• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Stanno tornando!

Alessandro Campaiola di Alessandro Campaiola
8 Giugno 2021
in Il Fatto
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Un brivido freddo si arrampica lungo la schiena, come il più tragico dei presagi: Berlusconi, Salvini e Meloni, incontratisi ieri a Palazzo Grazioli in vista delle prossime elezioni europee e regionali, sono pronti a firmare il nuovo patto dell’alleanza nel nome di un centrodestra a cui dare peso e spessore. «Da questa riunione esce la garanzia che il centrodestra è unito, funziona e non solo esiste ma anche resiste»: parola di Silvio, l’unico, vero burattinaio di un Paese di fantocci e spettatori inermi, ma consciamente paganti.

Si sono stretti la mano sancendo – di fatto – l’inizio delle operazioni di annichilamento del MoVimento, quarto incomodo, imbucato alla festa di qualcun altro. E la festa – a Grillo e seguaci – gliela sta facendo proprio l’attuale compagno di giochi, il Ministro Salvini, che dal 17% con il quale ha messo miracolosamente le mani sugli scranni più importanti del Parlamento e non solo, ha già succhiato ai pentastellati voti e consensi, come il più sadico dei vampiri, portando la Lega a ben oltre il 30% in soli sei mesi, strappandogli via, così, la fascia di primo partito italiano.

Può interessartianche...

Manfredi, tu vuo’ fa’ l’americano

Gaza: 18mila morti che non fanno effetto

Giulia Cecchettin: l’incapacità di parlarne

Prove tecniche di ammutinamento, dunque. La prossima tornata elettorale, infatti, sancirà il ritorno del trio Forza Italia-Lega-FdI, che userà il risultato delle urne per capire se i tempi saranno effettivamente maturi per il rovesciamento del governo nazionale, pronti a far un boccone di ogni poltrona possibile. Già, perché se le preferenze degli italiani dovessero trasformare i sondaggi in realtà, e quindi confermare la voglia di destra che sembra aver accecato ogni nostro connazionale, siamo convinti che, d’improvviso, i compromessi, che in questi mesi tengono a galla una legislatura improbabile, non saranno più accettati a cuor leggero dalle camicie verdi, forti del risultato che andrebbero a ottenere se si richiamasse la popolazione a votare. La maggioranza sarebbe, a quel punto, cosa fatta, e tanti saluti all’impalpabile Di Maio, il pagatissimo Casalino e chi per loro.

«Se volete un mio pronostico», ha aggiunto l’ex Cavaliere, «credo che in un futuro non lontano il centrodestra tornerà finalmente di nuovo alla guida del governo e del Paese per fortuna degli italiani. Usciremo presto da questa situazione di ubriacatura». Game. Set. Match.

E a proposito di poltrone che contano, sul tavolo delle trattative, pare ci sia finito anche il nome di Marcello Foa per ciò che riguarda la Rai. Giorgia Meloni, anch’essa raggiante, come neppure i suoi cartelloni pubblicitari ritoccati l’avevano mai dipinta, dopo l’incontro di Roma ha così commentato: «Il dubbio che il rapporto tra Lega e Cinquestelle fosse qualcosa di più c’era, invece Salvini ha chiarito che la Lega bene o male è ancorata al centrodestra. La Lega non è passata dall’altra parte. Si stanno rendendo conto che è difficile trovare sintesi con una forza diversa sul piano delle idee: i Cinquestelle sono strutturalmente di sinistra.»

Ben gli sta! Verrebbe da pensare, se solo il futuro dell’Italia non fosse – ahinoi – anche il nostro. A furia di sbugiardarsi, di rimangiarsi promesse e arroganze da sedicenni, consentire stipendi e privilegi degni di quelli che sempre hanno combattuto (e ancora fanno finta di combattere), quelli del MoVimento vedono i loro seguaci trasmigrare verso chi, oggi, ce l’ha più duro – il Vaffa s’intende –, ossia, Matteo Salvini, dipinto come il difensore del popolo martoriato dalla vecchia politica e invaso dagli immigrati clandestini, per di più, ora anche martire di una giustizia sempre lasciva verso i predecessori e, d’un tratto, inflessibile nei riguardi del Capitano, come battezzato dai suoi.

