• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“La sottrazione”: la militanza dei genitori attraverso gli occhi dei figli

Giusy Santella di Giusy Santella
29 Ottobre 2020
in Billy
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Santiago, la pioggia di cenere e il peso della memoria. Sono tre degli elementi essenziali de La sottrazione, esordio dell’autrice cilena Alia Trabucco Zerán, pubblicato dalla casa editrice SUR lo scorso settembre. Protagonisti e voci narranti sono Felipe e Iquela, figli di ex militanti la cui lotta grava pesantemente sulla prole, segnata da eventi che, pur non avendo vissuto in prima persona, ne sono parte indelebile della quotidianità.

Le esistenze dei ragazzi, che hanno trascorso la propria infanzia insieme, immaginando futuri congiunti, sembrano riunirsi con l’arrivo a Santiago di Paloma, figlia di due attivisti in esilio, la cui madre, prima di morire, ha espresso il desiderio di essere seppellita in quella terra che ha sempre considerato sua, nonostante l’abbia nel corso del tempo più volte rinnegata. Sarà proprio il mancato arrivo del corpo della donna in Cile a dare vita a un road trip a bordo di un carro funebre durante il quale Paloma coinvolgerà Iquela e Felipe, facendo riemergere vecchie memorie e ferite d’infanzia mai guarite.

Può interessartianche...

Folk horror e drammi adolescenziali: il romanzo d’esordio di Nadia Attia

Un libro per chi ha amato “Split”: “Una nuova nuova me” di Helen Oyeyemi

Funeral & the city: il romanzo caustico di Tea Hačić-Vlahović

Il racconto si apre con il primo incontro di Iquela e Paloma, quando da bambine venivano trascinate dai genitori in lunghe riunioni durante le quali segreti sussurrati diventavano talvolta discussioni accese. Prosegue, poi, con la descrizione delle infanzie e delle adolescenze dei ragazzi, spesso colme di solitudine e inadeguatezza, con continui flashback che spingono il lettore a fare uno sforzo per collocare temporalmente i vari segmenti.

La rivoluzione cilena vissuta dai padri viene, dunque, narrata attraverso lo sguardo dei figli: ci tornano alla mente, leggendo, le scene raccontate da Nanni Moretti in Santiago appena due anni fa, la resistenza a Pinochet sembra scorrerci davanti agli occhi, le ferite sono profonde e le ombre del passato abitano ancora la città di cui ci parla Alia Trabucco Zerán. Temi centrali sono la morte e il peso della memoria, macigni sulla testa di Iquela e Felipe, che continuano a rincorrerne il senso. Lui, ossessionato dai defunti, che sembrano intralciare sempre il suo cammino e che il ragazzo, con pedissequa attenzione, segna su un quaderno sul quale opera una sottrazione con il numero dei vivi, in una ricerca malata dell’essenza stessa della fine e della sua ineluttabile precisione. Lei, che rifugge sua madre e l’odore di morte con cui ha dovuto convivere, nascondendosi nei suoi scritti, ma ritornando sempre allo stesso punto: Mia madre sta facendo tutto questo per me, qualunque cosa essa sia.

Un passato e un’eredità politica ingombranti, qualcosa di cui non ci si libera facilmente, che ci coinvolge attraverso uno stile scorrevole e una sorta di flusso di coscienza, fino a farci avvertire lo stesso peso che sentono i protagonisti: c’è qualcuno in grado di sopportare una tale storia e renderla con le proprie azioni degna?

Cenere, morte e memoria: le vite dei personaggi si rincorrono e finiscono per diventare un tutt’uno fondendosi nel ricordo del passato. Ci sono eventi che rimangono nell’anima di un uomo fino a farla propria e sicuramente la dittatura di Pinochet è uno di questi per il popolo cileno, nulla che si possa superare con una folata di vento o un soffio veloce. Vite stroncate, legami recisi, scelte che segneranno i protagonisti per sempre: prima tra tutte quella di continuare a resistere o rifugiarsi all’ambasciata, un’ombra che ricorre frequentemente nei racconti di Consuelo, madre di Iquela, la cui vita è votata completamente alla resistenza, senza alcun dubbio né indecisione.

