come progetto di inclusione

14 Giugno 2023

L’Associazione Life opera da quasi vent’anni nel sociale e in particolare nell’integrazione di “giovani a rischio” dell’area penale campana. Nel suo percorso, iniziato con il restauro delle barche a vela in legno, ha avuto sostenitori che le sono rimasti...

Succ.
Napoli - Cultura - Manfredi

Napoli senza Cultura: è tempo di mobilitarsi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    845 shares
    Share 338 Tweet 211
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1520 shares
    Share 608 Tweet 380
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1107 shares
    Share 443 Tweet 277
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    943 shares
    Share 377 Tweet 236
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    629 shares
    Share 252 Tweet 157
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie