• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Le comunità ecofilosofiche, un progetto per salvare l’umanità

Redazione di Redazione
14 Febbraio 2024
in Lapis
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

L’idea di costituire comunità ecosolidali e, dunque, secondo una coerenza ecofilosofica – dove per ecofilosofia si deve intendere la volontà di conoscere, sapere, amare, aver cura dell’altro – nasce da un’istanza lontana nel tempo, come ci ricorda Karl Marx nella sua lettera a Ruge del 1843. Nasce come il sogno di ricostruire la comunità umana secondo principi di giustizia e libertà. Un sogno che è un antico lavoro che l’umanità fa su se stessa, un lavoro quasi biblico, titanico, in cui far emergere il bisogno dell’essere delle cose insieme con gli uomini e la natura; che è anche il compito affidato agli uomini sapienti quel tanto che basta per sentire questo sentimento dell’altro come fondamentale.

È solo il sogno di una cosa, una premonizione antropologica di un profetismo moderno o non è anche, nello spirito hegeliano questa volta, la necessità stessa dei giorni moderni, ove questa possibilità cozza contro l’arcaismo dei tempi e s’incontra altresì con lo sviluppo delle forze immateriali e materiali dell’epoca contemporanea?

Può interessartianche...

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

Raptors in the garden: Canti di grazia di Achille Campanile e Vasca

È sotto gli occhi di tutti che se non andiamo verso la costituzione di comunità ecosolidali, l’abisso del demoniaco e del nulla, dell’odio e della guerra senza fine è quello che ci aspetta. Una lotta sì tra bene e male, intesa da una parte come la volontà dei popoli e delle classi dell’eliminazione delle ingiustizie e, dall’altra, come la volontà di perseguire il male, come l’affermazione di potenza che, per forza di cose, prevede l’eliminazione dell’altro. Oggi ci appare, quest’ultima, una soluzione liquidatoria, barbarica fino in fondo e la soluzione finale per eccellenza è anche quella che sottace la barbarità dell’ultimo Novecento, dove sterminio, genocidio, annichilazione e distruzione sono le idee fondamentali dell’odio.

Dunque pensare alla costruzione delle comunità ecofilosofiche è un compito quasi messianico, ce ne rendiamo conto, quasi biblico, ove per messianico e biblico deve intendersi la vocazione ultima, il destino dell’uomo, la sua restitutio ad integrum, la sua ricomposizione nel corpo e nello spirito, nel corpo e nello spirito della comunità. Gli antropologi chiamano questa restitutio ad integrum ricomporre la “tazza rotta”.

Nel corso del tempo, seconda una leggenda indiana, l’egoismo dell’uomo ha decomposto, destrutturato e poi distrutto la sua natura comunitaria, il suo essere per l’altro. La sua relazione fondamentale con gli altri e con la natura, che non è mai stata fuori dell’umano, se non quando l’egoismo proprietario non ha distrutto questo essere gli uni per gli altri in un mutuo soccorso continuo: cooperazione, solidarietà, spirito di collaborazione, aiuto reciproco.

Si sono scalate così le montagne, riparate le case distrutte, costruite delle nuove, accumulato un sapere concreto che ha prodotto sì una divisione sociale del lavoro ma sempre come laboriosità comune. E adesso, con tutta la ricchezza accumulata, con tutto il sapere accumulato, con la tecnologia enorme e raffinatissima di cui disponiamo, vogliamo recedere nell’antro della incoscienza e del cannibalismo sociale? Già siamo oltre l’umano e scivolati da tempo nell’inumano. Ma il passaggio a nord ovest tocca a noi indicarlo e costruirlo.

Esiste oramai una rete di associazioni, cooperative, di comunità sapienti ed ecosolidali che cresce come nuova coscienza civile e politica in ogni dove sul pianeta Terra, movimenti che reclamano la vita e non la morte, movimenti che chiedono l’abolizione dell’odio e della guerra, la collaborazione e la comunicazione dei saperi individuali e collettivi, come nuova intelligenza collettiva, come nuovo “valore” su cui far crescere i bisogni e la ricchezza del mondo. Ecco il primo atto che queste reti interconnesse oramai dal globalismo elettronico devono compiere è un atto fondativo, di una nuova costituzione universale e costruire queste città d’asilo così come l’ultimo Derrida suggeriva, come luoghi di cooperazione e solidarietà. Non è una utopia, è una necessità possibile.

Per favorire questa nascita e costruzione è sorto un comitato promotore locale, napoletano, nazionale e internazionale che ha visto adesioni significative nel campo dell’arte, dell’economia, delle conoscenze ad hoc, dove per conoscenze ad hoc s’intendono conoscenze specifiche per la costruzione di comunità, città intelligenti ed ecosolidali.

In Danimarca, come in Germania, come in molte zone dell’Italia, nelle stesse zone di sottosviluppo (ammesso che ve ne siano oramai) le comunità umane ecosolidali ed ecofilosofiche sono una normalità e non un’eccezione. Ecco, il nostro sogno di una cosa è far diventare la ecosolidarietà umana la normalità e non l’eccezione.

Il comitato provvisorio che promuove questo progetto è composto da: Daize Coimbra del collettivo ecofemminista di Santerra, Brasile; Romualdo Dias, storico, ecofilosofo, collaboratore per anni di Leonardo Boff, sociologo, filosofo e teologo della liberazione; Vincenzo Crosio, storico della conoscenza; Achille Flora, economista del territorio; Mario Nicoletti, antropologo ed etnomusicologo; Valeria Spinelli, architetto e politico; Giansalvo Pio Fortunato, poeta e filosofo della prassi; Alessandro Lana, economista e capo della formazione e della progettazione del Centro studi sociali Sandro Pertini; Francesco Terracciano, poeta e critico letterario.

Contributo a cura di Vincenzo Crosio

Prec.

Prostituzione e letteratura: qualche consiglio di lettura

Succ.

Festa, farina, forca e Fantasanremo: la RAI siamo noi che ridiamo

Redazione

Redazione

Articoli Correlati

Camera Chiara

Le parole che non diciamo: il silenzio fotografico e la parola mancata

26 Marzo 2026

Le parole tra noi leggere, lo ha scritto Lalla Romano, lo ha sussurrato Eugenio Montale nel suo Due nel crepuscolo e lo ripete il Salone del Libro di Torino per la sua XXXVII edizione. Ma oggi cosa resta di...

mimmo-jodice-fotografo-tempo
Camera Chiara

Mimmo Jodice, il fotografo che rende visibile il tempo

22 Marzo 2026

La fotografia di Mimmo Jodice ha spesso come protagonista il tempo, un tempo sospeso che va oltre il momento. Il fotografo partenopeo, che si è spento lo scorso 28 ottobre all’età di 91 anni, ha iniziato a sperimentare quest’arte...

Raptors in the garden Achille Campanile e Vasca
Lapis

Raptors in the garden: Canti di grazia di Achille Campanile e Vasca

22 Marzo 2026

Siamo in un periodo in cui la musica tiene conto delle logiche aziendali come se fosse una qualsiasi industria e non in quanto forma d’arte. Il talento pare essere misurato solo e sempre in numeri, in dimensioni, in proporzioni....

Sebastião-Salgado-fotografia
Camera Chiara

Sebastião Salgado: la fotografia come atto di resistenza

22 Marzo 2026

Sebastião Salgado, nato ad Aimorés, Brasile, l’8 febbraio del 1944, è stato un fotoreporter che ha fatto della documentazione sociale una forma di poesia visiva e della bellezza un atto politico. Figlio unico di un allevatore di bovini, studiò...

Succ.
rai fantasanremo mara venier

Festa, farina, forca e Fantasanremo: la RAI siamo noi che ridiamo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    576 shares
    Share 230 Tweet 144
  • “Cime tempestose”: erotismo senza il coraggio di indulgere nell’osceno

    405 shares
    Share 162 Tweet 101
  • Le ville di Napoli: il Vomero e le dimore “gentilizie” (parte 2)

    356 shares
    Share 142 Tweet 89
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    979 shares
    Share 392 Tweet 245
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    658 shares
    Share 263 Tweet 165
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie