• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“The Last of Us”: la svolta nelle trasposizioni dei videogiochi

Alessandra Trifari di Alessandra Trifari
23 Marzo 2023
in Rubriche
Tempo di lettura: 5 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Non abbiamo molte certezze nella vita ma su una cosa alziamo le mani: la serie tv The Last of Us è senza dubbio la migliore trasposizione mai fatta di un videogioco. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, The Last of Us è un action-adventure per PlayStation sviluppato dallo studio Naughty Dog nel 2013 e ritenuto oggi una sorta di masterpiece del genere da tutti gli estimatori di questo tipo di intrattenimento. Impossibile quantificare, difatti, l’emozione dei fan quando HBO ha annunciato che sarebbe diventato una serie tv.

Con la firma di Neil Druckmann, sceneggiatore nonché creatore del gioco, e Craig Mazin, regista il quale aveva già fatto faville con la miniserie Chernobyl, questo attesissimo adattamento televisivo si è concluso la settimana scorsa dopo un rilascio settimanale di nove episodi trasmessi in esclusiva su Sky e in streaming su Now. E dopo un episodio pilota che aveva semplicemente fatto accapponare la pelle.

Può interessartianche...

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

Anna: la libertà di scegliere

La trama è nel complesso piuttosto semplice: in un futuro post-apocalittico, il mondo è spezzato dallo scoppio di una violenta pandemia da Cordyceps, fungo realmente esistente e in grado di soggiogare le proprie vittime, in questo caso gli esseri umani, trasformandoli in creature mostruose. Le zone di quarantena vengono sorvegliate dalla FEDRA, un’organizzazione militarizzata addetta al controllo delle ultime comunità umane ancora sane, mentre di contro si trovano le Luci, ribelli che tentano di sottrarre il potere all’esercito e gestire le aree di quarantena secondo i propri principi. È qui, in questa lotta alla sopravvivenza, che seguiamo le vicende di Joel, contrabbandiere incaricato dalla leader delle Luci Marlene di portare a “destinazione” Ellie, quattordici anni e una peculiarità che la rende estremamente preziosa.

Adattare televisivamente un videogioco non è certo impresa facile – lo testimoniano i numerosi buchi nell’acqua come Resident Evil o Street Fighter. Bisogna tener conto che ciò che funziona su carta o in un gioco non necessariamente funziona anche sul grande e piccolo schermo e cadere nelle trappole delle trasposizioni è un rischio piuttosto alto: troppo uguale è inutile ma troppo diversa fa chiedere allora perché farla? Serve una via di mezzo, quella che sono riusciti a trovare Druckmann e Mazin, dando letteralmente una svolta al modo in cui vengono trasposti i prodotti videoludici.

Gli showrunner sono rimasti fedeli all’opera originale, inserendo dettagli per arricchirla senza stravolgerla. In questo modo hanno permesso ai neofiti di conoscere una splendida storia e appagato e sorpreso i fan, ampliando certi eventi e caratterizzando personaggi che nel gioco erano solo accennati. Primi fra tutti Bill e Frank, ai quali è stato dedicato un intero episodio. E preparatevi, perché assisterete a una delle cose più belle, vere, toccanti, impeccabilmente messe in scena che abbiate mai visto nella vita.

Non troverete, inoltre, le spore, sostituite da filamenti sotterranei che permettono ai vari gruppi di infetti di comunicare tra loro anche a distanza di chilometri. Altra novità, i flashback. Proprio l’episodio pilota comincia con un talkshow di fine anni Sessanta, dove il conduttore è intento a intervistare due scienziati riguardo le possibili pandemie future. Il Cordyceps, ad esempio, è un fungo che attacca piccoli insetti prendendone il controllo, proliferando solo in organismi con una temperatura superiore ai 34°. Ma che succederebbe se, anche in vista dei cambiamenti climatici nel mondo, il fungo mutasse il proprio codice genetico e fosse in grado di infettare l’uomo? Qualcosa che terrorizza, considerata l’enorme attualità dell’argomento pandemia.

Per quanto The Last of Us sia splendida, però, non è esente da piccoli difetti. Salta all’occhio un livello un tantino più alto dei primi episodi rispetto alla parte finale, dove la fretta di concludere e la necessità di inserire tanti eventi in poco tempo si fanno sentire. Per i fan, nota dolente della serie è la scarsa presenza degli infetti. I creatori hanno però spiegato che la storia non voleva parlare dell’infezione, quello è solo un pretesto. Il fulcro di tutto sono le reazioni e relazioni umane che ne conseguono. Il maggior pericolo, viene detto nei dialoghi, non sono gli infetti ma le persone. Uomini contro uomini, un’umanità alla deriva che tira fuori il peggio di sé.

Se la polemica sugli infetti possiamo comprenderla, specie se mossa da videogiocatori abituati a orde di mostri da uccidere, assurdo pensare al review bombing di vari utenti in riferimento a diversi personaggi LGBTQIA+. Ironico come una serie sulla fine del mondo generi ben altri allarmismi (per di più non c’è nessuna aggiunta, si tratta di personaggi già esistenti nel gioco del 2013). Facciamo dunque finta di niente per dignità umana e passiamo alla controversia più nota, prima ancora dell’uscita della serie: Ellie.

A interpretarla è Bella Ramsey, da subito bistrattata a causa della poca somiglianza con la protagonista del gioco. È vero, Bella Ramsey non assomiglia per niente a Ellie. Eppure, attualmente, non immaginiamo altra attrice che meglio avrebbe saputo recitarne la parte. Nota per il ruolo di Lyanna Mormont in Game of Thrones, la Ramsey ha fatto ricredere chiunque nonostante la giovane età, conferendo al personaggio tutto ciò che doveva avere: carisma, tenerezza, tostaggine e un’intensità espressiva fuori dagli schemi.

Carta vincente di The Last of Us è proprio la caratterizzazione dei personaggi, motivo per cui, a troneggiare nella serie è l’altro grandioso protagonista, Joel, il cui volto è quello di Pedro Pascal (già acclamato in Game of Thrones, Narcos e The Mandalorian). Joel è un antieroe, un uomo sopraffatto dalla vita. Indossa la maschera dei silenzi, della rabbia, dell’orgoglio, per celare l’ansia e il terrore delle responsabilità, della morte. Ha difficoltà a fidarsi, il che lo accomuna a Ellie assieme a un passato difficile, alla solitudine e, se all’apparenza può sembrare il classico stereotipo di macho stoico e impassibile, si rivelerà nient’altro che un uomo con le sue vulnerabilità.

Dal viaggio con Ellie comprenderà cosa vuol dire la condivisione del dolore, l’uscita da quella presunzione per cui lui ha sofferto e gli altri, specie una ragazzina, non possono capire. La presa di coscienza che tanti individui hanno vissuto e/o stanno vivendo qualcosa di simile. Una rappresentazione della fragilità maschile non facile da trovare. Gli uomini, in particolare in questo tipo di prodotti, sono di solito infallibili, coraggiosi, forti, caratteristiche che Joel possiede ma fino a un certo punto. Resta comunque fallibile, esattamente come qualsiasi essere umano. È il rapporto tra lui ed Ellie – e il suo passaggio dall’essere cargo a baby girl – a muovere le cose, un’altalena di emozioni e di ruoli spesso ribaltati. Basti pensare alle volte in cui è lei a salvargli la vita o a mettersi di guardia la notte poiché Joel, stremato, ha finito per addormentarsi.

The Last of Us, complice un videogioco già di alto livello, è una serie che non lascia scampo, toccante e cruda al punto giusto, dove l’ottimo lavoro di sceneggiatura, di regia e delle interpretazioni da Emmy e Golden Globe fanno da padrone. Si affrontano temi quali il lutto e la sua elaborazione, la famiglia, l’istinto di sopravvivenza, l’amore in tutte le sue sfaccettature, alternando abilmente il ritmo tra trepidazione, lacrime e sorrisi.

In attesa della seconda stagione, già in produzione e annunciata dallo stesso Druckmann tramite una locandina sul suo profilo Instagram, non possiamo far altro che consigliarvi di recuperare questa emozione, possibilmente in lingua originale. Di partire in questo viaggio della vita assieme a Joel ed Ellie, correndo a cavallo per lande sconfinate, in auto tra gli edifici scheletrizzati della città distrutta, in mezzo a fitti boschi. E chissà ancora per dove.

Prec.

Ponte sullo Stretto: la priorità che pagheremo cara

Succ.

Detenzione femminile: anche il carcere è un posto per soli uomini

Alessandra Trifari

Alessandra Trifari

Classe 1991. Dottoressa in storia dell'arte e disegnatrice. Scrive da sempre e la sua mente viaggia tra arte, cinema, musica e parità di genere. Dei due sentieri, sceglierà sempre il meno battuto.

Articoli Correlati

salute mentale inchiesta covid affaire mascherine
Rubriche

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

17 Gennaio 2024

Un altro Natale è alle porte e, volenti o nolenti, stiamo imparando a convivere con il Sars-Cov2. Ritengo sia sempre utile ribadire un concetto fondamentale: anche se è finita la fase emergenziale, i vaccini anti-Covid approvati continuano a proteggere...

philip roth russell banks
Rubriche

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

3 Febbraio 2024

Nel corpo, non meno che nel cervello, è racchiusa la storia della vita. – Edna O’ Brien Philip Roth Il romanzo L’animale morente di Philip Roth, attraverso l’oscillazione fra venerazione e ossessione del possesso di un corpo e per...

anna
Rubriche

Anna: la libertà di scegliere

18 Dicembre 2023

Anna è il nome che avevo scelto e, per il rispetto della privacy della mia famiglia, resterò “Anna”. Ho amato con tutta me stessa la vita, i miei cari e con la stessa intensità ho resistito in un corpo...

marianna vittorioso condom bar napoli tools
Rubriche

“Use the right tools”: Marianna Vittorioso e il primo free condom bar di Napoli

14 Dicembre 2023

Il 30 novembre scorso, presso il Bar Tools in Via Calata Trinità Maggiore a Napoli si è aperto un vernissage a cura di Marianna Vittorioso, architetto e artista di origine campana con base a Shangai. L’installazione, che ha preso...

Succ.
bambini-in-carcere detenzione femminile sant'anastasia

Detenzione femminile: anche il carcere è un posto per soli uomini

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • porno napoli o napoli porno di deborah d'addetta

    Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1570 shares
    Share 628 Tweet 393
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1143 shares
    Share 457 Tweet 286
  • “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    920 shares
    Share 368 Tweet 230
  • Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    483 shares
    Share 193 Tweet 121
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    317 shares
    Share 127 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie