• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

L’arte culinaria messicana, piatti e storia

Giusy Gaudino di Giusy Gaudino
30 Giugno 2021
in Rubriche
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

La gastronomía mexicana, apprezzata in tutto il mondo per i suoi sapori aromatizzati e piccanti, è dal 2010 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Nel XVI secolo, il Messico si procura il titolo di Nueva España con la caduta dell’Impero Azteco (1521) per mano dei conquistadores spagnoli, arrivati nel Nuovo Mondo nel 1492 guidati da Cristoforo Colombo. Da questo momento la cultura messicana si trova fortemente intrecciata con quella spagnola tanto che gli amerindi ne fanno propri la lingua, le tradizioni, l’architettura e tanto altro. Anche l’arte culinaria viene così conquistata.

Può interessartianche...

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

Anna: la libertà di scegliere

Prima dell’arrivo degli spagnoli, in Messico i piatti sono cotti al vapore e alla piastra. Una pianta particolarmente apprezzata dalla civiltà precolombiana è l’amaranto, che gli Aztechi chiamano “il grano degli dei”. Ricca di qualità nutrizionali e dal potere curativo, la pianta è largamente utilizzata anche durante i rituali religiosi per forgiare immagini di divinità.

La cucina preispanica si serve delle risorse naturali della sua terra ed è per questo che – oltre all’abbondante uso di fagioli, ananas, avocado, patate dolci, arachidi, zucca, erbe e peperoncino (in trecento varietà diverse per colore e sapore) – l’elemento preponderante è il mais, la cui coltivazione è molto semplice in quanto non richiede nessun tipo di preparazione della terra. A questo prezioso ingrediente sono legati alcuni dei cibi messicani più gustosi: tortillas, tamales e tacos. Le risorse a cui si attinge, però, sono anche animali. A questa era, dunque, appartengono ricette a base di tacchino e – preparatevi ad arricciare il naso – scimmie, serpenti, ragni e insetti.

Ma gli indigeni sanno come farsi perdonare: alla civiltà olmeca (Messico meridionale) risalgono infatti i primi semi di cacao, cavallo di battaglia della regione tabasqueña Chontalpa, in cui viene ancora coltivato secondo le modalità tradizionali.

Con l’arrivo dei conquistadores, si diffonde un nuovo metodo di cottura, la frittura, decisamente meno salutare rispetto ai precedenti. Vengono anche introdotti nuovi animali, piante e altri prodotti. Tra le piante: canna da zucchero, riso e banana. Il riso, in particolare, conosce una diffusione totale e diventa un elemento indispensabile della nuova cucina creola. Ma anche cipolla, aglio e pepe si integrano con facilità e danno alla gastronomia messicana quella peculiarità aromatica che attualmente la caratterizza. Inoltre, agli appetitosi animali a cui si è ricorso fino a questo momento, si aggiungono e – in molti casi – si sostituiscono maiale, pollo e manzo.

Un notevole cambiamento si verifica anche nel consumo di alcol: si passa da chicha e pulque (bevande alcoliche ancora oggi presenti, ma con minore successo) a vino e, soprattutto, birra, per poi giungere alla bevanda alcolica messicana per eccellenza, la Tequila, prodotta originariamente in Messico sotto la spinta spagnola.

Ma adesso parliamo dei piatti. Le tortillas messicane – da non confondere con le tortillas de patatas spagnole – sono a base di mais bianco (masa harina) e appaiono simili alle piadine, seppur molto diverse nella consistenza. Gli altri ingredienti sono semplici: acqua, sale e olio. Le tortillas possono essere farcite e cotte in tanti modi differenti, cambiando il loro nome in burritos se grigliate e imbottite con carne, tacos se ripiene di carne e fritte, fajitas se semplicemente accompagnano pollo e verdura, enchiladas se cotte al forno e contenenti carne, formaggio, verdura o fagioli.

I giornali spagnoli e messicani informano che, dall’arrivo di Trump, il prezzo dell’alimento messicano per antonomasia è aumentato fino all’11% in alcune città, accompagnato dall’inflazione del petrolio. Il fenomeno è stato denominato tortillazo.

Altro piatto tipico del Messico sono i tamales, involtini cotti al vapore in una foglia di pannocchia o banana. Sono a base di pasta di mais (masa) e possono essere farciti con carne, formaggio, frutta o verdura, a cui si aggiungono aglio, cipolla e peperoncino. I tamales sono un cibo di strada appartenente alla categoria degli antojitos, dal termine spagnolo antojo che significa “capriccio”, “sfizio”. In parole povere, come diremmo a Napoli, si mangiano per sfizio! Da circa due anni, anche gli antojitos hanno conosciuto un aumento del prezzo.

