• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

La Napoli (e il rione) di Elena Ferrante

Alessandro Campaiola di Alessandro Campaiola
8 Giugno 2021
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Che strana la sorte della nostra città. Così eclettica, multiforme, così uguale e diversa da se stessa di quartiere in quartiere. Napoli bacino di cultura e di culture, porto delle più ricche influenze provenienti da tutto il mondo, tanto complessa quanto identitaria. Eppure, la letteratura, soprattutto degli ultimi anni, pare non riesca a collocarla al di fuori di un duplice stereotipo, una doppia cornice che la costringe al lungomare di Posillipo da un lato, alle Vele di Gomorra dall’altro. È forse anche questo il segreto del successo dei romanzi di Elena Ferrante, della quadrilogia de L’amica geniale, aver spezzato la continuità di questa fastidiosa combinazione. Il mare, dal Rione, infatti, è solo un miraggio al di là del ponte.

I romanzi dell’autrice avvolta nel mistero della propria identità sono, probabilmente, il caso letterario più importante che abbia sconvolto l’editoria italiana e, soprattutto, partenopea, da tempi più o meno recenti. L’eco dei racconti delle avventure che vedono protagoniste due amiche, due bambine, due ragazzine, due donne, insieme lungo il cammino della crescita, è rimbalzata ovunque nel mondo, soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, tanto da spingere la redazione del Time a inserire il nome della scrittrice tra quelli dei cento personaggi più influenti del globo nel 2016 e invogliare centinaia di turisti a sbarcare alle falde del Vesuvio per scoprire i luoghi della narrazione.

Può interessartianche...

Marco Ottaiano, Strawberry Fields: i Beatles letti come poesia romantica

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

“Junx”: l’inquietudine di una generazione perduta

Ma, appunto, la Napoli di Elena Ferrante non è quella elegante e snob del quartiere Vomero, neppure quella solare e colorata della Riviera di Chiaja, tantomeno quella del chiassoso, gioviale e accogliente centro storico con tutte le sue contraddizioni e il suo folklore. Napoli è il Rione – Rione Luzzatti, nel cuore del quartiere di Gianturco – nella piena crudeltà dell’accezione che le attribuiamo, e Rione vuol dire violenza, vuol dire degrado, tanto morale quanto strutturale, con il dialetto unica lingua conosciuta nella sua forma volgare e stonata.

Essere figli del Rione significa non scapparne mai, farne parte per sempre, avere già scritto nel proprio destino il racconto della propria mediocre esistenza. I personaggi che lo abitano sono impegnati come in una danza che li porta a incrociarsi di continuo, a rincorrersi in maniera ossessiva, morbosa, in un susseguirsi di intrighi e di eventi che sfociano spesso in sottili giochi di quartiere o violente esplosioni di affermazione. Lasciare il Rione è possibile, come dimostra uno dei due personaggi protagonisti – la storia coinvolge i membri di circa dieci famiglie – ma il Rione non lascia mai un suo figlio. Torna a galla con una frase sguaiata, un gesto violento che riaffiora automatico, il bene che richiama sempre il male in qualche sua forma.

È straordinaria, l’autrice, nella caratterizzazione dei personaggi, di ogni propria sfaccettatura che inevitabilmente si mischia con quei gesti che sembrano standard, obbligati a chi abita il Rione, come un tatuaggio d’appartenenza. Ed è altrettanto attenta, precisa, nel mostrare lo stupore del “fuori”, quella luce che balza agli occhi una volta varcato il tunnel che porta al mare, a Piazza Garibaldi, alle librerie di Port’Alba, ai negozi eleganti di via dei Mille e Piazza dei Martiri.

Napoli è, allora, finalmente più dolce, libera, fuori dai confini a cui costringe il Rione. E il turista lo avverte sulla propria pelle. La città ha più di due soli volti.

Prec.

Finalmente! Abbiamo abolito la povertà!

Succ.

“Un affare di famiglia”: l’affettività tra legami normativi e vita reale

Alessandro Campaiola

Alessandro Campaiola

Articoli Correlati

beatles
Billy

Marco Ottaiano, Strawberry Fields: i Beatles letti come poesia romantica

17 Febbraio 2026

Cosa concede a un professore di lingua e letteratura spagnola la possibilità di scrivere un libro sui Beatles? Un argomento sul quale si è detto e scritto di tutto, su cui si pubblicano ancora ogni anno decine, centinaia di...

tangerin tamu
Billy

Tamu Edizioni cambia nome: nasce Tangerin

13 Novembre 2025

Tamu Edizioni, casa editrice indipendente con sede a Napoli, è sempre stata più che una semplice realtà editoriale: progetto culturale, spazio di dialogo, libreria, punto di riferimento della comunità locale. Nel suo catalogo abbiamo sempre trovato testi impegnati, politici,...

junx
Billy

“Junx”: l’inquietudine di una generazione perduta

20 Ottobre 2025

Tra le pagine di Junx – Non basterebbe una notte, edito da Pidgin Edizioni, si annida un’inquietudine profonda che non appartiene soltanto al protagonista. L’inquietudine è collettiva, tocca una generazione nata in una terra di contraddizioni e che trova...

irene solà
Billy

“L’argine” di Irene Solà, un testo che lascia più di un dubbio

16 Ottobre 2025

Avevo già letto l’anno scorso uno dei romanzi di Irene Solà, giovane autrice spagnola classe Novanta: parlo di Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre, edito Mondadori (2024). Avevo molto amato il testo, mi era parso...

Succ.
“Un affare di famiglia”: l’affettività tra legami normativi e vita reale

“Un affare di famiglia”: l’affettività tra legami normativi e vita reale

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • cime tempestose

    “Cime tempestose”: erotismo senza il coraggio di indulgere nell’osceno

    398 shares
    Share 159 Tweet 100
  • Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    539 shares
    Share 216 Tweet 135
  • Porno Napoli (o Napoli Porno, vedete un po’ voi)

    1610 shares
    Share 644 Tweet 403
  • Esorcisti e psichiatri: demoni o psicosi?

    976 shares
    Share 390 Tweet 244
  • “The Brutalist”, ovvero cronaca di un film inutile

    933 shares
    Share 373 Tweet 233
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie