• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

La voce delle donne che sta cambiando il mondo

Alessandro Campaiola di Alessandro Campaiola
3 Ottobre 2022
in Il Fatto
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Una voce si leva dai cinque angoli della Terra. Dal Medio Oriente all’Italia, passando inevitabilmente da Mosca, il destino del mondo – stavolta – non può scriversi senza di loro, le donne. Protestano, fanno scudo l’una per l’altra, unite, perché questa battaglia non può più essere rimandata, e questa battaglia è da vincere adesso.

La morte di Mahsa Amini, la giovane arrestata e massacrata dalla polizia iraniana per aver indossato l’hijab in modo inappropriato – così che scoprisse parzialmente i capelli – ha scatenato violente rimostranze in tutte le città della nazione, una sollevazione popolare che mai si era vista prima, perché l’Iran soffre un governo dittatoriale, e in Iran le donne rispondono alla legge della Shari’a.

Può interessartianche...

Manfredi, tu vuo’ fa’ l’americano

Gaza: 18mila morti che non fanno effetto

Giulia Cecchettin: l’incapacità di parlarne

La questione femminile, però, non riguarda esclusivamente l’obbligo che le donne hanno di portare il velo sin dalla tenera età, ma è il fuoco attraverso cui arde un feroce sentimento di libertà che spinge il popolo dell’Iran a invocare il rovesciamento della dittatura i cui simboli bruciano, da giorni, assieme agli hijab e alle ciocche di capelli che le donne tagliano in segno di solidarietà a Mahsa e all’attivista Hadith Najafi, freddata con sei colpi di arma da fuoco dalla polizia incaricata di sedare le rivolte a ogni costo.

Così, tanti uomini si uniscono alla protesta, mettendo in crisi i dogmi politico-religiosi su cui ha sempre fondato l’intera società dell’Iran, mostrando un volto che il Medio Oriente ancora non conosceva. Le rivendicazioni socioeconomiche di contadini e operai si mescolano alla lotta delle loro compagne contro il regime. Sono sempre loro a gridare più forte, ma la voce, stavolta, è una sola.

Voce che cambia tono ma non perde di intensità tra i confini europei, dove le donne guidano anche la mobilitazione del popolo russo contro Vladimir Putin. I nostri figli non sono fertilizzante – sono le madri dei militari mandati a morire in Ucraina a rivendicare il proprio diritto a esistere, ad affermarsi, a chiedere libertà e giustizia. Gli scontri più violenti avvengono nella repubblica del Daghestan – quella che più ha prestato soldati all’esercito di Mosca –, dove la repressione della polizia ha anche fatto registrare centinaia di arresti e feriti.

Al machismo dello zar, dunque, si oppone lo stesso filo rosso che lega le donne e gli uomini dell’Iran, apparentemente sottile ma strenuo e deciso a non cedere, a cambiare il corso della storia. Storia che vuole farsi qui e ora, senza più rimandare, perché i diritti non sono per sempre, e vanno difesi, rinvigoriti, pretesi.

Ed ecco che a questo levarsi di cori per la parità si aggiunge la voce delle ragazze di Roma, Valeria Giuliano e Giulia Calò, che venerdì scorso hanno contestato l’ex Presidentessa della Camera dei Deputati Laura Boldrini nel corso di una manifestazione dei movimenti transfemministi in occasione della giornata per il diritto all’aborto.

Sono migliaia, anche in questo caso accompagnate da tanti coetanei del sesso opposto, segno di una rivoluzione che ha l’obbligo di partire innanzitutto dagli uomini. Sono in piazza per lanciare un segnale a chi, da qui a breve, deciderà del loro futuro, forse persino del loro corpo, e il messaggio è chiaro: nessuno tocchi i diritti. Non c’è Giorgia Meloni, a cui il coro è diretto, ma Laura Boldrini.

Il risultato, però, al contrario di quanto ci si possa aspettare non cambia. La parlamentare non è benvenuta, segno che i giovani non sono materiale da prendere per i fondelli con qualche scenetta recitata male su TikTok, e la loro memoria è tutt’altro che corta. La ragazza incalza Boldrini chiedendole di lasciare una piazza e una battaglia che – a suo dire – non le appartengono, perché il partito di cui fa parte si è già macchiato di un contributo più che rilevante allo smantellamento dei diritti e della sanità.

E allora la legge sull’aborto fatevela difendere dalla Meloni, risponde l’ex funzionaria dell’ONU ora al PD, capace di mettere in mostra, con una sola frase, tutti i difetti della pseudo-sinistra che rappresenta, snob e arrogante allo stesso tempo, distante dalle classi sociali e dalle fasce più deboli della popolazione. Ce la difendiamo da sole, è la risposta di Giulia, ed è la risposta migliore possibile, il manifesto che il mondo intero sta affiggendo sui muri di ogni città.

Perché protestare – unite e uniti – è simbolo di una democrazia che non si arrende, al fascismo quanto al neoliberismo, due facce della stessa medaglia che affamano il mondo e ne mettono in crisi i valori umanitari e sociali. Protestare dà forza alle minoranze e scaccia via il senso di solitudine a cui il mondo moderno vuole obbligarci. Protestare vuol dire vincere e cambiare la storia, scriverne una nuova direttamente da un foglio bianco, prendendo spunto da chi ha condotto la lotta prima di noi, imparando a guardarsi da chi tornerà a mettere in crisi ogni conquista.

Ogni protesta, però, si ispira e si affida a una voce, e quelle del mondo che si sta disegnando – dall’Iran all’Italia, passando per Mosca – hanno i toni di chi ha più urgenza e allora grida più forte: le donne.

Prec.

Giada Biaggi: «Io, Eva e “Il bikini di Sylvia Plath”»

Succ.

Museum of Dreamers: quando la visita è esperienziale

Alessandro Campaiola

Alessandro Campaiola

Articoli Correlati

manfredi americano
Il Fatto

Manfredi, tu vuo’ fa’ l’americano

17 Gennaio 2024

Tu vuo’ fa’ l’americano, cantava nel 1956 Renato Carosone, satira di quella corsa all’americanizzazione che il Paese intraprendeva all’indomani della Seconda guerra mondiale. Ma si’ nato in Italy, intonava poi, e il sogno restava legato all’immagine di una cuppulella...

gaza poliomelite la prepotenza spara
Il Fatto

Gaza: 18mila morti che non fanno effetto

14 Dicembre 2023

Se uccidi uno scarafaggio, sei un eroe. Se uccidi una farfalla, sei cattivo. Friedrich Nietzsche diceva che la morale ha standard estetici. Bianchi, occidentali, privilegiati. Sono gli standard del nostro specchio, quelli che ci permettono di sopravvivere all’orrore, al...

femminicidio donna giulia cecchettin
Il Fatto

Giulia Cecchettin: l’incapacità di parlarne

10 Febbraio 2024

Per anni, e con una frequenza sempre maggiore, Mar dei Sargassi ha scritto di femminicidio e violenza di genere. Per anni, abbiamo cercato parole che potessero, in qualche modo, raccontare una società che stava cambiando e che, probabilmente per...

indi gregory
Il Fatto

Indi Gregory, Sibilla Barbieri, i bambini di Gaza: i pro-vita a fatti loro

14 Novembre 2023

Indi Gregory aveva otto mesi e una malattia incurabile. Ho iniziato questo articolo scrivendo di lei al presente, poi ho dovuto cambiare i tempi verbali perché, di tempo, quello scandito dal passare delle stagioni, il vestito che si fa...

Succ.
museum-of-dreamers-museo-esperenziale

Museum of Dreamers: quando la visita è esperienziale

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • porno napoli o napoli porno di deborah d'addetta

    Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1569 shares
    Share 628 Tweet 392
  • “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    920 shares
    Share 368 Tweet 230
  • Storia eretica del sangue mestruale

    1142 shares
    Share 457 Tweet 286
  • Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    480 shares
    Share 192 Tweet 120
  • Cosa fa il cooperante: la funzione e la preparazione necessaria

    317 shares
    Share 127 Tweet 79
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie