• L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Mar dei Sargassi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“Borgo Vecchio”. Giosuè Calaciura racconta l’anima dannata di Palermo

Alessandro Campaiola di Alessandro Campaiola
4 Giugno 2021
in Billy
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on TwitterInvia su WhatsApp

Ci sono quartieri del Sud dove i palazzi si sfiorano quasi a baciarsi, dove le finestre sono teatro di commedie quanto di opere drammatiche, dove la legge la fa la strada e chiunque sa tutto di tutti, ma all’occorrenza fa finta di niente. Solo la Madonna ha la parola sovrana, solo la Vergine accoglie i peccati della gente di quelle strade e li abbraccia nel suo silenzioso conforto.

Borgo Vecchio è una frazione di Palermo. Il porto, da lì a pochi passi, prende la forma di una speranza. Luogo di storia e di storie, pregno delle sue contraddizioni, fa da sfondo e dà il nome all’ultimo romanzo, edito da Sellerio, di Giosuè Calaciura.

Può interessartianche...

Il senso della vita attraverso una manciata di farfalle: “La sicurezza della nazione ungherese” di László Krasznahorkai

La famiglia Ardolento, la Guerra Civile e il realismo magico: Uclés come Márquez

“Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

Per Andrea Camilleri, Giosuè Calaciura è un nome importante della letteratura siciliana e non solo, ed è, insieme ad altri pochi autori, l’unica ricchezza dell’isola. Per Fabio Stassi, invece, la Palermo di Borgo Vecchio è una città amara e feroce, porto di lutti e fatiche, teatro della disperazione, e deriva, dove la vita è ancora destino, e ogni riscatto impossibile, un luogo in cui l’umanità vi sopravvive come una disubbidienza all’inferno e chi la racconta ci commuove con la forza di un classico.

Borgo Vecchio è metafora dell’intero capoluogo isolano, racchiude in sé la polvere di qualsiasi aspetto caratterizzi la città e i suoi abitanti, luce e oscurità, compassione e violenza, confini e futuro, un mescolarsi di immagini poetiche e tragiche, di colori pastello come il celeste della casa di Carmela, e lamenti strazianti come le sofferenze del piccolo Cristoforo picchiato ogni sera dal padre ubriaco, da un lato soffiata dal vento di mare che scombina gli odori in vortici ballerini e porta fragranza di carne nelle case di chi carne non mangia mai, dall’altro divisa dalla piana distesa della metropoli, con i suoi negozi, le signore benestanti, la legge e le guardie.

Nella Palermo di Calaciura i bambini crescono già grandi, figli di una realtà che non lascia scampo e indottrina al peccato, dove un ladro dai piedi veloci è alla stregua di un eroe, una puttana lascia la sua unica figlia a crescere sul balcone mentre volge lo sguardo all’effige sacra di Maria durante le continue visite che riceve, e un cavallo allevato per le corse clandestine incarna i valori più autentici, raccontando della violenza.

Una storia leggera nella sua crudeltà, Borgo Vecchio, impreziosita dalla scrittura armoniosa, poetica e multiforme dell’autore. È una scrittura che non finge, non ammicca, non gioca a farsi indovinare, –  come capita invece ormai più spesso – ma lacera, penetra, schiaffeggia, risacca, sbanda, urla. È una scrittura viva. Scrive Giacomo Di Girolamo, giornalista e scrittore.

L’ultimo libro di Giosuè Calaciura è un romanzo breve che si legge come su un sospiro di vento, con il fiato spezzato e i rintocchi nel petto provati.

È così, in alcuni quartieri del Sud, lo spettacolo dura a volte pochi istanti, altri tutta una vita, sorge con il sole e non sempre tace nel buio, gli interpreti giocano a carte scoperte, non hanno bisogno di fingere, le storie che si rincorrono tra i vicoli sono già piene di tutte le leggende, bugie e verità che le mura raccontano. Borgo Vecchio è una splendida fotografia di queste realtà, un’eredità, una testimonianza che riesce dove neanche la legge può entrare. Dentro.

Prec.

Italiani all’estero: “In Baviera mi innamorai subito dei luoghi”

Succ.

Quando Doctor Who diventa “donna”

Alessandro Campaiola

Alessandro Campaiola

Articoli Correlati

László Krasznahorkai
Billy

Il senso della vita attraverso una manciata di farfalle: “La sicurezza della nazione ungherese” di László Krasznahorkai

13 Agosto 2026

l’altro compito principale del Museo Ungherese di Scienze Naturali: far conoscere alla popolazione ungherese l’infinita ricchezza della natura, e purtuttavia non bisogna mai essere del tutto soddisfatti dell’operato svolto, affermò, poiché - come avrebbero convenuto tutti i presenti -...

uclés
Billy

La famiglia Ardolento, la Guerra Civile e il realismo magico: Uclés come Márquez

7 Agosto 2026

«A quante case siamo?» «Distrutte o vuote?» «Vuote». «In tutta la penisola o in una regione specifica?» «Nella penisola». «Mi mancano i dati di Bilbao. A quanto pare, tutte le sue case sono rimaste orfane». «Hai una stima approssimativa?»...

sociopatica
Billy

“Sociopatica” di Patric Gagne: un memoir onesto e senza filtri

29 Luglio 2026

Tutto quello che leggevo indicava che ero una sociopatica. Mi mancava l’empatia, mentivo senza problemi, ero capace di commettere azioni violente senza provare rimorso, mi veniva facile manipolare, ero superficialmente affascinante, commettevo azioni criminali, faticavo a connettermi alle emozioni,...

spettro urbano
Billy

“Spettro urbano”: la non-guida che ci porta in una Tokyo inedita

24 Luglio 2026

Ma Ginza non vive soltanto di giorno. Quando il sole comincia a scendere, qualcosa cambia nella temperatura del quartiere. È l’ora in cui i turisti si fanno più rari, e inizia a uscire la folla dei salaryman, uomini in...

Succ.
Quando Doctor Who diventa “donna”

Quando Doctor Who diventa “donna”

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti del mese

  • Amparo Dávila

    Amparo Dávila: la maestra del cuento che imbrigliò la paura

    781 shares
    Share 312 Tweet 195
  • Le ville di Napoli: Posillipo tra ricchi stranieri e alta borghesia (3° parte)

    510 shares
    Share 204 Tweet 128
  • Italiani all’estero: un grande neurochirurgo da Napoli a Lione con amore, passione e umiltà

    405 shares
    Share 162 Tweet 101
  • Gabriella Napolitano racconta “Una historia catalana”

    304 shares
    Share 122 Tweet 76
  • Apologia del culo: il nostro corpo non è più nostro

    327 shares
    Share 131 Tweet 82
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy policy

Direttore: Alessandro Campaiola

Registrazione al Tribunale di Napoli – Autorizzazione n. 35 del 15/09/2017

Le foto presenti in MarDeiSargassi.it sono reperite su internet, pertanto considerate di pubblico dominio.
Qualora il proprietario di una o più di queste dovesse ritenere illecito il suddetto utilizzo, non esiti a contattare la redazione affinché possano essere rimosse

Iscriviti alla nostra newsletter.

© Copyright 2024 Mar Dei Sargassi | All Right Reserved
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • L’Anguilla
  • Viola
  • Margini
  • Lapis
    • Camera Chiara
  • Paprika
  • Ciak!
  • Billy
  • Bisturi
  • Archivio
    • Appuntamenti
    • Attualità
    • Cinema
    • Il Fatto
    • Interviste
    • L’opinione
    • Rubriche
    • Viaggi
    • Varie