Toccherà, adesso, alla Flat Tax, che difficilmente i grillini avranno la forza di contestare, e ogni roboante promessa del trio sarà andata a buon fine, o almeno gli elettori così crederanno. Perché a nulla servirebbe sottolineare che questo governo sta perdendo più posti di lavoro di qualunque altro lo abbia preceduto. A nulla servirebbe far notare come le accise sulla benzina, la Legge Fornero, siano ancora ognuna al proprio posto. Figuriamoci che sforzo inutile sarebbe evidenziare come, a oggi, i provvedimenti beceri presi sulla pelle degli africani approdati in Italia siano il risultato soltanto di tweet ben piazzati e non di leggi approvate dal Parlamento. Sarebbe un compito da opposizione – a trovarne una – o proprio da quei 5 Stelle incazzati come li ricordavamo prima che il fascino della politica li travolgesse con tutti i suoi benefici.

Rompere con Salvini, infatti, potrebbe segnare il più atroce degli autogol da parte dei pentastellati, già fregati dal disegno ben congegnato dal trio (di cui spesso abbiamo ipotizzato e che, finalmente, sta rivelando le proprie reali intenzioni). Forse – come il Soldato Fico si è spesso auspicato – il MoVimento dovrebbe ritrovare la propria voce, fare la propria politica, aprire alle forze democratiche del Paese e recuperare in quanto a credibilità. Certo, non garantirebbe la salvaguardia di quella maggioranza che in tanti anni di piazzate è riuscito a guadagnarsi, ma potrebbe almeno non costargli del tutto la faccia. E siccome le poltrone gli verranno presto sfilate comunque da un Berlusconi tirato a lucido e pronto a tornare in campo, forse, non sarebbe una prospettiva così da trascurare.

Prec.

“DREAM” al Chiostro del Bramante: l’epilogo di una trilogia

Succ.

Inge Feltrinelli: addio alla regina dell’editoria X

Alessandro Campaiola

Alessandro Campaiola

Articoli Correlati

manfredi americano
Il Fatto

Manfredi, tu vuo’ fa’ l’americano

17 Gennaio 2024

Tu vuo’ fa’ l’americano, cantava nel 1956 Renato Carosone, satira di quella corsa all’americanizzazione che il Paese intraprendeva all’indomani della Seconda guerra mondiale. Ma si’ nato in Italy, intonava poi, e il sogno restava legato all’immagine di una cuppulella...

gaza poliomelite la prepotenza spara
Il Fatto

Gaza: 18mila morti che non fanno effetto

14 Dicembre 2023

Se uccidi uno scarafaggio, sei un eroe. Se uccidi una farfalla, sei cattivo. Friedrich Nietzsche diceva che la morale ha standard estetici. Bianchi, occidentali, privilegiati. Sono gli standard del nostro specchio, quelli che ci permettono di sopravvivere all’orrore, al...

femminicidio donna giulia cecchettin
Il Fatto

Giulia Cecchettin: l’incapacità di parlarne

10 Febbraio 2024

Per anni, e con una frequenza sempre maggiore, Mar dei Sargassi ha scritto di femminicidio e violenza di genere. Per anni, abbiamo cercato parole che potessero, in qualche modo, raccontare una società che stava cambiando e che, probabilmente per...

indi gregory
Il Fatto

Indi Gregory, Sibilla Barbieri, i bambini di Gaza: i pro-vita a fatti loro

14 Novembre 2023

Indi Gregory aveva otto mesi e una malattia incurabile. Ho iniziato questo articolo scrivendo di lei al presente, poi ho dovuto cambiare i tempi verbali perché, di tempo, quello scandito dal passare delle stagioni, il vestito che si fa...

Succ.
Inge Feltrinelli: addio alla regina dell’editoria X

Inge Feltrinelli: addio alla regina dell’editoria X

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    648 shares
    Share 259 Tweet 162
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    488 shares
    Share 195 Tweet 122
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1619 shares
    Share 648 Tweet 405
  • Friedrich, il sublime dell’infinito

    530 shares
    Share 212 Tweet 133
  • Francis Bacon, il pittore della carne

    507 shares
    Share 203 Tweet 127
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie