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Le bellezze di Villa Borghese

Giusy Gaudino di Giusy Gaudino
9 Novembre 2021
in Viaggi
Tempo di lettura: 3 minuti
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Quando si va a Roma, tra le prime tappe obbligatorie vi sono il Colosseo, Piazza di Spagna, la Fontana di Trevi, i Musei Vaticani e la Basilica di San Pietro. Limitarsi a visitare i luoghi e monumenti più conosciuti e non dare spazio alla curiosità significa, però, accontentarsi di una visione stereotipata di una città dalla bellezza sconfinata.

Tra i gioielli della Capitale che vengono tralasciati dai più, vi è il famoso parco romano chiamato Villa Borghese, aperto per la prima volta al pubblico il 12 luglio 1903. La denominazione si deve proprio alla famiglia Borghese, che per secoli ha posseduto la villa, ampliandola e rendendola maestosa come oggi la conosciamo.

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Si tratta di un parco che appare come un immenso cuore verde in cui immergersi, tra fontane, laghetti, chioschi, musei e monumenti. Sono ben nove le entrate della Villa, tra cui Piazzale Cervantes, Piazzale Pablo Picasso e Via Aldrovandi. Se si fruisce dell’ultimo ingresso, inoltre, ci si trova a pochi passi dal Giardino del Lago, che ospita il Tempio di Esculapio, il curatore fulminato da Giove per aver recato oltraggio a Plutone, medicando i moribondi. La romantica e suggestiva costruzione, circondata da un limpido e irregolare laghetto artificiale, dove le anatre e i cigni vivono indisturbati, risale agli ultimi decenni del XVIII secolo ed è opera di Antonio e Mario Asprucci e di Cristoforo Unterperger.

Se ammirare la semplicità naturale di un paesaggio in cui potersi estraniare dal mondo esterno non dovesse bastare, è anche possibile noleggiare una barchetta per attraversare il lago e sentirsi totalmente parte di un giardino in stile inglese, tra alberi possenti e statue ellenistiche. Ovunque si volga lo sguardo, a prevalere sono il verdeggiare delle piante e gli elementi artificiali, che così bene si integrano con la natura incontaminata formando un tutt’uno armonioso e mozzafiato. Proseguendo su Via delle Magnolie si giunge, poi, sul Viale dell’Orologio, dove è possibile ammirare proprio un incantevole orologio ad acqua, risalente al XIX secolo, quando fu commissionato da padre Embriaco. Purtroppo l’oggetto, situato all’interno di una torre che si erge su un isolotto al centro di un piccolo specchio d’acqua, è stato più volte vittima di atti vandalici, subendo diversi danni. L’opera di restaurazione ha permesso, però, all’orologio di tornare al corretto funzionamento e di poter segnare il tempo unicamente grazie ad alcuni principi idraulici. Per la sua peculiarità, inoltre, è stato presentato anche all’Esposizione Universale di Parigi.

Imperdibili sono pure i numerosi musei, tra cui la Galleria Borghese e il Museo Carlo Bilotti, dove vi sono collocati alcuni capolavori di grandi artisti come Giorgio de Chirico, Giacomo Manzù, Pucci, Gian Lorenzo Bernini (Enea, Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, e il David), Tiziano (Amor Sacro e Amor Profano), Caravaggio (Davide con la testa di Golia, San Giovanni Battista, Bacchino malato e tanti altri) e Canova (Venere Vincitrice). Questi donano alla grande Villa un invidiabile prestigio di cui Roma si può vantare grazie al lungo e appassionato lavoro dei Borghese, le cui meraviglie lasciano ancora oggi a bocca aperta.

Questo luogo è un esempio di come l’opera dell’uomo e quella della natura possano convivere pacificamente, alimentandosi a vicenda e facendo sì che la bellezza dell’una divenga specchio dell’altra. In questo immenso parco dalle molteplici bellezze, si può girare in bici, passeggiare o remare, fare un picnic in compagnia o ritrovare se stessi nella solitudine, lontani dalla frenesia e accompagnati dal profumo dell’erba e degli alberi. Nonostante i tristi momenti di negligenza inerenti all’ordine e alla cura di un’area dalla simile portata artistica e ambientale, Villa Borghese, con le sue vedute incantevoli e gli scorci romantici, resta un must per quei turisti e per quei cittadini che scelgono di conoscere i molteplici capolavori che la nostra bella Capitale ha da offrire.

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