Emblematica la commozione con cui Consuelo racconta il suo brevissimo cedimento – poco prima che Pinochet irrompesse definitivamente nella loro quotidianità – quando con altri militanti aveva deciso di fuggire. Insieme avevano stabilito il piano in tutti i dettagli: la camminata lungo il muro dell’ambasciata, il cambio di guardia e l’agile salto sulle auto per passare al di là del confine, dove sarebbero stati sicuri. Ma la volontà era presto vacillata e, al presentimento che suo marito fosse stato catturato, la donna aveva ceduto: ci sono lotte che non possono non essere portate a termine.

Probabilmente, un libro, La sottrazione, che acquista ancora più valore dopo le recenti scelte del popolo cileno che ha avuto il coraggio di spostare la propria battaglia dalle piazze alle urne e di fare il primo passo per liberarsi definitivamente di un tragico passato. Un viaggio che tutti i lettori sono chiamati a compiere con coraggio, lasciandosi trascinare attraverso la resistenza, la disperazione, l’esilio, le Ande e, infine, i ricordi dei protagonisti. Una memoria di cui non si può fare a meno e che tutti siamo tenuti ad accogliere per capire il futuro.

–

Sostienici: acquista questo titolo direttamente al link sottostante

Prec.

Salvatore Caradonna (Addiopizzo): «A Borgo Vecchio reazione forte, ma attenti a non generalizzare»

Succ.

Decreto Ristori: non c’è posto per gli invisibili

Giusy Santella

Giusy Santella

Articoli Correlati

nadia attia
Billy

Folk horror e drammi adolescenziali: il romanzo d’esordio di Nadia Attia

14 Ottobre 2026

«È per il tuo bene: tua nonna è la migliore guaritrice del Nord e potrebbe riuscire a risolvere questa cosa prima che tu compia diciott’anni, il mese prossimo». «Perché? Cosa succederà allora?» Tessa fissa la figlia - gli occhi tondi...

oyeyemi
Billy

Un libro per chi ha amato “Split”: “Una nuova nuova me” di Helen Oyeyemi

30 Settembre 2026

Care mie, non è un segreto che il giorno in cui mi avete eletta capobranco è stato il più felice della mia vita. Ce lo meritavamo tutte: chiunque tra noi poteva aggiudicarsi il lunedì e fare un figurone. Eppure,...

give me danger
Billy

Funeral & the city: il romanzo caustico di Tea Hačić-Vlahović

30 Settembre 2026

Con lui voleva comportarsi bene, il che significava reprimere la propria natura. Era rimasta virtuosa per un anno. Una sera si era fatta troppe birre insieme a un corrispondente di guerra e si era lasciata infilare un dito dentro...

László Krasznahorkai
Billy

Il senso della vita attraverso una manciata di farfalle: “La sicurezza della nazione ungherese” di László Krasznahorkai

13 Agosto 2026

l’altro compito principale del Museo Ungherese di Scienze Naturali: far conoscere alla popolazione ungherese l’infinita ricchezza della natura, e purtuttavia non bisogna mai essere del tutto soddisfatti dell’operato svolto, affermò, poiché - come avrebbero convenuto tutti i presenti -...

Succ.
decreto ristori

Decreto Ristori: non c’è posto per gli invisibili

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    842 shares
    Share 337 Tweet 211
  • “Digger” di Alejandro Iñárritu: il mostro sono io, ma gli ipocriti siete voi

    305 shares
    Share 122 Tweet 76
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    516 shares
    Share 206 Tweet 129
  • Funeral & the city: il romanzo caustico di Tea Hačić-Vlahović

    304 shares
    Share 122 Tweet 76
  • “Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

    311 shares
    Share 124 Tweet 78
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie