rifiuti industriali
Interviste

Dott. Marfella: «Terra dei Fuochi vittima dei rifiuti industriali. Attenti a chi aspetta il Recovery Plan»

È una delle pagine più gravi della cronaca italiana quella della Terra dei Fuochi che da più di trent’anni sta letteralmente martoriando la Campania – in particolare 38 Comuni tra le province di Napoli e Caserta – a causa dello sversamento illecito di rifiuti a opera di organizzazioni criminali senza scrupoli e la connivenza di istituzioni locali e nazionali. Un fenomeno purtroppo presente anche in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli, regioni in cui sono state individuate altre discariche abusive di scorie industriali provenienti da tutto il Nord Italia.

In Campania, dove continuano indisturbati roghi e sversamenti, l’aumento di decessi di uomini, donne e bambini per cancro ha visto l’impegno della chiesa locale, in particolare quello di don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, di alcuni medici e volontari che hanno denunziato in tutti i modi possibili i traffici illeciti nel silenzio di chi è deputato al controllo e, per fortuna, più recentemente, l’impegno per la ricerca della verità dell’allora Generale della Forestale e poi Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, tornato al suo incarico dopo la costituzione del nuovo governo.

È di pochi giorni fa la notizia del rapporto presentato alla Procura di Napoli Nord, in base a un’intesa tra la stessa e l’Istituto Superiore di Sanità, che dà ragione a quanti sostengono da sempre che l’aumento di patologie tumorali, leucemiche e malformazioni congenite sia da attribuire agli sversamenti illeciti delle nostre zone. Tra questi, il dottor Antonio Marfella, già all’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori Fondazione G. Pascale e Presidente dei medici per l’ambiente di Napoli, che in un suo articolo per Il Fatto Quotidiano ha scritto: Mi sono reso conto di essermi reso responsabile di uno dei più pericolosi attacchi agli ecomafiosi e ai loro complici colletti bianchi e politici. Gli abbiamo rivolto alcune domande.

C’è una relazione tra lo smaltimento illegale dei rifiuti e l’insorgenza di patologie gravissime, confermata anche dalla Procura di Napoli e dall’Istituto Superiore di Sanità. Una verità da Lei sempre sostenuta che ha procurato più di un’accusa di danneggiamento all’economia locale a quanti impegnati a denunziare gli sversamenti in Campania e non solo. Quali interessi dietro la teoria de la bufala della Terra dei Fuochi?

«L’interesse principale è continuare a non far capire ai cittadini campani e italiani che il problema non sono i rifiuti urbani, ormai soltanto non più del 10% di tutto il “pianeta rifiuti” (circa 1.3 kg/pro-capite/die), ma solo ed esclusivamente i rifiuti industriali, sia quelli prodotti legalmente (circa 6 kg/pro-capite/die) sia, soprattutto, la terza e micidiale categoria di rifiuti che ha ormai superato, e di gran lunga, tutti quelli urbani: i rifiuti industriali e tossici prodotti in regime di evasione fiscale, oggi circa 1.5 kg/pro-capite/die. Sono questi che uccidono perché devono obbligatoriamente essere smaltiti in modo illegale. Non vogliono che ce ne rendiamo conto».

Un traffico illecito che ancora continua. Di quali rifiuti in particolare?

«I rifiuti industriali prodotti illegalmente sono tutti gli scarti di produzione delle attività manifatturiere che vedono una percentuale significativa di evasione fiscale. In Campania sono scarpe, borse e vestiti, in gran parte per oltre 6mila tonnellate di scarti ogni giorno da oltre vent’anni. In Lombardia c’è veramente di tutto, a cominciare dagli scarti delle industrie pesanti come le attività siderurgiche del bergamasco, a solo mero titolo di esempio. Scorie tossiche da fonderie provenienti dal bergamasco sono ancora sepolte, mai bonificate, nelle campagne di Acerra, con tanto di fusti e di bollini di provenienza (località Calabricito Acerra)».

Don Maurizio Patriciello, da sempre impegnato per denunciare il malaffare dei rifiuti in quei territori, ha detto: «Avevamo ragione noi, ce lo dicono adesso, dopo anni di lotta. Avevamo ragione noi. I vigliacchi adesso tacciono, neppure hanno quel poco di dignità per dire: “Scusateci abbiamo sbagliato”. Niente. Stanno tutti in silenzio, nascosti». Chi sono i vigliacchi che per anni hanno negato la verità?

«Ce ne sono tanti, ma per me, medico, i più pericolosi e di fatto i più collusi con i camorristi che hanno provocato questo immane disastro con decine di migliaia di morti evitabili, sono stati i medici negazionisti che, con i loro dubbi, anzi certezze, hanno consentito alla mala politica il massimo dell’immobilismo soprattutto nella mancanza di tracciabilità certificata dei rifiuti industriali e nella perdurante mancanza totale di impianti a norma per rifiuti industriali e non urbani, in special modo per quelli ospedalieri e amianto in Campania».

L’impegno dell’ex Ministro Costa è stato apprezzato da quanti impegnati nei territori massacrati dallo smaltimento illecito dei rifiuti.  Il nuovo super Ministero per l’Ambiente riuscirà a mettere la parola fine, con atti concreti, a questa piaga che è costata e ancora costerà vite umane?

«In verità, sono molto preoccupato. Sostituire un Generale dei Carabinieri esperto in lotta alle ecomafie con un ricercatore fisico di una società privata coinvolta in oscure trame di hackeraggio industriale e politico, accusata persino di hackeraggio contro Trump nelle elezioni presidenziali USA e che vede alcuni dipendenti arrestati per spionaggio industriale, mi preoccupa, molto. Temo che uno sviluppo sostenibile basato su controlli che ancora non ci sono si trasformi in un assalto alla diligenza per i fondi del Recovery Plan. Spendere miliardi per bonifiche sapendo, come sappiamo noi tecnici, che ogni giorno in Italia vengono obbligatoriamente smaltite illegalmente non meno di 115mila tonnellate di rifiuti industriali e tossici prodotti in regime di evasione fiscale senza tracciabilità certificata, equivale a scegliere di ricostruire palazzi mentre la guerra e i bombardamenti sono in atto. A che scopo, quindi, se non incassare rapidamente una marea di soldi che potrebbero rivelarsi inutili? Nella sola Campania, per bonifiche fatte bene servirebbero non meno di venti miliardi di euro. E non eviterebbero il danno alla salute provocato dalle 115mila tonnellate di rifiuti tossici che saranno prodotti e smaltiti anche oggi.  Cui prodest tanto denaro per le bonifiche? Veramente ai cittadini massacrati ogni giorno perché residenti nelle Terre dei Fuochi di Italia?».

Dott. Marfella: «Terra dei Fuochi vittima dei rifiuti industriali. Attenti a chi aspetta il Recovery Plan»
Clicca per commentare

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top