• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Opinione pubblica: una forza inafferrabile, ma indispensabile

Chiara Barbati di Chiara Barbati
11 Giugno 2021
in Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Può interessartianche...

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

Nell’era digitale, fatta di connessione costante e accessibilità tramite i social network, esprimere le proprie opinioni si fa più semplice e immediato. Quello di condividere con una comunità più o meno controllata il proprio punto di vista diventa, quindi, un gesto quasi naturale che può scalfire le coscienze degli altri membri del gruppo. Eppure, dietro le singole opinioni degli individui, si nasconde qualcosa di più grande e di più incidente di un semplice commento espresso con naturalezza.

Nessuna amministrazione, in qualunque forma di governo, può avere successo senza l’approvazione dell’opinione pubblica. E non solo: la massa informe, il concetto astratto che l’opinione pubblica rappresenta, ha un’influenza indiretta – più o meno intensa in base al tipo di organizzazione statale – su tutte le decisioni politiche. Anche le azioni dettate dalla volontà di un singolo esponente o partito vanno passate al vaglio dell’opinione pubblica, o meglio, devono essere pensate, presentate e comunicate in modo conforme alle inclinazioni della popolazione.

Tale concetto, nel modo in cui lo intendiamo adesso, nasce insieme alla borghesia. La nuova classe sociale, infatti, è la prima che, con l’avvento della modernità, inizia a creare un’idea di collettività e a interessarsi alle questioni pubbliche. In particolare, è il sociologo Jürgen Habermas a cogliere la natura collettiva della borghesia, la quale, sentendosi coinvolta nelle decisioni politiche, dà il via a quello che è l’ideale moderno di partecipazione, rivelatosi il carburante delle grandi rivoluzioni che definiscono i connotati della società di oggi. Ma, soprattutto, nasce come critica, e quindi legittimazione, dei poteri. Il principio alla base della nuova concezione di collettività, infatti, risiede nell’idea che il potere appartenga, seppur in modo indiretto, al popolo. Un principio che condivide con la democrazia stessa.

In realtà, quella di opinione pubblica è una nozione molto difficile da inquadrare. Si tratta di un’entità intangibile, materialmente indefinibile, che non può identificarsi nell’insieme delle individualità. Essa, infatti, non va intesa come la somma algebrica delle opinioni dei singoli individui – modo in cui, invece, funziona il sistema elettorale –, ma come una tendenza generale che assume significato solo nella sua collettività. In qualche maniera, comunque, dipende anche dalle opinioni pubbliche che ogni cittadino ha, a prescindere dagli altri membri della comunità. E mentre un’entità astratta può immaginarsi come una forza naturale e imparziale, l’opinione degli esseri umani nella loro singolarità è inevitabilmente fatta di esperienze dirette, di stereotipi e di tutti quegli espedienti mediali tramite i quali l’uomo cerca di capire il mondo. È stato proprio questo dilemma a condurre Walter Lippmann, l’autore di Public Opinion, all’idea di un’opinione pubblica standardizzata, applicata con logica e un codice morale omogeneo attraverso l’elettore.

Nonostante le controversie relative alla sua indefinibilità, però, è proprio nella collettività che risiede il potere politico e sociale di questa forza indefinibile e, a suo modo, paradossale. Sebbene nasca con una classe sociale ristretta e quindi con connotazioni elitarie, inoltre, ciò a cui tende è l’uguaglianza politica e l’equilibrata partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica. Un ideale non facilmente raggiungibile perché presuppone che tutti gli individui siano ugualmente formati, informati e interessati alle questioni politiche e sociali, tralasciando l’inevitabile natura mediale dell’informazione: in un mondo tanto grande e vario, tutte le notizie e le nozioni giungono tramite il sistema mediatico che dunque diventa in grado di condizionare e orientare le convinzioni.

Ma per quanto possa sembrare un ideale astratto, l’opinione pubblica funziona o, per lo meno, esiste. Ha una sua tendenza, una voce collettiva e, quindi, anche un’influenza, pur probabilmente rappresentando di rado la totalità dei cittadini riguardo i temi su cui si esprime e coinvolgendo, più che altro, solo i gruppi particolarmente interessati ai singoli argomenti. Sottolinea, però, l’importanza della partecipazione politica e l’indispensabile presenza di ogni individuo nella sfera pubblica.

L’impossibilità di essere compresa fino in fondo è parte della natura stessa dell’opinione pubblica, e sono tanti i quesiti che chi ne studia gli andamenti si pone da decenni: se sia una forza unica o un aggregato di pareri, se sia autonoma o manipolabile, se sia mossa dalla razionalità dei singoli o dall’irrazionalità incontrollata delle masse. Non a caso, da tempo ormai si tenta di misurarla tramite i sondaggi e i sistemi di rilevamento di dati puramente quantitativi. In questo modo, però, i risultati sono quasi sempre mediati dalle risposte multiple di cui ogni analisi è formata. Un tipo di rigidità che non può cogliere la complessità di un’entità tanto astratta quanto inafferrabile.

Nessuna misurazione, tantomeno alcun tentativo di comprensione, comunque, serve a identificare la più importante delle sue connotazioni, quella che risiede nella sua democraticità, caratteristica imprescindibile, poiché senza di essa non può esistere nessuna forma di sovranità popolare.

Prec.

I depositi del Museo di Capodimonte, una storia da scrivere

Succ.

Le poche cose certe di Valentina Farinaccio

Chiara Barbati

Chiara Barbati

Articoli Correlati

chiesa invisibili clochard
Attualità

Polemiche per i senzatetto in chiesa: possiamo sentirci giusti in un mondo sbagliato?

3 Febbraio 2024

Nutrire l’affamato, accogliere lo straniero, visitare l’ammalato sono gesti di restituzione e, dunque, atti di giustizia.” – Don Andrea Gallo È la notte fra il 2 e 3 dicembre, a Treviso la temperatura è bassa, molto bassa, come sempre...

aborto diritti riproduttivi
Attualità

I diritti riproduttivi in Italia: facciamo il punto con “Libera di abortire”

17 Gennaio 2024

Il 2023 si è chiuso con le parole di Elon Musk che, dal palco di Atreju, in occasione della festa di Fratelli d’Italia, si è dichiarato preoccupato per il tasso della natalità nel nostro Paese, che a quanto sottolineano...

violenza pronto soccorso
Attualità

Violenza in pronto soccorso: un fenomeno ampio

17 Gennaio 2024

Assistiamo, impotenti, all’ennesimo caso di cronaca che ci lascia desolazione e amarezza negli animi. La dottoressa Anna Procida, infermiera, viene aggredita nella serata del 3 gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il parente di un...

guerra - ukraina - soldati
Attualità

Gridano “cessate il fuoco” ma nessuno vuole rinunciare alla guerra

17 Gennaio 2024

Sono circa 59 le guerre in atto nel mondo in questo momento. Il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga, con 1367 morti. In Nigeria, dal 2009, la guerra ha ucciso 1363 persone. In Siria (1037 morti solo nel 2022), in Iraq (267), nello...

Succ.
Le poche cose certe di Valentina Farinaccio

Le poche cose certe di Valentina Farinaccio

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • the brutalist

    “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    843 shares
    Share 337 Tweet 211
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1518 shares
    Share 607 Tweet 380
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1106 shares
    Share 442 Tweet 277
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    941 shares
    Share 376 Tweet 235
  • Simboli nascosti: la Cappella Sansevero e il tempio massonico X

    629 shares
    Share 252 Tweet 157
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie