Il Fatto

49, quarantanove, 49

Voglio sgomberare subito il campo da errate interpretazioni e attese dei miei numerosi e cari amici con i quali sovente amo discutere di antiche tradizioni, proverbi e abitudini del popolo napoletano, dipinto spesso con colori di comodo e fuori luogo da chi ne ignora storia e valori raramente riscontrabili in abitanti di altri luoghi del Paese. Non intendo qui soffermarmi sul significato attribuito a questo numero dalla cabala – ‘o piézzo ‘e carne, verosimilmente più riferito al corpo femminile che non al cibo e, anche, di divertente interpretazione dei sogni – ma di questo numero dai due volti, l’uno l’opposto dell’altro, uno di matrice criminale e l’altro disumana.

Della prima, ho più volte trattato nei miei scritti su questo giornale e non solo. Parlo di quella truffa ai danni dello Stato – quindi dei contribuenti – pari a 49 milioni di euro, sottratti e fatti scomparire o nascosti da qualche parte su cui in sordina, dopo le sentenze di condanna di un Senatore della Repubblica, si è messo tutto a tacere con uno stratagemma degno delle migliori menti umane: restituzione della refurtiva in 80 comode rate con l’invidia di quanti figli e nipoti pagano a fatica un mutuo per l’acquisto della propria casa in tempi decisamente più esigui.

La matrice disumana, invece, è riferita ai 49 esseri umani, uomini, donne e bambini rimasti in balìa delle onde per troppo tempo, vittime sacrificali di una campagna elettorale indecente che non risparmia niente e nessuno, costi quel che costi, con il sostegno della corte degli utili idioti, di chi tace e di quanti complici sostengono la linea celodurista che tanto fa godere razzisti di ogni risma e ipocriti cristiani della domenica. Una soluzione che non era più rinviabile per le condizioni precarie sia sanitarie che meteorologiche. Al diavolo l’Europa o chi altro, si mettano in salvo e si abbiano poi gli attributi, le capacità e l’autorevolezza di interloquire con la Comunità.

49 e non 149 o magari 549, ma 49 – solo 49 – servono alla causa della prossima competizione alle urne che, si badi, non è soltanto il rinnovo del Parlamento Europeo ma è il traghettamento dei voti da chi oggi è sgabello di quella Lega al governo da qualche decennio che adesso si atteggia al nuovo che avanza. Ricordi questo numero, Luigi Di Maio, lo stampi bene nella sua mente, è tanto importante che forse entrerà a far parte di un’ulteriore interpretazione, un numero che si sommerà agli altri conti che non torneranno, alle promesse tradite, alle tante cose dette e sistematicamente smentite nelle dichiarazioni e dai fatti. Non serviranno le frasi stantie, gli E allora il PD, Onestà, onestà e altre baggianate del genere, anche perché il Partito Democratico, solennemente bastonato, pagherà ancora per molto e a caro prezzo gli errori commessi in particolare nella stagione di chi riteneva di poter gestire il gruppo e il Paese con un’arroganza che soltanto l’attuale Ministro dell’Interno è riuscito a superare.

Ancora peggiore il quadro prospettato da chi ha lanciato, come a un tavolo del casinò, un altro numero, il 15 o forse minore, proponendo di accogliere soltanto donne e bambini, proprio con la logica della cabala, di quel 49 di ‘o piézzo ‘e carne, ma quella umana. Per gentile concessione del governo maltese, però, quella carne umana è stata fatta sbarcare e come merce verrà distribuita tra alcuni Paesi europei, compreso il nostro, sempre che il Ministro dell’Inferno non anticipi una mossa elettorale aprendo una crisi – seppur formale e momentanea – o semplicemente tenendo duro fino all’ultimo minuto per meglio marcare la linea del rigore che tanto orgasmo produce nei suoi fan.

Ma torniamo al tema decreto insicurezza, come lo ha definito Luigi de Magistris, agli inutili, meschini  commenti di quanti, alla dura presa di posizione di alcuni Sindaci, in particolare di Palermo e Napoli, hanno risposto con le solite esternazioni da miserabili: Li portassero a casa loro. Sono sempre gli stessi, quelli dell’aiutiamoli nei Paesi loro, come fatto e ancora si fa fornendo armi, rapinando risorse, alimentando conflitti di guerra. Certo, la centesima parte dei 49 milioni di euro, quelli della nota sparizione e/o distrazione dei fondi dei rimborsi elettorali della Lega, sarebbe bastata per accogliere non 49 poveri disgraziati ma molti, molti di più, i tanti che grazie al provvedimento di Salvini vedremo ancor più numerosi nelle nostre strade vagare in cerca di un giaciglio o di un piatto caldo, esattamente ciò che preoccupa i Primi Cittadini definiti ribelli che si richiamano invece ai principi della Costituzione su cui la Corte farebbe bene a esprimersi quanto prima e, possibilmente, non dopo il mese di maggio per motivi di opportunità politica al fine di non disturbare i manovratori.

Sarebbe opportuno, inoltre, che il Vicepremier leghista leggesse la Carta costituzionale e desse un’occhiata anche all’articolo 49, sempre il 49, che prevede che tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Con metodo democratico per l’appunto, ascoltando anche chi le regole dovrà applicarle e magari di legge ne conosce qualche cosina in più, o no?

49, quarantanove, 49
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