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Barcellona e il suo parco incantato: la Ciutadella

Barcellona, meta tanto ambita, città piena di vita e di colori, un trionfo di arte, cucina e movida. Una perla mediterranea e cosmopolita che racchiude in sé una storia antica: dai resti romani del tracciato urbano fino ai quartieri medievali, dagli esempi unici del Modernismo fino alle avanguardie del XX secolo.

Una città dall’intensa cultura popolare, ricca di manifestazioni antiche quali la Festa della Mercé, le feste dei quartieri Grácia, Sants e Poblenou, dove modernità e tradizione sembrano fondersi sia per la sua cultura gastronomica innovativa che per le sue strade che ne rispecchiano perfettamente lo spirito d’integrazione.

Il caos della Barceloneta e l’incredibile movida delle Ramblas sembrano però dimenticati e lontani nel polmone verde della città: il parco della Cittadella, parc de la Ciutadella. Oltre l’Arc de Triomf si raggiunge questo “giardino incantato”, un luogo al di fuori della realtà immersa nel verde e dove – paradossalmente – in passato vi era una roccaforte militare.

Alberi e prati, laghi e cascate dove proprio la Cascada monumental è una delle attrazioni da non perdere: un connubio perfetto tra architettura e acqua. La Cascada – costruita tra il 1875 e il 1888 – è opera di Josep Fontseré i Mestre, aiutato da un giovanissimo Gaudí. Un arco trionfale, cuore della fontana, con scale in marmo e al centro la Naixement de Venus, dea della bellezza, un monumento dalle dimensioni incredibili, uno spettacolo di zampilli d’acqua creato dai maestosi dragoni posti al suo interno. Più in alto, una scultura dorata la rende ancora più speciale: si tratta della dea Aurora che, condotta da quattro cavalli verso il cielo, tende la sua torcia illuminando così, ogni mattina, il mondo.

Passeggiando per lo splendido parco, è possibile imbattersi poi in un edificio davvero singolare, si tratta del Castello dei Tre Dragoni. Una cattedrale gotica – all’apparenza – che in realtà ospita un caffè-ristorante in stile Liberty. Siamo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando a Barcellona si diffonde il Modernismo catalano: una corrente estetica che vuole recuperare la cultura e l’identità catalana. Lluís Doménech i Montaner, in occasione dell’Esposizione Universale del 1888, costruisce questo castello fatto in ferro e mattoni: quattro torrioni coronati da merli con elementi decorativi in ceramica bianca e blu sui quali sono disegnate piante, animali e bevande. Il castello dal 1920 ospita le collezioni zoologiche del Museu de Ciéncies Naturals e il Museo di Geologia. Un edificio solo che racchiude in sé incredibili evoluzioni e un nome – El Castell dels Tres Dragons – tratto dalla commedia di Serafí Pitarra.

Nel 1868 la fortezza militare, che costituisce la cittadella,

viene distrutta, ma la Cappella Castrense, insieme ad altri edifici – il Palau del Governador e l’Arsenale – rimane lì, in piedi, a testimoniare una guerra che ha ucciso tantissimi innocenti. Costruita tra il 1717 e il 1728 dall’ingegnere Alejandro de Retz, rappresenta oggi l’unico esempio di Barocco nordeuropeo di Barcellona, con il suo stile neoclassico d’ispirazione francese. Una cappella restaurata per il culto dove i fedeli rivolgono le loro preghiere all’Immacolata Concezione.

Un viaggio in una Barcellona diversa, probabilmente meno conosciuta, che racchiude in un solo polmone verde il fascino, la storia e l’arte di una città incredibile, unica, tutta da scoprire.

*Foto di Francesca Testa©

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