• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Tutto accadde all’Anzacresa

Pasquale Manella di Pasquale Manella
9 Novembre 2021
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Anzacresa è un termine del dialetto potentino, nonché lucano in genere, seppur con lievi variazioni di pronuncia in base al luogo, con cui si vuol indicare qualcosa di accaduto all’improvviso.

Ed è proprio all’improvviso, infatti, che nacque quindici mesi fa il Centro Sociale Occupato Autogestito Anzacresa presso l’ex palazzo del CONI a Potenza, a seguito di un’azione di “esproprio proletario” lampo condotta e portata a termine da parte di un gruppo di studenti universitari e attivisti, tra cui organizzazioni antagoniste e di protesta, come ad esempio i NO TRIV, che non ci stavano e non ci stanno a far andare in malora la propria terra. Il tentativo consistette, non a caso, nel provare a rompere quella catena di eventi che vede il territorio lucano progressivamente mortificato nello sviluppo delle sue energie e vocazioni migliori da sempre, ma in particolar modo a partire dal lontano 1995, quando già Alberto Jacoviello, giornalista de la Repubblica e cittadino lucano di Lavello (PZ), sentenziava: Ogni volta che passo da San Nicola guardo con tremore e fascino lo stabilimento che cresce a vista d’occhio. E penso all’agricoltura che nella piana di San Nicola ha raggiunto livelli di grande competitività. Sarà distrutta o è possibile uno sviluppo compatibile?

Può interessartianche...

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

La  citata piana è tutt’oggi parte dell’attuale comprensorio del Comune di Melfi (PZ) e lo stabilimento in questione è quello della FIAT. Chi avrebbe mai potuto immaginare, allora, che il prezzo da pagare per tale “progresso” sarebbe stato così alto al punto da dover subire il ricatto dell’installazione permanente di un inceneritore chiamato Fenice, costruito tra l’altro dall’EDF (Électricité de France), con un conseguente, spaventoso aumento dell’incidenza tumorale in quell’area? E chi avrebbe mai potuto immaginare che allo stabilimento FIAT o, per meglio dire, SATA (Società Automobilistica Tecnologie Avanzate), oggi FCA, si sarebbe aggiunto di lì a qualche anno l’inizio dell’attività di pre-raffinazione del petrolio estratto in Val d’Agri, con l’installazione del famigerato Centro Oli di Viggiano (PZ) e la conseguente costruzione dell’oleodotto che avrebbe trasportato, e che trasporta, il greggio semilavorato in terra lucana presso le raffinerie dell’ILVA di Taranto? Tutto questo per raggiungere quali risultati? Forse l’apertura della regione a un turismo intelligente e ben pianificato? Capillare infrastrutturazione del territorio? La piena occupazione? Neanche per sogno.

I “successi” conseguiti fino a oggi, infatti, sono il totale annullamento del ruolo strategico una volta ricoperto dal comparto agro-forestale nell’ambito del bilancio regionale; l’inquinamento di aria e falde acquifere a cui la “scienza di Stato”, ovvero  l’ARPAB (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Basilicata), non ha mai posto rimedio, in quanto i dati di qualunque tipo di analisi sono da sempre forniti direttamente da parte di EDF, che la relega a un ruolo di mera osservazione e monitoraggio; l’espulsione della popolazione più giovane e maggiormente qualificata dal territorio regionale verso il Nord Italia o il resto d’Europa, se non del mondo; infine, il consolidamento nelle posizioni di potere di tutti i mandanti politici dei succitati “successi”. Alcuni di essi sono oggi diventati persino sindaci dei Comuni tra quelli compromessi dal mancato sviluppo, continuando a far da “prestanome” politico per conto di altri grossi affari di carattere speculativo come quelli legati ad esempio all’installazione dei grandi parchi eolici, collocati lungo i crinali semi-desertici dell’Appennino Dauno e non solo.

Quando nel 2016 si costituì il CSOA ex CONI Anzacresa a Potenza, lo si fece, dunque, per provare a lanciare un urlo non di disperazione, ma di rivendicazione del diritto a poter abitare il proprio territorio in sicurezza, creando situazioni interessanti nel tentativo di sperimentare e diffondere modelli di attrattività socio-economica e non di repulsione, nonché di espulsione.

