• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Se penso alla parola dignità, penso a Michela Murgia

Martina Benedetti di Martina Benedetti
14 Maggio 2023
in Rubriche
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Se penso alla parola dignità  penso a Michela Murgia. Quella di Michela Murgia è la dignità, ormai persa, del valore che diamo alla malattia e alla morte nella contemporaneità di una società che inneggia all’immortalità.

Vivendo da anni, dico vivere perché lavorare è riduttivo, tra le mura degli ospedali, di storie come quella di Michela Murgia ne vedo molte. Ognuna di queste, in quanto di esseri umani propri di unicità, non è mai sovrapponibile alle altre. Non sono solo storie di malattia ma veri e propri insegnamenti di vita.

Può interessartianche...

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

Anna: la libertà di scegliere

Chi esprime pietismo, compassione, dispiacere non ha capito il senso profondo del messaggio di Michela Murgia dalla quale trapela, ancora una volta, una delle grandi qualità che la contraddistinguono. Una qualità rara al giorno d’oggi: la consapevolezza. Essere consapevoli del proprio ruolo nel mondo, delle proprie idee, delle proprie battaglie, del proprio percorso e della direzione verso la quale andare. Tracciare il ricordo preciso del proprio io, da voler lasciare al mondo.

La consapevolezza, profonda, di chi siamo non ci farà mai scendere a compromessi che denaturano la nostra persona e ci renderà donne e uomini senza un prezzo. Prego di far accettare alle persone che mi amano quello che accadrà. Da questa frase della sua intervista, si evince che lei lo ha già fatto e incarna proprio la consapevolezza sopracitata.

Penso a una ragazza che conobbi ai tempi del mio tirocinio in sala operatoria; incinta con tumore in stadio avanzato alla vescica. Sarebbe stata pronta a morire piuttosto che mettere in pericolo suo figlio ed era totalmente consapevole delle conseguenze di questa sua scelta.

Per chi ci è intorno, spesso, è difficile accettare decisioni così forti ma il rispetto delle volontà altrui deve prevalere, sempre. Mio padre, un uomo sano di 63 anni, qualche mese orsono mi ha messo tra le mani il suo testamento biologico. Documento che tutti e a qualsiasi età dovremmo compilare. Sono la garante delle volontà di mio padre e custodisco quel foglio in una cartelletta colorata. L’accettazione delle volontà dell’altro, dopotutto, è la più alta forma di amore.

Pretendere di intrappolare l’idea di una persona in un corpo terreno che non vuole è come rinchiuderla in una prigione. Ho visto, quotidianamente, nel mio lavoro persone imprigionate nell’accanimento terapeutico voluto da altri e ho fatto anche io, personalmente, la mia scelta.

Murgia non considera quella con la malattia una guerra. La guerra presuppone sconfitti e vincitori; io conosco già la fine della storia, ma non mi sento una perdente. Ha totalmente ragione.

Il vocabolario della malattia è molto scarno, non si utilizza abbastanza, è scarsamente diffuso ma deve essere un vocabolario senza allarmismi, speranze, miti inesistenti. Solo realtà.

Carl Gustav Jung, celebre psichiatra, disse: non sono quello che mi è successo, sono quello che ho scelto di essere. E decidere liberamente è un diritto sacrosanto di ogni uomo.

Posso sopportare molto dolore, ma non di non essere presente a me stessa. Chi mi vuole bene sa cosa deve fare. Sono stata sempre vicina ai radicali, a Marco Cappato. Murgia invoca la libera scelta sino alla fine e la dignità di vita anche nella malattia.

Le parole di questa donna mi fanno credere nella parte più bella di umanità. Quella che trovo anche nel mio lavoro. Un’umanità che tende verso la naturale espansione dell’universo, aperta all’accettazione. Accettazione degli altri, del diverso, della malattia. Quell’umanità che ripudia la chiusura, l’intolleranza, il bigottismo, il fascismo. Dopotutto, come dice Michela, non è vero che il mondo è brutto; dipende da quale mondo ti fai.

Prec.

Il fascino antico e contemporaneo degli altarini votivi napoletani

Succ.

Sulla rotta di Enea

Martina Benedetti

Martina Benedetti

Articoli Correlati

salute mentale inchiesta covid affaire mascherine
Rubriche

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

17 Gennaio 2024

Un altro Natale è alle porte e, volenti o nolenti, stiamo imparando a convivere con il Sars-Cov2. Ritengo sia sempre utile ribadire un concetto fondamentale: anche se è finita la fase emergenziale, i vaccini anti-Covid approvati continuano a proteggere...

philip roth russell banks
Rubriche

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

3 Febbraio 2024

Nel corpo, non meno che nel cervello, è racchiusa la storia della vita. – Edna O’ Brien Philip Roth Il romanzo L’animale morente di Philip Roth, attraverso l’oscillazione fra venerazione e ossessione del possesso di un corpo e per...

anna
Rubriche

Anna: la libertà di scegliere

18 Dicembre 2023

Anna è il nome che avevo scelto e, per il rispetto della privacy della mia famiglia, resterò “Anna”. Ho amato con tutta me stessa la vita, i miei cari e con la stessa intensità ho resistito in un corpo...

marianna vittorioso condom bar napoli tools
Rubriche

“Use the right tools”: Marianna Vittorioso e il primo free condom bar di Napoli

14 Dicembre 2023

Il 30 novembre scorso, presso il Bar Tools in Via Calata Trinità Maggiore a Napoli si è aperto un vernissage a cura di Marianna Vittorioso, architetto e artista di origine campana con base a Shangai. L’installazione, che ha preso...

Succ.
sulla rotta di enea

Sulla rotta di Enea

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    781 shares
    Share 312 Tweet 195
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    510 shares
    Share 204 Tweet 128
  • Italiani all’estero: un grande neurochirurgo da Napoli a Lione con amore, passione e umiltà

    405 shares
    Share 162 Tweet 101
  • Gabriella Napolitano racconta “Una historia catalana”

    304 shares
    Share 122 Tweet 76
  • Apologia del culo: il nostro corpo non è più nostro

    327 shares
    Share 131 Tweet 82
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie