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Helmut Newton: la seduzione potente e provocatoria della fotografia

Francesca Testa di Francesca Testa
21 Febbraio 2024
in Appuntamenti, Camera Chiara
Tempo di lettura: 4 minuti
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Helmut Newton. Fotografie è un giro per il mondo, dove il mondo però non si distingue, sono le donne a raccontarlo con le loro pose sensuali e gli sguardi forti. Le donne che, attraverso i suoi scatti, diventano protagoniste indiscusse, si raccontano e raccontano della bellezza delicata, della forza incredibile, della leggera fragilità. Corpi nudi che non creano imbarazzi, ma un racconto continuo, armonioso, arricchito da pose e sguardi che narrano un storia incompleta, una storia che il visitatore deve in qualche modo concludere.

Il progetto della mostra White Women/ Sleepless Nights/ Big Nudes è nato nel 2011 da un’idea di June Newton, vedova del fotografo nonché presidente della Helmut Newton Foundation. Si tratta di una raccolta di istantanee dei primi tre libri pubblicati dall’artista che mostrano il suo lavoro a partire dalla fine degli anni Settanta sino ai primi anni Ottanta. Il titolo, così come gli allestimenti, sono stati adattati proprio in base a queste tre sezioni. I libri racchiudono, infatti, immagini chiave che permettono di comprendere al meglio l’occhio di Newton e quindi, il suo modo di fare fotografia. Il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, ospiterà questa incredibile esposizione – curata da Matthias Harder e Denis Curti – dal 25 febbraio al 18 giugno 2017.

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Con White Women, Newton introduce nel mondo della moda degli anni Settanta il nudo e l’erotismo, temi che provocano e sconvolgono completamente il concetto di foto di moda enfatizzando come la donna si sia evoluta nella società occidentale. Una visione, la sua, ispirata dalla storia dell’arte e in particolare dalle opere di Francisco Goya, Maja desnuda e Maja vestida. Nei suoi scatti, quindi, vengono immortalate modelle, vestite e nude, in pose simili ai quadri d’arte.

   

Con Sleepless Nights – fine anni Settanta – vi è una transizione dalla foto di moda ai ritratti e l’evoluzione dei ritratti a veri e propri reportage di scene del crimine. Questi scatti – realizzati per diversi magazine, primo tra tutti Vogue – andranno a definire perfettamente il suo stile consolidando Newton quale icona della fashion photography. Scatti tutti nuovi che vedono le sue modelle indossare o usare, con audace disinvoltura, selle di cuoio o corpetti ortopedici. Quest’ultimo caso, in particolare, è un vero e proprio omaggio del fotografo al cinema espressionista del tedesco Erich von Stroheim.

Newton è divertito dalla provocazione e dall’ambiguità, nonché completamente affascinato dalla somiglianza tra modelle e manichini, un’ambiguità, appunto, che per lui nasce dal virus della menzogna, una bugia però mai oggettiva.

  

Con Big Nudes, ormai nei primi anni Ottanta, l’artista inaugura una dimensione della fotografia tutta nuova, creando delle gigantografie che, con prepotenza, conquistano il mondo museale e quello delle gallerie. Queste immagini, che ritraggono bellissime donne a grandezza naturale, dimostrano ancora una volta quanto la donna sia importante, vera musa ispiratrice che nella sua dolce sensualità raccoglie un carisma eccezionale.

  

Ma le sue modelle non sono tutte perfette e non sempre rispecchiano i canoni di bellezza dell’epoca. Ciò che il fotografo cerca è qualcosa di unico, “la ragazza giusta al momento giusto”, la “ragazza perfetta” da riconoscere al primo sguardo in grado di cambiare in maniera radicale il suo ideale di donna. Con alcune modelle condivide un passato simile, fatto di cambiamenti importanti – un nome nuovo, un paese nuovo – con altre, invece, crea un rapporto speciale che pone in secondo piano la mancanza di esperienza o il fisico imperfetto. A contare di più, infatti, non è quello che ricerca il pubblico, ma ciò che egli stesso desidera.

La sua vita viene in qualche modo raccontata da queste fotografie, piccole manie che i corpi femminili non riescono a nascondere. Prima tra tutte è la serie di immagini dedicata alle piscine: la piscina agli occhi di Newton è totem del mondo irraggiungibile e perfetto, un lusso al cui bordo può accadere di tutto. Un’ossessione la sua che gli permette di superare i limiti e portare un’incredibile innovazione nella fotografia di moda rompendo gli schemi con set esterni assolutamente originali.

  

Sono tantissimi i giudizi controversi che questo grande fotografo ha attirato su di sé, ad esempio l’immagine di cattivo ragazzo dalla quale ha plasmato il personaggio che è poi diventato. Del resto, lui stesso una volta ha detto: “Bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione”. Di certo, Helmut Newton non ha deluso le aspettative.

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Comments 4

  1. Stefania says:
    9 anni fa

    dall’articolo traspare , oltre che una grande capacità di scrittura e di sintesi, anche una grande conoscenza del mondo della fotografia e di analisi critica.Non conoscevo il fotografo, ora si. Complimenti.

    Rispondi
  2. Stefania says:
    9 anni fa

    dall’articolo traspare , oltre che una grande capacità di scrittura e di sintesi, anche una grande conoscenza del mondo della fotografia e di analisi critica.Non conoscevo il fotografo, ora si. Complimenti.

    Rispondi
  3. Stefania says:
    9 anni fa

    dall’articolo traspare , oltre che una grande capacità di scrittura e di sintesi, anche una grande conoscenza del mondo della fotografia e di analisi critica.Non conoscevo il fotografo, ora si. Complimenti.

    Rispondi
  4. Stefania says:
    9 anni fa

    dall’articolo traspare , oltre che una grande capacità di scrittura e di sintesi, anche una grande conoscenza del mondo della fotografia e di analisi critica.Non conoscevo il fotografo, ora si. Complimenti.

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