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Il 68% degli italiani è ignorante

Antonio Salzano di Antonio Salzano
21 Gennaio 2024
in AZETA di Antonio Salzano
Tempo di lettura: 3 minuti
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La notizia del giorno è che il 68% degli italiani è ignorante. A certificarlo sono i dati di un’indagine condotta rivolgendo domande che dovrebbero avere risposte scontate (livello terza media per capirci) a un campione di persone fra i 18 e i 65 anni. Alcuni esempi: la poesia “Soldati”, capolavoro di Giuseppe Ungaretti, sarebbe stata scritta da Giacomo Leopardi (21%). L’“Urlo”, celebre dipinto di Edvard Munch, sarebbe il titolo di un film di Dario Argento (16%) o un’opera di Van Gogh (25%). Per “Amleto”, invece, forse la più conosciuta tragedia shakespeariana, gli italiani credono sia stato Dante (21%), Leopardi per il 17%. Per “Macbeth”, poi, c’è chi la considera di Manzoni (18%). I “Promessi Sposi” sono stati scritti da Alessandro Manzoni secondo il 34% degli italiani. Un ulteriore dramma si palesa quando il 38% crede che sia stato Giovanni Boccaccio a creare Don Abbondio e Don Rodrigo (e qui devo dire che l’ignoranza tocca l’eccellenza). “Il fu Mattia Pascal”, superba opera di Pirandello, sarebbe di Montale (15%). Il “Cristo Velato”, scultura marmorea di Giuseppe Sanmartino, sarebbe un crocifisso (15%). Indagine condotta da Libreriamo, su circa 2500 italiani, realizzata con la metodologia WOA (Web Opinion Analysis).

Nel trambusto delle frenetiche giornate natalizie mi è sfuggita questa notizia che, grazie all’amica Maria Ausilia D’Antona, musicista e bella voce del gruppo musicale Archetipo Ensemble, ho appreso con comprensibile tristezza ma senza stupore alcuno, attraverso un suo post di cui, per brevità, ho riportato uno stralcio.

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La condizione di degrado culturale, sociale e politico che da qualche decennio domina la nostra amata Italia impone sempre nuove riflessioni per poterne meglio comprendere le cause cercando di individuarne le terapie possibili. Semplicisticamente essa potrebbe apparire come un calo del livello di istruzione attribuibile a una scuola sempre più mortificata da scelte scellerate imposte da governi incapaci con deleghe attribuite a soggetti incompetenti non in grado di riformare un settore strategico per la crescita del Paese martoriato anche da sempre minori risorse disponibili.

Potremmo parlare, inoltre, di un’informazione anch’essa livellatasi per la maggior parte in basso, incapace di evolversi e fornire modelli alternativi e contenuti di qualità, a esclusione di pochi e ben noti soggetti che purtroppo non riescono a bilanciare prodotti scadenti nella comunicazione televisiva, nella carta stampata e nel giornalismo online. Volgarità, pressappochismo e sensazionalismo sono ormai gli unici elementi ad attrarre l’interesse di masse capaci di fornire numeri che contano per i business pubblicitari e delle produzioni. Le librerie, intanto, in questi giorni affollate, espongono in buona vista biografie di calciatori, cantanti e attori o ricette di star televisive sempre meno in cucina da mettere sotto l’albero per non essere mai lette, sacrificando buone letture che forse riemergeranno dopo l’Epifania. Pochi lettori, troppi con la voglia di leggersi.

Va riconosciuto che la politica, quella con la p minuscola che ha saputo utilizzare e nutrire quella parte di società portatrice del nulla sul piano sociale e politico fino a farla diventare maggioranza nel Paese, è stata a lungo quell’uomo che, non a caso, con grande capacità è entrato con prepotenza nel mondo televisivo e poi nelle istituzioni riuscendo a cogliere e sfruttare il meglio del peggio. Il berlusconismo, infatti, ha ufficialmente inaugurato la lunga stagione del decadimento sociale, morale e politico, oggi incarnatosi nel salvinismo anche se in maniera più ruvida e grossolana ma con la capacità di cogliere e mettere a nudo quei sentimenti fino a pochi mesi fa subdoli e ipocritamente nascosti.

Superfluo entrare ancora nei ben noti dettagli di una lunga stagione della vergogna sul piano della decenza istituzionale e della credibilità internazionale, che da nazione culla della cultura ci ha portato a essere culla dell’ignoranza diffusa da Nord a Sud, a testimonianza che non è lo status economico a determinarla e che proprio in gran parte del Settentrione benestante il basso livello culturale permane esprimendosi poi pienamente nella politica mediocre fatta di egoismi sociali e difesa degli interessi materiali di parte che, grazie anche a questo governo, stanno portando il Paese a un’ulteriore spaccatura e a una secessione di fatto.

Questo esecutivo ha le palle, ha affermato il fine Ministro e Vicepresidente del Consiglio della nostra sventurata Repubblica, cogliendo l’occasione per mostrare oltre alla divisa della Polizia di Stato – impropriamente utilizzata – anche quella degli attributi in realtà inesistenti, ma che tanto effetto producono su quel 68% degli italiani di cui sopra. Il condannato per truffa, Senatore Bossi, si era fermato al celoduro dei leghisti, il suo erede invece, scendendo più in basso, lo ha consacrato definitivamente erigendo quegli stessi attributi a distintivo del governo del cambiamento. Ciascuno ne tragga le proprie conclusioni.

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Comments 1

  1. Maria Ausilia says:
    8 anni fa

    Condivido anche le virgole di questa tua riflessione… Con lucida precisione hai ripercorso cause ed effetti di un imbarbarimento che viene da lontano. L’unica speranza è riposta nella capacità del rimanente 32% dei nostri connazionali di realizzare un’inversione di tendenza prima che sia troppo tardi. Speriamo in un barlume di lucidità.

    Rispondi

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