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I libri sopra le righe della Pidgin Edizioni

Francesca Testa di Francesca Testa
11 Maggio 2018
in Interviste
Tempo di lettura: 3 minuti
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La Pidgin Edizioni è una casa editrice napoletana dallo spirito innovativo e provocatorio che ha tanta voglia di sperimentare e, soprattutto, l’intento di fare da ponte tra culture e lingue diverse. Ho avuto il piacere di intervistare colui che ha portato avanti questo desiderio: Stefano Pirone.

La Pidgin Edizioni è una realtà partenopea molto giovane. Mi racconteresti com’è nato il progetto e chi sta portando avanti, con te, questo sogno editoriale?

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«Ho cominciato a coltivare l’idea di avviare un mio progetto editoriale mentre lavoravo per un’altra casa editrice napoletana dove ho avuto modo di imparare alcune dinamiche di base di come funziona un’azienda di questo tipo, ma soprattutto mi sono fatto un’idea di come avrei gestito diversamente l’attività e specialmente la linea editoriale. Unendo questa esperienza a quella di traduttore freelance che porto avanti da anni in diversi settori, ho dato vita al progetto Pidgin Edizioni, in cui pubblicare opere letterarie di impatto e sopra le righe. In questa avventura sono affiancato da Francesca, Raffaella e Giovanna, che danno un contributo inestimabile con traduzioni, revisioni e idee.»

Siete specializzati in libri sopra le righe: in che senso? Cosa caratterizza i vostri testi? 

«Lo slogan di libri sopra le righe, mentre adotta l’immagine delle righe della carta stampata, sintetizza lo spirito di superamento dei limiti che proponiamo con la nostra letteratura. A volte, i limiti sono quelli del linguaggio, della letteratura tradizionale o delle frontiere, altre sono quelli del perbenismo e di ciò che è

reputato “accettabile”. Questa personalità forte della casa editrice viene ben rappresentata anche dal suo stesso nome. Le lingue pidgin sono sistemi linguistici non ufficiali e non standardizzati che si vengono a creare con l’incontro tra lingue diverse per permettere la comunicazione tra sfere culturali distanti. Spesso, hanno avuto origine nell’interazione tra un popolo dominato e un altro colonizzatore. L’idea di questo ponte linguistico che permette a un gruppo culturale considerato “minoritario” (anche se non per numero) di esprimersi nell’interazione con altre culture è davvero adatta a rappresentare ciò che vogliamo fare con i nostri libri. La parola pidgin incarna a suo modo il superamento dei confini, il mescolamento dei linguaggi, ma rievoca anche le immagini di adattamenti ad ambienti ostili e di stili di vita al limite. Ne consegue che i nostri testi sono caratterizzati da un forte impatto (i proverbiali “cazzotti nello stomaco”) e da un uso creativo del linguaggio e della forma narrativa.»

Ci sveli qualcosa su un vostro nuovo progetto?

«Dopo le tinte più fosche dei nostri primi due romanzi, Il reattivo e Mira corpora, la nostra nuova pubblicazione Billy Argo: il ragazzo detective fallisce adotta un tono più leggero (pur essendo pervaso di black humor), nonostante il presupposto tragico da cui parte: Billy Argo, colui che in infanzia era stato il tipico bambino detective geniale dei romanzi e fumetti per ragazzini, ora ha trent’anni ed è appena stato dimesso da un istituto di igiene mentale dove era stato ricoverato per l’acuta depressione e il tentato suicidio che seguirono il suicidio della sorella minore (e sua spalla indivisibile) Caroline. Ora, confuso e ancora un po’ bambino dentro, deve adattarsi a un mondo che sente completamente estraneo, illogico per una mente razionale come la sua, ed è costretto ad affrontare entità misteriose nonché spaventosi assaggi di vita “normale”. Questo percorso di riadattamento lo costringerà a combattere paure segrete, a uscire dalla sua comfort zone e, probabilmente, a mettere una pietra sopra la sua meravigliosa infanzia perduta e la morte della sorella. Quello che è assolutamente unico in questa opera, oltre al coinvolgimento dettato dalla scrittura e dalla trama, è il modo in cui l’autore Joe Meno (già conosciuto in Italia per l’opera I capelli dei dannati) gioca con le convenzioni della letteratura e dei romanzi investigativi, creando una distorsione straniante ed eccentrica, a volte ilare e a volte commovente, ma soprattutto memorabile. Non a caso, il libro è un best-seller negli Stati Uniti.»

Cosa avete in mente per il futuro?

«Stiamo definendo le prossime pubblicazioni da tradurre, tra cui potrebbero figurare anche raccolte poetiche. Nel frattempo, analizziamo le tante proposte editoriali di autori italiani che ci arrivano, cercando opere che rispondano perfettamente all’idea di base e allo spirito di Pidgin Edizioni. Infine, ci stiamo preparando alle imminenti importanti fiere dell’editoria italiana a cui abbiamo aderito: il Salone Internazionale del Libro di Torino (10-14 maggio) e Napoli Città Libro (24-27 maggio).»

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