Si è detto che l’avocado è uno dei frutti prediletti del Messico precolombiano. Ebbene, è felicemente sopravvissuto alla colonizzazione spagnola e tuttora è l’ingrediente base di una salsa molto conosciuta, il guacamole. Altri suoi ingredienti indispensabili sono il succo di limetta e il peperoncino Serrano del Sol. La salsa accompagna spesso le sopracitate tortillas.

Una giornalista del New York Times, Melissa Clark, propose di aggiungere i piselli alla tradizionale ricetta. La reazione, però, fu un deciso “no” da parte della maggioranza, diniego al quale si unirono, su Twitter, l’ormai ex presidente Obama (Rispetto il NYT, ma non compro guacamole con piselli. Cipolla, aglio, peperoncino. Classico.) e il fratello dell’ex presidente Bush (Non si mettono i piselli nel guacamole).

Rinomate sono anche le zuppe (sopas). Tra le più conosciute e apprezzate c’è la sopa de limón, a base di pollo, limone e peperoncino, a cui i messicani aggiungono anche della birra, giacché gli europei l’hanno generosamente devoluta loro. Caldamente sconsigliata prima di un appuntamento, ma incredibilmente saporita, è la sopa de ajo (zuppa di aglio). Di origine spagnola, consiste in un brodo di carne in cui viene fatto bollire aglio schiacciato o tritato, precedentemente appassito nell’olio. Il tocco messicano è dato dall’aggiunta di tabasco, una salsa piccante.

Sarebbe impossibile e di poca utilità elencare tutte le specialità della cucina messicana cercando di dar loro giustizia. Il presente articolo è stato scritto, infatti, con la speranza di concedervi un rapido sguardo sulle bontà culinarie che vanta il Messico, grazie anche al fondamentale apporto della cucina spagnola, e di aver stuzzicato la vostra curiosità al punto tale da farvi prenotare un tavolo in una delle tante cucine messicane presenti in tutta Italia.

Prec.

Le lettere d’amore di Friedrich Nietzsche

Succ.

Internet, deep web e social network: il pericoloso sottobosco della pedopornografia

Giusy Gaudino

Giusy Gaudino

Articoli Correlati

salute mentale inchiesta covid affaire mascherine
Rubriche

Il Covid non va in vacanza: consigli utili e raccomandazioni

17 Gennaio 2024

Un altro Natale è alle porte e, volenti o nolenti, stiamo imparando a convivere con il Sars-Cov2. Ritengo sia sempre utile ribadire un concetto fondamentale: anche se è finita la fase emergenziale, i vaccini anti-Covid approvati continuano a proteggere...

philip roth russell banks
Rubriche

L’amaro dolce domani fra Philip Roth e Russell Banks

3 Febbraio 2024

Nel corpo, non meno che nel cervello, è racchiusa la storia della vita. – Edna O’ Brien Philip Roth Il romanzo L’animale morente di Philip Roth, attraverso l’oscillazione fra venerazione e ossessione del possesso di un corpo e per...

anna
Rubriche

Anna: la libertà di scegliere

18 Dicembre 2023

Anna è il nome che avevo scelto e, per il rispetto della privacy della mia famiglia, resterò “Anna”. Ho amato con tutta me stessa la vita, i miei cari e con la stessa intensità ho resistito in un corpo...

marianna vittorioso condom bar napoli tools
Rubriche

“Use the right tools”: Marianna Vittorioso e il primo free condom bar di Napoli

14 Dicembre 2023

Il 30 novembre scorso, presso il Bar Tools in Via Calata Trinità Maggiore a Napoli si è aperto un vernissage a cura di Marianna Vittorioso, architetto e artista di origine campana con base a Shangai. L’installazione, che ha preso...

Succ.
deep web social media internet

Internet, deep web e social network: il pericoloso sottobosco della pedopornografia

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • porno napoli o napoli porno di deborah d'addetta

    Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1569 shares
    Share 628 Tweet 392
  • “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    920 shares
    Share 368 Tweet 230
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1142 shares
    Share 457 Tweet 286
  • Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    480 shares
    Share 192 Tweet 120
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    317 shares
    Share 127 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie