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Guerra, pandemia, povertà: il 2022 si trascina nel nuovo anno

Antonio Salzano di Antonio Salzano
21 Gennaio 2024
in AZETA di Antonio Salzano
Tempo di lettura: 4 minuti
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Concluse le abbuffate di fine anno, con i consueti fuochi d’artificio che hanno provocato feriti e mutilazioni anche di minori, si chiude il sipario di un 2022 difficile da dimenticare e, purtroppo, si apre quello di un 2023 con scenari non proprio tranquillizzanti: una pandemia sempre più incomprensibile, un’altra guerra che si aggiunge alle tante già in corso, le condivisibili e coraggiose rivolte in difesa dei diritti, come quella in Iran, che vede soprattutto le donne vittime di violenza da parte di un potere non più tollerabile.

Un Natale trascorso tranquillo per molte famiglie italiane e con file lunghe centinaia di metri in alcune città, tra le quali quelle posizionate ai primi posti della classifica del Sole 24 Ore, come Milano – scivolata dal secondo all’ottavo posto unicamente per il caro affitti. File di cittadini costretti a ricorrere alle mense della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio, non solo senzatetto e clochard, ma anche disoccupati e occupati non più in grado di sostenere le spese delle bollette. File fin dalle sette del mattino, come riferiscono le pagine locali de Il Corriere della Sera, anche per racimolare qualche pacco di viveri. A Napoli sono aumentate le famiglie in povertà assoluta. passate dal 9,4 al 10% e i senzatetto quantificati in circa duemila.

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Il tanto discusso e famigerato Reddito di Cittadinanza, ritenuto la causa di tutti i mali del Paese, tra qualche mese andrà a rinfoltire la schiera dei poveri e servirà al governo per recuperare risorse da riversare su altri capitoli di spesa: c’è da aiutare il mondo del calcio, ad esempio, a cui è stato dedicato persino un apposito emendamento, Salva Serie A o Salva Calcio, dal valore di 800 milioni. Non c’è che dire, dopo aver messo le mani in tasca anche a una parte dei pensionati e garantito pochi spiccioli a quelle minime.

Risorse ancora più consistenti sono previste, poi, per armare l’Ucraina, mentre il nulla assoluto si registra in quanto a iniziative concrete per un piano di pace da proporre all’Europa e non solo. Silenzio e armi, con il rischio concreto di un’espansione del conflitto che dovrebbe svegliare gli italiani su un tema che invece non sembra neppure sfiorarli.

Neanche il Comune di Napoli ha voluto far mancare la sua voce in quanto a belle notizie per i cittadini. Come riportato da alcuni organi di stampa, aumenterà l’addizionale Irpef dello 0,1% a decorrere da quest’anno e di un ulteriore 0,1% nel 2024, come se non bastasse dopo il regalo fatto alla città metropolitana con la discutibile nomina nella cabina di regia per la gestione delle risorse del PNNR dell’europarlamentare Andrea Cozzolino, coinvolto in questi giorni nello scandalo del Qatargate – e per cui, secondo indiscrezioni giornalistiche, la Presidente Metsola ha chiesto la revoca dell’immunità a seguito della richiesta della magistratura belga. Ma il Primo Cittadino assicura che la cabina non ha ancora cominciato a lavorare (?).

Un inizio di anno sulla scia di quello appena trascorso, concluso strombazzando quello che ormai è divenuto l’inno di questo governo, dopo aver elargito ingenti risorse prima ai parlamentari, con 5500 euro come bonus per acquisto di apparecchiature elettroniche, e, a pioggia, a ristoratori, commercianti e professionisti. Non poteva essere da meno l’Amministrazione Regionale della Campania con fondi destinati a premi e sagre sponsorizzati dai consiglieri. Ma la battaglia di tutte le battaglie, per la Presidente del Consiglio e i suoi, resta unicamente un sostegno alla povertà che, come tutti i provvedimenti – non ultimo quello di invalidità e accompagnamento – necessita di continui controlli rigorosi, senza penalizzare i legittimi percettori.

Vedremo anche in materia di sanità quale sarà l’atteggiamento di questo governo alla prova dei fatti, quali saranno gli eventuali provvedimenti che vorrà adottare nel caso di un aumento della diffusione del virus e delle sue varianti. «Non replicheremo mai misure liberticide» ha affermato alla Camera la Presidente del Consiglio, di cui è bene ricordare le strizzatine d’occhio ai no vax  durante la fase critica della pandemia. Proprio in questi giorni, il Ministro della Salute Schillaci ha messo in guardia dal Covid: «Prepararsi a un inverno ad alto impatto assistenziale». Come sempre è facile pontificare quando ad altri è delegata la responsabilità di adottare misure impopolari.

Siamo soltanto a pochi giorni dall’inizio di questo anno e non sono di certo degni di particolare riflessione i messaggi delle maggiori cariche dello Stato, dalle quali ci saremmo aspettati parole decisamente più pregnanti sul pericolo che incombe sul Paese e l’intera Europa per il conflitto in atto in Ucraina e i possibili sviluppi catastrofici in caso di utilizzo di armi nucleari.

Una pretesa impossibile, da parte di chi scrive, di esigere affermazioni contraddittorie a quanto deliberato per armare ulteriormente un popolo, sebbene vittima di un’invasione, che difficilmente potrà andare incontro a un’intesa di tregua per avviare accordi di pace. Sempre che non lo decidano le grandi potenze, le uniche interessate a un prosieguo del conflitto o a un accordo duraturo.

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