Interviste

“Aria di neve”: quattro chiacchiere con Serena Venditto

Prendete un’autrice giovane e dinamica, un giallo divertente, un gatto curioso e una scrittura fresca e scorrevole: solo pochi ingredienti e una ricetta leggera e piacevole da gustare sarà pronta per essere assaporata. Aria di neve, il romanzo di Serena Venditto, è così: semplice, genuino e piuttosto gustoso, la lettura ideale in metro mentre ci si reca al lavoro o in spiaggia nelle ore più calde. Edito nel 2014 dalla casa editrice partenopea Homo Scrivens, da maggio il volume è disponibile nelle librerie d’Italia in una veste tutta nuova firmata Mondadori. Un traguardo importante per la scrittrice campana, già “mamma” di ben quattro libri, che vede aprirsi a lei le porte del panorama nazionale. Ne abbiamo parlato insieme.

Serena Venditto, partiamo dall’ultima grande novità che ti riguarda: Aria di neve, il tuo primo romanzo giallo edito da Homo Scrivens nel 2014, dallo scorso 8 maggio è a tutti gli effetti un’opera Mondadori. Cosa vuol dire, per un autore, essere “notato” da una delle maggiori case editrici italiane?

«È un onore e una grande responsabilità, di cui ovviamente sono molto orgogliosa, per me e per chi mi ha sostenuto finora. Vedere il mio romanzo nelle librerie di tutta Italia è un’emozione difficile da descrivere.»

Un gatto, una scomparsa improvvisa e Napoli: senza dubbio, sono i tre elementi intorno ai quali ruota l’intera narrazione. Quale di questi ti ha spinto a raccontare delle avventure di Mycrosoft e di via Atri 36?

«Direi che si sono incontrati tutti e tre, ma chi è arrivato per primo all’appuntamento è stato il gatto, un personaggio nato quasi per caso al laboratorio di scrittura Homo Scrivens. Un gatto normalissimo, che proprio perché è un gatto ha doti da raffinato detective. E ovviamente i suoi coinquilini umani, quattro ragazzi che vengono dai quattro angoli del mondo, Malù, Ariel, Kobe e Samuel.»

Da Camilleri a de Giovanni, sono sempre più gli autori che scelgono di dedicarsi ai gialli e i lettori che ne diventano degli amanti. A tuo avviso, qual è la forza che caratterizza questo genere ormai predominante nella letteratura nostrana?

«È appassionante e rassicurante a un tempo: appassionante perché vuoi conoscere l’assassino, rassicurante perché sai che qualcuno ci arriverà. Con il giallo il lieto fine è assicurato, puoi concentrarti sulla trama e sulla scrittura.»

Prima di approdare in Mondadori, la tua penna aveva sempre trovato accoglienza tra le pagine di Homo Scrivens, un’affermata e, al tempo stesso, promettente casa editrice napoletana con la quale hai da anni una collaborazione costante per ciò che concerne eventi, presentazioni e fiere in tutto il Paese. A tal proposito, qual è la tua idea sull’editoria italiana? 

«Quanto tempo ho? In Italia noi siamo afflitti da un dramma: l’editoria a pagamento. Finché ci saranno loro ne soffriranno tutti, grandi e piccoli che siano.»

Napoli CittàLibro è il primo Salone del Libro e dell’Editoria proposto dal capoluogo campano. A poche settimane dalla sua conclusione, sapresti farne un bilancio? Quali credi che ne siano stati i punti di forza? Cosa, invece, miglioreresti?

«L’affluenza è stata alta, anche grazie a un ottimo sostegno stampa, che ad esempio è mancato a una fiera di livello culturale secondo me molto più alto come Ricomincio dai libri, che si è tenuta lo scorso settembre e quest’anno si svolgerà di nuovo dal 5 all’8 ottobre. La sede di NapoliCittàLibro, peraltro, era molto bella, ma poco funzionale.»

Oltre a scrivere, sappiamo che lavori al MANN, l’istituto eletto lo scorso gennaio come miglior museo italiano del 2017 da Artribune. Nella tua formazione di autrice, quanto credi che influisca l’arte e questa esperienza in modo specifico?

«Tantissimo. E in vari modi. Da un lato c’è lo studio dell’antico, portatore del bello, che fa bene al cuore; dall’altro dei colleghi che sono grandi amici e un supporto impagabile.»

Aria di neve, certo. Quando tu sai che qualcosa accadrà no perché qualcuno ti dice, ma perché senti profumo diverso intorno a te. Ci sveleresti qualcosa sui tuoi progetti futuri? Si respira aria di neve?

«Ovviamente, al gatto detective è dedicata una serie. Leggerete ancora altre avventure del gatto detective e dei coinquilini di Via Atri 36.»

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