Notizia del 13 dicembre scorso è che, invece, lo Stato, all’anzacresa, all’improvviso, attraverso quello che di fatto si è configurato come un atto dovuto (nei confronti di chi?), ha provveduto, notte tempo, allo sgombero immediato dello stesso centro sociale. Ancora una volta, quindi, il filo sottile che avrebbe potuto legare istituzioni e corretta gestione del territorio si è spezzato. Eppure, il CSOA non ha rappresentato solo una voce di dissenso, bensì ha voluto provare a trasformare il disappunto in alternativa costruttiva, passando attraverso momenti di dibattito, di divertimento e soprattutto di partecipazione, sale di una democrazia che in Basilicata risulta essere ormai sospesa da decenni.

Diciamolo pure chiaramente: l’Anzacresa aveva cominciato a rappresentare una forma di scomoda rinascita della coscienza civile nell’animo di quella  che è, in ogni società, la parte più combattiva di un popolo, ovvero i giovani, che avrebbero in tal modo potuto cominciare a considerare la funzione della politica come un servizio in nome e per conto di un interesse autenticamente generale e non come un “ufficio di collocamento” a buon mercato tramite cui compravendere voti in cambio di promesse occupazionali mai mantenute. Il tutto allo scopo di continuare a tenere in vita quel magnifico, schizofrenico paradosso culturale su cui si fonda la stessa vita (in)civile e apparentemente democratica del nostro Paese, dove un problema è risolvibile finché esiste, nell’ambito di territori che vanno ormai configurandosi sempre più come un autentico “Mezzogiorno d’Europa” ridotto a puro mercato di vendita semi-coloniale, tenuto “disciplinato” con misure di incorporamento “a titolo personale” degli elementi più attivi nel gruppo dirigente statale, con particolari privilegi giudiziari, burocratici, ecc. Così, lo strato sociale che avrebbe potuto e che, tutto sommato, ancora potrebbe organizzare l’endemico malcontento nazionale diventa invece lo strumento migliore per porre in essere le decisioni di una politica economica condotta in ambito sovranazionale in nome e per conto di interessi multinazionali da cui i territori e, dunque, la stessa democrazia sono letteralmente espulsi.

Ecco, così accade ancora oggi in Basilicata, dove tutto muta, nel bene e nel male, all’anzacresa, cosicché nessuno possa accorgersi mai di nulla, se non a giochi già fatti, allo scopo di non correre il fastidioso rischio di dover malauguratamente arrecare disturbo al sonno di una ragione che, però, non tarderà sicuramente a svegliarsi di nuovo, quando meno ce lo si aspetta.

Prec.

Non solo San Gregorio Armeno: l’arte presepiale in mostra al Castel dell’Ovo

Succ.

La fotografia “fenomeno sociale”: la carta all’albumina

Pasquale Manella

Pasquale Manella

Articoli Correlati

chiesa invisibili clochard
Attualità

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

3 Febbraio 2024

Nutrire l’affamato, accogliere lo straniero, visitare l’ammalato sono gesti di restituzione e, dunque, atti di giustizia.” – Don Andrea Gallo È la notte fra il 2 e 3 dicembre, a Treviso la temperatura è bassa, molto bassa, come sempre...

aborto diritti riproduttivi
Attualità

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

17 Gennaio 2024

Il 2023 si è chiuso con le parole di Elon Musk che, dal palco di Atreju, in occasione della festa di Fratelli d’Italia, si è dichiarato preoccupato per il tasso della natalità nel nostro Paese, che a quanto sottolineano...

violenza pronto soccorso
Attualità

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

17 Gennaio 2024

Assistiamo, impotenti, all’ennesimo caso di cronaca che ci lascia desolazione e amarezza negli animi. La dottoressa Anna Procida, infermiera, viene aggredita nella serata del 3 gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il parente di un...

guerra - ukraina - soldati
Attualità

Gridano “cessate il fuoco” ma nessuno vuole rinunciare alla guerra

17 Gennaio 2024

Sono circa 59 le guerre in atto nel mondo in questo momento. Il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga, con 1367 morti. In Nigeria, dal 2009, la guerra ha ucciso 1363 persone. In Siria (1037 morti solo nel 2022), in Iraq (267), nello...

Succ.
albumina

La fotografia “fenomeno sociale”: la carta all’albumina

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    603 shares
    Share 241 Tweet 151
  • “La carità carnale” di Monica Acito: il miracolo del corpo e la ferocia del paese

    308 shares
    Share 123 Tweet 77
  • Nicole Trevisan: esordio con “Malefica”, romanzo della rabbia e del Veneto

    309 shares
    Share 124 Tweet 77
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    481 shares
    Share 192 Tweet 120
  • Friedrich, il sublime dell’infinito

    526 shares
    Share 210 Tweet 132
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie