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Cultura

Le ville di Napoli: tra Pizzofalcone e Santa Lucia (parte 4)

A Napoli, accanto alla Villa Pignatelli, tra Pizzofalcone e Santa Lucia, vi è Palazzo Caravita di Sirignano, ex Torre de Alarcón, con ingresso principale su via del Rione Sirignano n. 2. Come scrivono Yvonne Carbonaro e Luigi Cosenza nel loro Le ville di Napoli: La costruzione risale agli anni intorno al 1535 e fu voluta dal marchese della Valle della casa de Mendoza, don Ferdinando Alarcón, che non ebbe modo di terminarla. Completata successivamente dagli eredi degli Alarcón e via via trasformata in palazzo, nel Settecento passò al principe Caracciolo di Torella come bene dotale di un’unica figlia.

Nel 1838 divenne proprietà del conte di Siracusa Leopoldo di Borbone, noto per le sue idee liberali. Egli lo fece rimodernare dall’architetto Fausto Niccolini. L’edificio passò dopo il 1860 al barone Compagna e infine al principe Caravita di Sirignano che lo fece ricostruire dotandolo di una seconda torre simmetrica a quella antica. Gli interventi condotti a partire dal 1889 per volontà del Sirignano furono radicali. I lavori comportarono, su progetti e sotto la direzione di Francesco Chioccarelli ed Ettore Vitale, la completa ristrutturazione degli esterni secondo soluzioni di gusto neorinascimentale

L’ingresso del palazzo è stato spostato, gli arredi e le decorazioni cambiati secondo il gusto floreale. Probabilmente l’intervento più importante è legato allo scalone di accesso al piano nobile: le parti scolpite sono state realizzate da Francesco Jerace, di gusto neorinascimentale, e quelle floreali sono opera del fratello Vincenzo. Vi sono poi i bassorilievi, ispirati all’Art Noveau, che raffigurano la Fauna e la Flora, eseguiti anch’essi da Vincenzo Jerace.

Sempre nel 1889, il Palazzo Caravita di Sirignano ha ospitato la Società Napoletana degli Artisti, il Museo Giuseppe Caravita Principe di Sirignano, e fu abitazione del conte de Marzi, Placido de Sangro, che ha donato al Museo della Floridiana la raccolta di porcellane. Dal 1937 il palazzo è diventato sede della compagnia di navigazione Tirrenia, mentre nel 2017 è stato acquistato dall’imprenditore napoletano Nunzio Colella con lo scopo di trasformarlo in un hotel di lusso.

Presso il civico n. 36 dell’Arco Mirelli si trova la villa poi Palazzo Torre. Tra il Seicento e il Settecento il marchese Torre, che era già proprietario di un palazzo nel centro cittadino, fece costruire una villa di delizie con vista sul mare, dotata di un grande parco. La costruzione è presente, inoltre, nella mappa del duca di Noja. La villa, che è stata ampliata nel corso del tempo, è diventata poi palazzo. Del suo antico splendore conserva ancora le decorazioni sulla facciata a stucchi di gusto rococò, il portale, l’androne con volta a borre, ma anche la scalinata e il cortile.

Verso Santa Maria del Parto, a Mergellina, Domenico Barbaia o Barbaja, impresario del teatro di San Carlo, possedeva una grande dimora. Villa Barbaia comprendeva un teatro, un ampio giardino, diverse grotte e tantissime stanze. Giovan Battista Chiarini, a tal proposito, ha riferito: Questo palazzo, edificato ne’ primi anni del secolo che corre per sua delizia da Domenico Barbaja milanese nel luogo dove erano altri antichi casini sulla strada di Mergellina, oggi è posseduto da suo figlio. Il disegno fu tracciato dallo stesso padrone, e le fabbriche da lui dirette a capriccio. Per il che è un edificio pieno di stravaganze nel suo concepimento, e senza alcun fiore architettonico; non manca del resto di tutti i comodi, e de’ dilettevoli trattenimenti necessari alla ricreazione e al riposo. Da sopra le logge si vede benissimo la prossima torre edificata da Iacopo Sannazzaro presso la chiesa di S. Maria del Parto. Attualmente la costruzione è stata trasformata in un grande condominio.

Le ville di Napoli: tra Pizzofalcone e Santa Lucia (parte 4)
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