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Cultura

Le Ville di Barra: da Villa Amalia a Villa Letizia (2° parte)

Barra, quartiere dell’area orientale di Napoli, ha origini piuttosto antiche: si parlava di ville, infatti, già nel periodo romano dove sorgevano, nello specifico, costruzioni rustiche grazie alla vicinanza del fiume Sebeto. Prima dell’anno 1000 iniziarono a formarsi nuclei abitativi, i due casali – anche se questo termine non era ancora usato – Sirinum e Casavaleria. Tra il 1600 e il 1700, invece, cominciarono a essere erette numerose ville nobiliari, alcune ancora oggi visibili nel centro storico di Barra, come quella del pittore Francesco Solimena.

Domenico Antonio Parrino nel suo Nuova guida de’ forastieri […] racconta di quanto, nel Settecento, Barra fosse all’apice del suo splendore, con bellissime ville edificate con ricchi e ampi giardini. Così scrive: A sinistra è il Casale della Barra ricco di Palazzetti di molti Cavalieri, che per goder delle Ville, ci vengono l’estate ad abitare, e tra questi vi è quello del Marchese del Vasto, che fu di Gaspare Roomer; con bellissimi Giardini, stanze e giuochi d’acqua, oggi del Principe di Marsico Nuovo Pignatelli. Un altro del Conto dell’Acerra da Cardenas, e altri.

Percorrendo il corso Sirena e anche vico Santa Lucia, diventato poi nel 1881 via Gian Battista Vela, è possibile scoprire, per le sole ancora visibili oggi, le ville di Barra, tra cui Villa Amalia, Palazzo Bisignano, Villa Filomena, Villa Giulia, Villa Letizia e tante altre.

Villa Amalia, che si trova su via Gian Battista Vela al numero civico 273, è la casa di campagna del barone Covelli. Costruita nel XVII secolo, con funzione di dimora rustica, fu sottoposta a modifiche e aggiunte tra la fine del Seicento e il XVIII secolo. Yvonne Carbonaro e Luigi Cosenza ne Le ville di Napoli la descrivono così: Trattasi di una bella villa rustica del Seicento che si sviluppa secondo uno schema a L. Lungo la facciata corre una cornice marcapiano in piperno, che funge da divisione tra il piano terra e il primo piano. Il portale d’ingresso, di chiaro gusto manierista, presenta un arco a tutto sesto ed è inquadrato da due paraste sormontate da un timpano interrotto al centro dall’inserimento di un balcone con timpano di forma triangolare. […] Attualmente, in seguito agli interventi effettuati, versa in discrete condizioni di conversazione, anni addietro risultava piuttosto dissestata al punto che l’ala destra era stata sgomberata.

Villa Bisignano, anche conosciuta come Villa Roomer e Palazzo Bisignano Chiaromonte di Sanseverino, si trova invece su corso Sirena al numero 67. Si tratta di una delle ville del Miglio d’Oro, nonché censita e tutelata dall’Ente per le Ville Vesuviane. Fu edificata nel 1500 circa dalla famiglia Carafa di Maddaloni e ampliata nel 1630 dal nuovo proprietario, il banchiere Gaspare Roomer. Al suo interno sono presenti degli affreschi di Aniello Falcone, del 1647, che l’artista realizzò proprio per Roomer. In totale sono cinque: La battaglia tra Istraeliti ed Amalachiti, L’Attraversamento del Mar Rosso, L’Adorazione del serpente di bronzo, Mosè fa scaturire l’acqua dalla rupe e Il Ritrovamento di Mosè. Yvonne Carbonaro e Luigi Cosenza scrivono: Per i danni causati dall’eruzione degli inizi del XVIII secolo fu necessaria una ristrutturazione. Acquistata nel 1765 dal Conte Pietro Antonio di Sansevero, risultava all’epoca organizzata ancora secondo l’impianto seicentesco con “Masseria” o “Giardino grande”, “Palazzo grande” e “Loggia”. Elemento caratterizzante è oggi la torre, sormontata da una merlatura forse ottocentesca. […] Il figlio del conte, il principe Sansevero di Bisignano, consigliere del re, raddoppiando lo zelo continuò nell’opera iniziata dal genitore fino a creare un vero e proprio orto botanico, che è un’ulteriore testimonianza, insieme ai giardini del passeggio della villa (Villa Reale) e a quelli curati dal botanico Denhardt per dimore di Capodimonte e del Vomero, degli interessi botanici e naturalistici presenti nella Napoli borbonica.

Altra residenza storica di Barra è Villa Filomena che si trova sul corso Sirena al numero 55. La struttura è probabilmente tra le più antiche della zona vesuviana che, con il Palazzo Bisignano, è riportata sulla Mappa del Duca di Noja. La villa, nella sua struttura, è rimasta quasi inalterata, seppur sia scomparso il giardino con il viale. La facciata si sviluppa su tre livelli ed è dotata di un basamento inclinato, a scarpa, per opporsi al deflusso delle acque torrentizie, che conferisce alla villa la caratteristica di fortino.

Villa Giulia, o De Gregorio di Sant’Elia, si trova in via Tropeano al numero 68 ed è anch’essa inserita nella Mappa del Duca di Noja, individuata come villa e delizia di San Nicandro. Si tratta di una delle ville più belle di Barra ed era composta dal solo cortile di fabbrica, priva dell’emiciclo aggiunto successivamente. Secondo quanto scritto da Romano Marino nel suo Cari paesani, la forma attuale della villa fu progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli. Delle originarie forme settecentesche oggi rimane ben poco perché l’edificio fu interamente rimaneggiato nel 1866 dall’architetto Nicola Breglio rispettando solo in parte il disegno della facciata, scrivono ancora Yvonne Carbonaro e Luigi Cosenza.

Villa Nasti, ora chiamata Villa Letizia, si trova in via Vela al numero 110 e fu costruita nel XVIII secolo. Questa abitazione apparteneva alle nobili famiglie Cantalupo e Nasti, ma acquisì il nome Letizia e, nel 1880, subì diverse modifiche, seguendo il gusto dell’epoca. Fu restaurata negli anni Venti del Novecento e poi, purtroppo, frazionata durante la Seconda guerra mondiale. Abbandonata dagli inquilini in occasione del terremoto del 1980, è stata restaurata con i fondi del Commissariato Straordinario di Governo per la Ricostruzione e inizialmente destinata dall’amministrazione comunale a “Casa della città”, luogo di mostre e convegni sull’urbanistica a cura del Dipartimento Urbanistica con attività a favore di ragazzi disabili in alcuni locali a piano terra. Yvonne Carbonaro e Luigi Cosenza aggiungono infine: Sul terreno retrostante è stato realizzato un parco pubblico dall’allora sindaco Antonio Bassolino.

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